Un gruppo di manifestanti appartenenti all’assemblea “Gente Solidale” ha demolito le barriere temporanee che erano state collocate lungo viale Pretoriano a Roma. L’atto di protesta è stato la risposta immediata a un recente sgombero effettuato nella stessa zona, in cui un gruppo di senza fissa dimora, principalmente giovani africani, è stato costretto ad abbandonare l’area.
Questo episodio ha intensificato la tensione tra le organizzazioni sociali e la giunta comunale guidata da Roberto Gualtieri, già al centro delle critiche di associazioni come Nonna Roma e Polo Civico Esquilino.
Il conflitto tra l’amministrazione cittadina e le organizzazioni sociali si è acceso ulteriormente dopo lo sgombero sotto le Mura Aureliane. Le associazioni di volontariato e i gruppi di mutuo soccorso si sono opposti alla rimozione delle persone senza dimora, evidenziando come questa misura non affronti in alcun modo il problema della marginalità sociale.
Spin Time Lab, noto per l’occupazione di spazi a fini abitativi, si è unito alle proteste, sottolineando il fallimento delle politiche comunali nell’offrire alternative adeguate.
Dopo un’assemblea tenutasi a San Lorenzo, alcuni studenti romani hanno deciso di agire concretamente, forzando l’ingresso del cantiere dove si stavano completando le cancellate a protezione dei giardini di viale Pretoriano.

“Il nostro messaggio è chiaro: siamo contrari agli sgomberi e all’erezione di barriere, qui come altrove”, hanno dichiarato gli attivisti, chiedendo un cambio di rotta da parte delle autorità locali. La richiesta è di fermare le operazioni di sgombero e di lavorare in collaborazione con le realtà del territorio per costruire soluzioni inclusive.
Previsto un incontro convocato dal sindaco Gualtieri, al quale parteciperanno le associazioni coinvolte e gli studenti che hanno preso parte all’azione del giorno precedente. Tuttavia, i manifestanti avvertono:
“Se non ci saranno risultati concreti, il nostro dissenso non si limiterà a queste azioni simboliche”. Cartelli lasciati nel cantiere esprimono il malcontento, con uno in particolare che recita: “Questo Giubileo è solo per i ricchi”.
Nel frattempo, nel vicino quartiere di Santa Bibiana, nuove tende sono apparse in seguito all’ennesimo sgombero avvenuto il 23 settembre. Secondo le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, come Antonio De Santis e Federica Festa del M5S, il municipio I e il Campidoglio hanno dimostrato un’incapacità nel fornire soluzioni abitative per le persone sgomberate.
L’accusa è che queste operazioni siano state effettuate solo per ottenere consensi elettorali, senza un reale piano di gestione della crisi abitativa. Il risultato è che il problema si è semplicemente spostato di poche centinaia di metri, senza essere risolto.



