Il voto della magistratura

Immancabilmente certo come il sole sorge ad est, le elezioni, nella fattispecie le europee del prossimo giugno, sono precedute da indagini con relative misure restrittive per esponenti politici di primissimo piano.

Il destinatario della misura cautelare, gli arresti domiciliari, è il presidente della regione Liguria Giovanni Toti con l’accusa di corruzione, identico provvedimento per Matteo Cozzani, capo di gabinetto di Toti, accusato di ‘corruzione elettorale’ aggravata dall’agevolazione mafiosa.

Deve ‘stare a casa’ l’imprenditore Aldo Spinelli, ex patron di Genoa e Livorno. Condotto in carcere Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell’Autorità portuale di Sistema del Mar Ligure Occidentale e ad di Iren spa società multiservizi.

Come sempre si parla d’inchiesta ad orologeria, in questa circostanza non riguarda un candidato al parlamento europeo, ma un dirigente politico di altissimo rilievo, con l’intento ad avviso soprattutto del centro destra di condizionare l’esito dell’elezioni.

Giovanni Toti Wikipedia Commons

Per la prossima tornata elettorale, l’esclusiva non riguarda soltanto la destra centro, ma anche il centro sinistra, nella persona del sindaco uscente di Bari Antonio De Caro, che non è oggetto d’indagine, ma l’ente comune è sotto ispezione del ministro degli interni per verificare se ci sono le condizioni di scioglimento di Bari per infiltrazione mafiosa.

La decisione ha suscitato l’ira di De Caro poi nella lista elettorale del PD, che alla notizia aveva dichiarato:”Mi inquieta la mossa prima del voto”. È indubbia che la scelta del Gip di Genova d’emettere l’ordine di custodia cautelare soltanto l’otto maggio, quando la richiesta della procura risale al 27 dicembre dell’anno scorso, lascia perplessi.

Nessuna inchiesta a orologeria visto che “la nostra richiesta è di cinque mesi fa, precisamente del 27 dicembre”, ha detto ll procuratore Nicola Piacente ai cronisti a palazzo di Giustizia. “L’ordinanza è arrivata solo nella giornata di ieri ed eseguita quindi questa mattina” ha concluso. Quindi l’attenzione si focalizza sul Giudice dell’Indagini Preliminari.

Sulla tempistica è utile rammentare che nel Belpaese si è in perenne campagna elettorale, tra amministrative, regionali, nazionali e appunto europee. Ma ciò che sta accadendo è la manifestazione di un sistema patologico, se la magistratura deve supplire alla politica o quantomeno in tal senso è percepita quando esercita l’obbligatorietà dell’azione penale, a ciò si aggiunge che i giudici non sono esenti dai peccati, Palamara docet e la presenza delle correnti politiche nella Associazione nazionale magistrati, organismo rappresentativo che raggruppa i magistrati italiani nella misura del 95%.

Il vulnus è innanzitutto che i partiti o movimenti non selezionano la propria classe dirigente, con la conseguenza che non si conoscono prima i candidati e poi gli eletti e ed è in questa “absentia rei publicae” che interviene la magistratura e con più frequenza straborda.

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