Il Pakistan ha annunciato il lancio del suo primo rover lunare, previsto per il 2028, grazie alla collaborazione con la Cina nell’ambito della missione Chang’E 8. L’iniziativa rappresenta un passo significativo per il programma spaziale pakistano e una dimostrazione della crescente influenza cinese nella corsa allo spazio globale.
La Space and Upper Atmosphere Research Commission (SUPARCO) ha confermato la partecipazione del Pakistan alla missione Chang’E 8, con il lancio di un rover lunare che verrà dispiegato al polo sud della Luna.
Il progetto segue la firma di un Memorandum d’intesa tra Pakistan e Cina, consolidando una collaborazione tecnologica che ha già visto Islamabad coinvolta nel programma spaziale di Pechino.
Il veicolo trasporterà strumenti scientifici avanzati sviluppati da ricercatori pakistani, insieme a un carico collaborativo realizzato con il contributo di scienziati cinesi ed europei. L’obiettivo è condurre esperimenti sulle caratteristiche geologiche e chimiche del suolo lunare, oltre a valutare la possibilità di future missioni umane.
La Cina fornirà al Pakistan supporto infrastrutturale, tecnologia di lancio e piattaforme di comunicazione, confermando il suo ruolo di principale alleato spaziale per numerosi Paesi emergenti.

Il Pakistan aveva già inviato un satellite a bordo della missione Chang’e-6 nel 2022, atterrando con successo sul lato più lontano della Luna e contribuendo al primo ritorno di campioni lunari dalla regione del Polo Sud-Aitken.
Con il Pakistan che ancora fatica a sviluppare un proprio sistema di lancio indipendente, l’accesso alla tecnologia spaziale cinese offre una scorciatoia per partecipare a missioni lunari avanzate, rafforzando al tempo stesso i legami bilaterali tra i due Paesi.
L’esplorazione spaziale è sempre più un’arena geopolitica e la partecipazione del Pakistan al programma lunare cinese non è solo una questione di scienza e tecnologia, ma anche di strategia globale. La crescente dipendenza di Islamabad dalla Cina si riflette in numerosi settori, dalle infrastrutture alla difesa, passando ora per la cooperazione aerospaziale.
La Cina sta utilizzando la sua avanzata tecnologia spaziale come strumento di soft power, attirando alleati come il Pakistan e contrastando l’influenza occidentale, tradizionalmente dominata da NASA e ESA. Il programma spaziale cinese si pone quindi come alternativa per quei Paesi che non hanno accesso ai programmi occidentali, proponendosi come leader di una nuova alleanza spaziale.
Il lancio del primo rover lunare pakistano è un traguardo storico, ma anche un banco di prova per il futuro della sua capacità tecnologica. Il successo della missione dipenderà in larga parte dal supporto cinese, evidenziando il ruolo sempre più dominante di Pechino nell’industria aerospaziale globale.
Con il Pakistan che consolida la sua partnership con la Cina, questa collaborazione potrebbe avere ripercussioni non solo nel settore scientifico, ma anche nelle future dinamiche geopolitiche dello spazio.



