Questa storia criminale si svolge nelle zone rurali degli Appalachi, nella parte della catena montuosa sotto l’autorità degli Stati Uniti. Il soggetto è la società di consulenza McKinsey, che lì ha diffuso scriteriatamente l’Opana un potente antidolorifico che nell’abuso dà più dipendenza dei classici oppioidi, oltre a produrre una malattia rara del sangue. Nonostante la società produttrice, la Endo, ne avesse ridotto la pubblicità, la McKinsey ha invece rafforzato i consigli di marketing per la sua diffusione contro il dolore cronico.
Il New York Times è riuscito a mettere le mani su un archivio di oltre 100 mila documenti che provano il comportamento criminale della società. McKinsey ha collaborato con la Endo alla commercializzazione dell’Opana e ha poi aiutato la Johnson & Johnson, la cui controllata Tasmanian Alkaloids era il più grande fornitore delle materie prime estratte dai papaveri utilizzati per produrre gli oppioidi più venduti. Quando le conseguenza devastanti sul piano sanitario degli effetti e sociali delle dipendenze, è diventata consigliera delle agenzie governative per affrontare la gravità della situazione che ha contribuito a provocare.
Secondo il procuratore generale del Massachusetts Maura Healey “mentre gli americani stavano morendo a causa dell’epidemia di oppioidi, McKinsey stava commerciando sulla sua reputazione e sui suoi collegamenti per peggiorare la crisi”. Accuse pesantissime, seguite alla diffusione dei documenti. McKinsey, quando le prescrizioni di oppioidi hanno iniziato a diminuire per l’azione repressiva del governo, ha consigliato alle aziende farmaceutiche strategie di vendita ancora più aggressive, rivolgendosi direttamente ai medici per le prescrizioni.
Soltanto dopo un accordo con il procuratore generale per circa 600 milioni di dollari la MkKinsey ha accettato di fornire i documenti ai magistrati e scusarsi per i danni provocati, provando comunque a rovesciare le accuse sulle aziende produttrici dei farmaci a base di oppioidi. Scrive il NYT: “Molto prima che un paziente negli Stati Uniti ricevesse una ricetta per OxyContin (un altro farmaco promosso da McKinsey, ndr), un contadino di un altro continente raccoglieva un papavero ricco di una sostanza chiamata tebaina (necessario a produrre le pillole, ndr).
Lo scandalo non ha tuttavia fermato in alcun modo l’operato della McKinsey, utilizzando le stesse tecniche di marketing adoperate per altri prodotti. Che si tratti di cibo, automobili, elettronica o farmaci, i consumatori, e i medici, sono stati profilati e divisi in segmenti in base a come agivano e pensavano, quindi sono stati sviluppati verso di loro messaggi su misura per conquistarli. Non si sono fermati nemmeno quando è risultato che molte persone che avevano fatto iniezioni di oppioidi su prescrizione medica avevano sviluppato casi di Hiv.
La Endo e altre case farmaceutiche consigliate da McKinsey hanno subito cause civili per danni con richieste di rimborsi che le hanno esposte al rischio di fallimento. Al momento oltre all’accordo con il procuratore generale che portato alla luce i documenti citati non sono in corso azioni legali contro la McKinsey nemmeno da parte del governo Usa.


