Il ministro delle armi

di Alfredo Facchini

Un mercante di armi al “Ministero della Difesa”: bingo.

La spudoratezza di questa investitura la dice lunga sul grumo di potere che si è addensato in queste ore a Palazzo Chigi. Che fa il paio con la nomina a ministro delle “politiche agricole alimentari e forestali” del cognato della “capa”, Francesco Lollobrigida. Roba da “parentopoli”.

Guido Crosetto, è di Cuneo, 59 anni, si da’ alla politica negli anni Ottanta abbracciando la “Democrazia Cristiana”. Nel 1990 diventa sindaco di Marene, un piccolo comune nella provincia cuneese.

Nel 2001 viene eletto per la prima volta alla Camera con “Forza Italia”.
Poi riconfermato nel 2006 e nel 2008. Tra il 2009 e il 2011 ricopre il ruolo di sottosegretario al “ministero della Difesa”.

Rompe con Silvio Berlusconi, nel 2012, assieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, fonda “Fratelli d’Italia” e alle elezioni politiche del 2018 viene eletto deputato per la quarta volta.

Padre imprenditore, si divide fra politica e affari. Avvia e gestisce società che operano nel settore della “Difesa”.

Al punto che nel 2014 diventa presidente della “Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (AIAD)”, una associazione di “Confindustria” che raccoglie quasi 200 aziende che producono armi e sistemi satellitari.

Ballano contratti stellari e rapporti con il mondo della “Nato”.

Nel 2020 torna a vestire i panni dell’ imprenditore. Viene nominato alla presidenza di “Orizzonte sistemi navali”, una joint venture tra “Leonardo” e “Fincantieri”, mega aziende con una forte partecipazione pubblica.

Armi, armi e ancora armi.

Sono il chiodo fisso di Crosetto. Ora da “ministro della Difesa” si spalanca un conflitto di interessi grande come una caserma.

Su Twitter fa sapere che «mi sono già dimesso da amministratore, di ogni società privata (non ne ricopro di pubbliche) che (legittimamente) occupavo. Liquiderò ogni mia societa (tutte legittime). Rinuncio al 90% del mio attuale reddito».

Tutto a posto con un cinguettio? È davvero così?

Giovanni Tizian, che scrive su “Domani”: «Nell’”AIAD” fra le aziende che ne fanno parte Crosetto ha molti amici. Per esempio, potrà contare sul segretario generale, Carlo Festucci, che siede nel consiglio di amministrazione di un’azienda che ha tra i soci il 25enne figlio del fondatore di Fratelli d’Italia.

La benevolenza dell’industria degli armamenti verso Crosetto e Fratelli d’Italia è indicata anche da un altro elemento: poco tempo fa un’azienda ha versato 10mila euro al partito. Si tratta della “Drass Galeazzi srl”, si occupa di «tecnologia subacquea e prodotti per la difesa marina come sommergibili e veicoli per le forze speciali». Drass è membro di AIAD».

Resta il fatto, talmente lampante, che Crosetto stipulerà per conto del Governo contratti con le aziende belliche, che fino ad un paio di settimane fa rappresentava per conto della “Confindustria”.

Crosetto non è nuovo ai conflitti di interesse. Nel 2012 viene nominato presidente e amministratore delegato dell’”Aeroporto Cuneo Levaldigi” e si dimette da parlamentare solo a seguito della denuncia del “Partito Radicale” sull’incompatibilità degli incarichi, non potendo un parlamentare essere alla presidenza di un aeroporto nazionale.

Sull’invio di armi a Kiev, infine, Crosetto come Guerini, non cambia di una virgola: «La posizione del governo è quella espressa più volte dalla presidente Meloni. Le decisioni che verranno prese nel quadro delle nostre storiche alleanze internazionali, saranno rispettate dall’Italia. Su questo non ci sarà alcuna divisione».

Vorrei vedere. Armi, armi, fortissimamente armi.

Alfredo Facchini