In Italia 90% riciclo di carta e cartone, ma troppi imballaggi

Ogni tanto una buona notizia c’è: nel 2023 l’Italia ha superato i 3,7 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolti in modo differenziato, sfiorando il 92% di riciclo sugli imballaggi cellulosici. Lo dice il Rapporto Annuale di Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, che certifica il raggiungimento con largo anticipo degli obiettivi europei al 2030.

È un traguardo che, almeno per un giorno, permette al Paese di sentirsi virtuoso, avanti perfino rispetto agli obiettivi UE. Ma è davvero così semplice? Basta mettere la carta nel contenitore giusto per considerare chiusa la questione ambientale?

Dietro quei numeri record c’è una macchina complessa che tiene insieme Comuni, gestori dei rifiuti, aziende della filiera del riciclo e milioni di cittadini. Persone che separano carta e cartone ogni giorno, tra mille dubbi su cosa vada buttato dove. E ci sono anche migliaia di lavoratori, spesso invisibili, che garantiscono che quella carta venga effettivamente raccolta, selezionata, trattata e reimmessa nel ciclo produttivo.

Il Sud, storicamente in ritardo, nel 2023 ha mostrato un segnale importante: è stato responsabile di quasi il 40% dell’incremento nazionale, con 42.000 tonnellate in più. La Sicilia, insieme al Veneto, ha segnato il miglior risultato percentuale dell’anno.

Ma il divario rimane. Mentre l’Emilia-Romagna viaggia a oltre 90 kg di carta raccolta per abitante, molte regioni meridionali sono ancora ferme a metà strada. Roma, pur aumentando i suoi numeri, è lontana anni luce dal potenziale reale.

E poi c’è il nodo più scomodo: raccogliere non significa automaticamente riciclare bene. Parte della carta raccolta è contaminata da plastica, residui alimentari o altri materiali che ne impediscono il corretto trattamento. Così una quota non trascurabile finisce fuori dal ciclo virtuoso, perdendo valore ambientale ed economico.

Ma soprattutto, ci si dovrebbe chiedere se la sfida ecologica si esaurisca nel differenziare i rifiuti. Perché continuiamo a produrre così tanti imballaggi in carta e cartone? Perché, mentre celebriamo i record di raccolta, non ci interroghiamo su come ridurre a monte la produzione di rifiuti? Il vero obiettivo di una società sostenibile non è riciclare di più, ma produrre meno scarti.

In tutto questo, il sistema tiene, ma non può bastare. Servono campagne di sensibilizzazione che spieghino meglio come differenziare. Servono servizi pubblici più efficienti nelle città dove la raccolta è ancora carente. Serve che la filiera del riciclo, che pure funziona, non diventi un alibi per continuare a produrre e consumare imballaggi senza limiti.

L’Italia del riciclo cellulosico è una delle migliori in Europa. Ma il futuro si misura non solo in tonnellate raccolte e riciclate, bensì nella capacità di ridurre sprechi e consumi. La sfida più difficile non è differenziare meglio, ma produrre meno rifiuti da differenziare.

“Paper recycling” by lejoe is licensed under CC BY 2.0.