Proprietà privata. Su questo diritto,in relazione alla casa,si sta molto dibattendo tra la classe dirigente politica della nazione.
É intervenuta anche la presidente del Consiglio dei ministri in questi termini: “Considero vergognoso che dei privilegiati occupino abusivamente delle case – si riferisce ai deputati di Sinistra Italiana che hanno sostenuto che non sia scandaloso farlo, ma per gli altri non per loro – destinate alla povera gente, Considero vergognoso si faccia apologia dell’esproprio proletario in una nazione nella quale la proprietà privata è sacra e inviolabile”.
Poi si legge l’articolo 42 della Costituzione che afferma :”La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati”.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Analizzando il testo dell’articolo al comma due si legge “allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.
Sorvolando sul concetto “accessibile a tutti”, perché merita un approfondimento a sé stante, ci si chiede quale sarebbe la “funzione sociale” di immobiliaristi che nelle grandi città acquistano interi edifici tenendoli sfitti per aumentare le locazioni di altri immobili, sempre di loro proprietà, nell’attesa della rivalutazione di quelli non locati e la vendita degli stessi a chi ne ha possibilità per regalarli alla prole. Anche perché per gli italiani il mattone è considerato un “bene rifugio”, se non il super profitto che stride – parafrasi – con il dettato costituzionale.
Nel frattempo è contemplato al terzo comma ‘l’esproprio di stato’ per l’interesse collettivo, molto condivisibile, ma lo si paghi al prezzo di mercato non ad un terzo, perché i proventi di quel bene molte volte sono utilizzati per l’acquisto ai figli dell’abitazione in un’altra città, emigrazione avvenuta per motivi di lavoro.
Metodi comunisti in uno sistema di Libero mercato,con buona pace della sacralità e inviolabilità della proprietà privata.
Addio all’inaccessibilità tanto decantata,tanto amata dalla destra liberale e conservatrice e propagandata dalla Giorgia ‘liberale’.
Quindi, cara erede politica di Giorgio Almirante, ritenuto nume tutelare, bocciata in diritto costituzionale e privato. Siamo alle solite “forti con i deboli e deboli con i forti”.



