Negli Usa la filiera di cannabis e oppio tra medicina e crimine

Un’azienda americana, Bright Green, si sta preparando a coltivare cannabis e papaveri da oppio nel deserto del New Mexico, con l’obiettivo di produrre materie prime per il settore farmaceutico.

Il progetto, guidato dal CEO Gurvinder Singh, punta a fornire ingredienti per farmaci destinati a trattare dolore, depressione e ansia, attraverso una coltivazione scientifica rigorosa. L’obiettivo è anche quello di rendere la filiera più sicura e autonoma, riducendo la dipendenza degli Stati Uniti dai fornitori esteri di principi attivi per i farmaci.

Bright Green, nonostante le difficoltà finanziarie, mira a raccogliere 15 milioni di dollari per avviare la produzione. Le serre, costruite su una vecchia piantagione di pomodori, saranno destinate alla coltivazione di piante medicinali sotto la supervisione della Drug Enforcement Administration (DEA), che ha concesso una licenza speciale per l’uso di queste colture illegali ai fini della ricerca e della produzione di farmaci approvati a livello federale.

L’azienda prevede di iniziare le operazioni l’anno prossimo, con prospettive di generare fino a 5 milioni di dollari al mese entro la fine del 2025.

La coltivazione di cannabis e oppioidi in strutture come quelle di Bright Green si colloca all’interno di una strategia nazionale, voluta dall’amministrazione Biden, per garantire l’autosufficienza americana in settori chiave.

La stessa logica che ha portato a investire nella produzione di chip e veicoli elettrici è applicata alla filiera farmaceutica, considerata cruciale per la sicurezza nazionale.

Oltre alla cannabis e ai papaveri da oppio, Bright Green intende ingegnerizzare geneticamente colture più efficienti, comprese piante allucinogene come il peyote e la psilocibina, che sono in fase di studio per trattamenti sperimentali contro disturbi mentali e dolori cronici.

Tuttavia, l’espansione di tali sostanze nell’ambito della ricerca medica solleva preoccupazioni per l’uso illecito. La psilocibina e altre sostanze psichedeliche, sebbene promettenti nel campo della medicina, sono spesso oggetto di traffico e abuso.

Recenti dati indicano un aumento dell’uso criminale di queste sostanze in Europa e Nord America, in particolare nel traffico di droga su scala internazionale.

Negli Stati Uniti, nonostante la crescente legalizzazione della cannabis, il mercato nero continua a prosperare, alimentato da reti criminali che sfruttano la richiesta di sostanze derivate da coltivazioni illegali. L’opioide sintetico fentanyl, ad esempio, spesso mescolato con altre droghe, rappresenta una delle minacce maggiori, con decine di migliaia di decessi correlati ogni anno.

In parallelo, la disponibilità di sostanze come la psilocibina, potenzialmente utili in ambito terapeutico, è stata associata a traffici illeciti e a forme di abuso tra i giovani. La necessità di regolamentare la produzione e l’uso di queste sostanze diventa quindi cruciale per evitare che il loro utilizzo legittimo in medicina venga sfruttato a fini criminali.

La sfida per Bright Green sarà dunque quella di mantenere il controllo rigoroso sulla produzione di queste colture, garantendo che la loro destinazione rimanga esclusivamente medica.

Tuttavia, l’espansione di queste pratiche in un mercato globale complesso e spesso poco trasparente richiede una vigilanza continua, con un’attenzione particolare all’uso illecito di sostanze che, pur essendo fondamentali per il settore farmaceutico, rappresentano anche un’opportunità per attività illegali.