Sanità ai senzatetto: fondi e decreto attuativo scomparsi

La legge 18 novembre. 2024, n. 176 e’ una legge in vigore che prevede uno stanziamento di un milione di euro, la cifra e’ minima, ma fu una fatica ottenerla, per le annualità 2025 e 2026.

Un finanziamento finalizzato all’avvio di un programma sperimentale, da attuare nelle 14 città metropolitane, per assicurare progressivamente il diritto all’assistenza sanitaria alle persone senza dimora, prive della residenza anagrafica nel territorio nazionale che soggiornano nel territorio italiano, nonché per consentire loro l’iscrizione nelle liste degli assistiti delle Asl, la scelta del medico di medicina generale o del pediatra, ed infine l’accesso alle prestazioni incluse nei Lea.

Una legge che apriva un cono di luce sul diritto alla salute per le persone senza fissa dimora seppur sperimentale e limitato alle città metropolitane.

In particolare l’articolo 1 disponeva che Il fondo fosse ripartito tra le regioni, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previa intesa in sede di Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le associazioni di volontariato e di assistenza sociale operanti in favore delle persone senza dimora.

Quindi entro 90 giorni il decreto, relativo ad un misero finanziamento di un milione di euro avrebbe dovuto produrre i suoi effetti entro i primi mesi del 2025 e poi per tutto il 2026.

Il decreto ministeriale avrebbe dovuto, inoltre, definire i criteri per l’accesso al programma sperimentale per l’attuazione del programma e disciplinare le modalità per la verifica, nel corso di ciascun esercizio finanziario, della spesa effettivamente sostenuta.

Il decreto previsto dalla legge n. 176/2024 nonostante siano trascorsi quattordici mesi dall’entrata in vigore della legge e sia ampiamente scaduto il termine dei 90 giorni di tempo per l’emanazione da parte del Ministro della salute, non è stato ancora emanato.

Foto Lalupa, modificata da Blackcat CC BY-SA 3.0

In parole povere, una legge approvata a fine 2024, ancora a marzo 2026, a causa della mancata emanazione del decreto, non trova, quindi, ancora attuazione lasciando le persone senza fissa dimora, quelle nelle citta’ metropolitane, escluse dalla possibilità: di essere iscritte nelle liste degli assistiti delle Asl, dalla scelta del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, nonché di accedere alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza.

La mancata attuazione della legge ostacola, come e’ del tutto evidente, il percorso dei senza fissa dimora nella ricerca di migliori condizioni di vita, sia dal punto di vista sanitario che dal punto dell’inclusione sociale e della diminuzione delle diseguaglianze. Inoltre essendo un programma sperimentale, il ritardo della sua adozione non può che avere conseguenze negative sulla futura ed eventuale applicazione di tali disposizioni su tutto il territorio nazionale.

La legge 176/2024 entro il 30 giugno di ciascun anno, disponeva che a decorrere dall’anno successivo dalla data di entrata in vigore, il Governo avrebbe dovuto presentare alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della medesima legge, con particolare riferimento: al numero di persone senza dimora iscritte negli elenchi delle aziende sanitarie locali di ciascuna regione; al numero e tipologia delle prestazioni erogate in favore delle persone senza dimora; alle eventuali criticità emerse nell’attuazione della legge, nonché in relazione ai costi effettivamente sostenuti.

Senza il decreto attuativo ovviamente il Governo il 30 giugno 2025 non ha presentato alcuna relazione al Parlamento.
Eppure la legge 176/2024 aveva ed ha una sua ragion d’essere e poteva rappresentare l’avvio di un percorso di effettiva tutela della salute per le persone senza fissa dimora.

I dati forniti da Fio-Psd ci dicono infatti che nel 2025, 414 persone senza fissa dimora sono morte, di queste 144 per malore e 11 per infarto/ischemia. Al 28 febbraio 2026 risultano 69 le persone senza fissa dimora, di queste 33 per malore, 2 per infarto/ischemia segno evidente che la questione salute impatta notevolmente sulla vita delle persone senza fissa dimora.

Eppure dal Governo, nonostante la legge in vigore e i compitl assegnati non ha ritenuto al 1 marzo 2026 di ripartire il milione di euro e i criteri per accedere al servizio sanitario nazionale alle persone senza fissa dimora, oltretutto per una semplice sperimentazione.

E’ davvero odioso vedere un governo e, in particolare un ministro della salute, mostrare tanta indifferenza e imperrubabilita’ di fronte ad una dispisizione di legge che esaurisce la disponibilita’ di fondi nel 2026, con la presumibile fine della sperimentazione. Una sperimentazione mai avviata.

Restano sconosciuti motivi per i quali non si è provveduto alla emanazione del decreto di ripartizione delle risorse e dei criteri per l’accesso al programma sperimentale per affermare il diritto alla salute per le persone senza fissa dimora quelle più fragili.

Foto Tdorante10 CC BY-SA 4.0
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini