Negli ultimi anni, la politica irachena ha subito cambiamenti significativi, riflettendo il crescente ruolo dell’Iran nella regione. Tra questi sviluppi, l’apertura di nuovi uffici a Baghdad per Hamas e gli Houthi rappresenta un chiaro segnale della mutata influenza iraniana in Iraq.
Entrambi i gruppi, sostenuti dall’Iran, hanno stabilito una presenza ufficiale a Baghdad, nonostante le tensioni internazionali legate alle loro attività.
L’apertura dell’ufficio di Hamas a Baghdad, situato nel quartiere di Arosat, e quella del nuovo ufficio Houthi sottolineano quanto la politica irachena sia cambiata rispetto ai tempi del regime di Saddam Hussein.
Mentre sotto il dominio di Hussein i movimenti islamici, sia sunniti che sciiti, erano repressi, oggi questi gruppi trovano terreno fertile grazie ai legami con Teheran e al predominio politico dei partiti sciiti in Iraq.
La caduta del regime di Hussein e il successivo vuoto di potere hanno permesso all’Iran di ampliare la sua sfera d’influenza, promuovendo una rete di alleanze attraverso il cosiddetto “Asse della Resistenza”, che si oppone all’influenza occidentale e israeliana nella regione.
Gli uffici di Hamas e degli Houthi riflettono questa nuova realtà. Hamas, gruppo sunnita affiliato alla Fratellanza Musulmana, e gli Houthi, movimento sciita proveniente dallo Yemen, rappresentano due facce della crescente rete di gruppi armati e politici sostenuti dall’Iran.

Nonostante le differenze settarie, entrambi i gruppi sono uniti dalla comune opposizione a Israele e dagli stretti legami con Teheran. L’Iran ha facilitato la cooperazione tra questi gruppi, istituendo sale operative congiunte e coordinando gli attacchi contro obiettivi israeliani.
Tuttavia, la crescente presenza di gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq solleva preoccupazioni. Gli osservatori temono che il consolidamento di queste forze possa portare a un’ulteriore destabilizzazione della regione, attirando potenzialmente l’attenzione militare di Israele, che potrebbe colpire obiettivi all’interno dell’Iraq.
Anche l’allineamento delle fazioni irachene con i proxy iraniani potrebbe aumentare la frequenza degli attacchi contro Israele, come già avvenuto nel 2023, quando gruppi iracheni e gli Houthi hanno dichiarato di aver attaccato congiuntamente Israele in numerose occasioni.
L’influenza iraniana in Iraq non si limita solo all’ambito militare. Negli ultimi anni, l’Iran ha spinto il governo iracheno a legittimare le milizie sciite all’interno delle forze di sicurezza irachene, garantendo loro un ruolo istituzionale e un’influenza politica crescente.
Questo processo ha portato alla creazione di partiti politici legati a queste milizie, alcuni dei quali hanno guadagnato seggi importanti alle elezioni del 2021.
L’apertura degli uffici di Hamas e degli Houthi in Iraq rappresenta quindi un passo ulteriore nell’espansione dell’influenza iraniana nel paese. Sebbene alcuni funzionari iracheni esprimano privatamente riserve sulla presenza di questi gruppi, la loro capacità di opporsi è limitata, dato il potere dei partiti filo-iraniani all’interno del governo iracheno.
In questo contesto, la presenza di Hamas e degli Houthi in Iraq non è solo simbolica, ma rappresenta un segnale tangibile della crescente integrazione dell’Iraq nell’Asse della Resistenza iraniano.
Questa integrazione potrebbe portare a un rafforzamento della cooperazione militare tra i gruppi armati della regione, con potenziali conseguenze destabilizzanti per il Medio Oriente e per i rapporti tra Iran, Israele e Stati Uniti.



