Scampia, aggressione a casa popolare: ferito sindacalista

Un inquietante episodio perpetrato con violenza relativo ad un tentativo di occupazione abusiva di una casa popolare abitata da legittimi assegnatari è avvenuto a Napoli in via Gran Paradiso nella sera di sabato 12 luglio.

Un tentativo violento di occupazione di una casa popolare avvenuto nel popolare quartiere di Scampia alla periferia nord di Napoli.
L’abitazione che ha subìto il tentativo di occupazione è abitata dalla sorella di 74 anni gravemente malata e dalla nipote di 37 anni, di Domenico Lopresto storico dirigente dell’Unione Inquilini di Napoli.

Domenico Lopresto ha raccontato che 8 persone, tre donne e cinque uomini, hanno tentato di occupare l’alloggio popolare tagliando la serratura con un flex, saputo l’accaduta è corso in soccorso della sorella e lui stesso con il fratello sono stati aggrediti con inaudita violenza a colpi di bastoni, spranghe e una mazza.

Sia Lopresto che un comunicato della segreteria nazionale dell’Unione Inquilini parlano senza mezzi termini di una azione che richiama metodi e modalità di esponenti della criminalità organizzata di Napoli. La nipote e il fratello di Lopresto hanno dovuto ricorrere alle cure in ospedale.

Che a Napoli la criminalità organizzata o affiliati ad essa, hanno le mani su una parte consistente del patrimonio di edilizia residenziale pubblico e lo considerino “cosa loro”, è fatto noto per primo agli inquirenti, ma non sembra che questo sia contrastato efficacemente.

Domenico Lopresto già subì il 21 settembre 2010 una aggressione violenta, da parte di quattro soggetti all’interno della sede Unione Inquilini di via Mianella. Una aggressione, anche quella di stampo camorrista ancora più evidente, che devastò la sede sindacale e nel corso della quale picchiarono duramente il Segretario Lopresrto che ebbe un referto di trenta giorni.

“Stazione di Piscinola Scampia” by Yeagvr is marked with CC0 1.0.

Una aggressione che seguiva richieste pressanti da parte di camorristi che chiedevano da anni che la sede fosse chiusa perché frequentata da troppo persone.

Nella logica della criminalità organizzata una sede frequentata da tante persone è da intralcio per la loro attività di vendita all’ingrosso di droghe pesanti e la sede dell’Unione inquilini con le buone o cattive doveva chiudere.

Ovviamente la sede Unione Inquilini non ha chiuso e la sera stessa rimase aperta rappresentando un cono di luce democratica e partecipata per dire no al buio rappresentarto dalla criminalità organizzata.

Sono anni che Unione Inquilini denuncia l’infiltrazione camorristica nelle case popolari subendo, anche in altre città, minacce e atti violenti nei confronti dei propri attivisti, nel contrasto alla logica criminale che si cela dietro la volontà di controllo criminale del territorio.

Domenico Lopresto è un sindacalista storico di Napoli da anni in prima linea nella difesa del diritto alla casa e nel contrasto alle occupazioni abusive organizzate da gruppi criminali. Proprio per questo, l’aggressione di sabato 12 luglio, solleva interrogativi inquietanti non solo per la violenza subita, ma anche per il segnale che rappresenta: l’intimidazione a chi si espone per la legalità in un territorio ancora segnato da forti tensioni sociali e dinamiche di potere legate alla camorra.

Questi fatti avvengono dopo l’entrata in vigore del decreto legge sicurezza. Un decreto legge convertito in legge presentato come una panacea delle occupazioni abusive ma di fatto teso solo a reprimere poveri, ai quali non viene fornita nessuna alternativa abitativa, e gli attivisti sociali. Un decreto legge sicurezza che a quanto pare non affronta il nodo delle occupazioni abitative finalizzate al solo controllo del territorio e alla gestione delle case popolari da parte della criminalità.

La Segreteria nazionale dell’Unione Inquilini in un comunicato afferma che tali episodi avvengono approfittando del silenzio e dell’inerzia delle istituzioni. Chiede, l’Unione Inquilini, che vengano individuati i responsabili e un piano concreto di protezione per attivisti, famiglie vulnerabili e i cittadini onesti che non si piegano alla violenza.

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Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini