Il Botswana sfida il Marocco: nuovo sostegno ai Saharawi

Con un significativo gesto diplomatico, il presidente del Botswana Gideon Boko ha ribadito il sostegno del suo Paese alla Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. La dichiarazione, contenuta in una lettera indirizzata al presidente saharawi Brahim Ghali il 28 febbraio, segna un nuovo passo nel consolidamento del riconoscimento della RASD a livello internazionale e solleva inevitabili tensioni con il Marocco, che considera il Sahara Occidentale parte integrante del proprio territorio.

Nel messaggio, Boko ha espresso la volontà di rafforzare i legami bilaterali tra Botswana e RASD, riaffermando il sostegno alla causa saharawi e il rifiuto di qualsiasi soluzione che non preveda l’indipendenza della regione contesa. Il Botswana, da anni schierato a favore dell’autodeterminazione del Sahara Occidentale, ha ribadito la propria posizione all’interno dell’Unione Africana e in altri consessi internazionali. Tuttavia, la questione saharawi rimane uno dei dossier più spinosi della politica africana e globale, con il Marocco impegnato in una costante azione diplomatica per limitare il riconoscimento della RASD.

Chi sono i saharawi e qual è la loro battaglia diplomatica

La Repubblica Araba Saharawi Democratica è stata proclamata nel 1976 dal Fronte Polisario, il movimento di liberazione nato per opporsi alla colonizzazione spagnola e, successivamente, all’occupazione marocchina del Sahara Occidentale. La RASD rivendica la piena sovranità sul territorio, ma attualmente controlla solo una porzione dell’area, mentre il resto è amministrato dal Marocco. Il conflitto tra il Fronte Polisario e Rabat ha portato a decenni di tensioni, con un cessate il fuoco mediato dall’ONU nel 1991 e continui negoziati mai sfociati in una soluzione definitiva.

Nel corso degli anni, il riconoscimento della RASD è stato un tema di forte dibattito diplomatico. Attualmente, 29 Stati membri delle Nazioni Unite riconoscono ufficialmente la Repubblica Saharawi, mentre altri 39 hanno in passato espresso un riconoscimento per poi ritirarlo o congelarlo a seguito di pressioni diplomatiche, soprattutto da parte del Marocco. L’Unione Africana è l’unica organizzazione internazionale in cui la RASD è membro a pieno titolo, una posizione che ha spinto il Marocco a ritirarsi dall’Organizzazione dell’Unità Africana nel 1984, prima di rientrarvi nel 2017.

Le pressioni diplomatiche contro la RASD e i problemi economici per il Marocco

Negli ultimi anni, il Marocco ha intensificato la sua strategia per isolare la RASD a livello internazionale. Rabat ha utilizzato una combinazione di diplomazia economica, accordi commerciali e pressioni politiche per convincere alcuni paesi a ritirare il loro riconoscimento della Repubblica Saharawi. In particolare, molti Stati africani e caraibici hanno modificato la loro posizione dopo aver ricevuto investimenti marocchini o stretto nuovi accordi commerciali con Rabat.

Il Presidente del Botswana Gideon Boko – “World Economic Forum Annual Meeting” by World Economic Forum is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

Parallelamente, il Marocco ha rafforzato la sua presenza diplomatica presso l’ONU e l’Unione Africana per impedire che la questione saharawi ottenga ulteriore visibilità. Inoltre, la normalizzazione dei rapporti tra il Marocco e Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo ha rafforzato la posizione internazionale di Rabat, con il sostegno di Washington alla proposta marocchina di autonomia del Sahara Occidentale sotto sovranità marocchina.

Ma oltre agli aspetti diplomatici, la questione saharawi ha anche un impatto economico diretto sul Marocco. Il Sahara Occidentale è ricco di fosfati, pesca e risorse potenzialmente strategiche come petrolio e gas offshore. Il riconoscimento della RASD mina la legittimità dello sfruttamento marocchino di queste risorse e potrebbe portare a restrizioni su accordi commerciali internazionali. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha già imposto revisioni agli accordi tra UE e Marocco, a causa dell’inclusione di risorse saharawi.

Inoltre, una maggiore legittimazione della RASD potrebbe destabilizzare il Marocco internamente, rafforzando le rivendicazioni autonomiste di altre regioni e minando la stabilità del regime.

Il ruolo dell’Unione Africana e l’importanza della posizione del Botswana

L’Unione Africana è storicamente divisa sulla questione del Sahara Occidentale. Se da un lato la RASD continua a essere riconosciuta come membro a pieno titolo, dall’altro il Marocco ha guadagnato consensi tra alcuni paesi africani che preferiscono mantenere buoni rapporti con Rabat per motivi economici e strategici.

Il sostegno del Botswana alla causa saharawi, quindi, assume un valore simbolico importante. Pur essendo un Paese con un’influenza geopolitica limitata, il Botswana si schiera apertamente dalla parte dell’autodeterminazione del Sahara Occidentale, mandando un segnale politico forte agli altri Stati africani. La dichiarazione del presidente Boko arriva in un momento in cui la questione saharawi rischia di essere marginalizzata nelle agende diplomatiche, riaffermando la necessità di una soluzione basata sul diritto internazionale e sul principio di autodeterminazione dei popoli.

Mentre il Marocco continua la sua offensiva diplomatica per ridurre il numero di Stati che riconoscono la RASD, il Botswana riafferma una posizione che sfida il dominio politico di Rabat nella regione. Questo episodio dimostra come la battaglia per il riconoscimento della RASD non sia ancora chiusa e come la questione del Sahara Occidentale resti un nodo irrisolto nel panorama politico africano e globale.

Di Saharauiak – Old man and his camel, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11783523