La notizia è di due giorni fa, riportata da un articolo del Wall Street Journal: durante un volo scientifico nell’aprile 2024 sopra la Groenlandia settentrionale, un radar della NASA ha rivelato l’immagine più nitida mai ottenuta di una base americana sepolta sotto oltre 30 metri di ghiaccio.
Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory stavano mappando il fondo della calotta artica, quando sui loro schermi è apparsa una geometria inconfondibile: edifici, gallerie, tunnel interconnessi. Era Camp Century, un’installazione della Guerra Fredda che gli Stati Uniti avevano costruito alla fine degli anni Cinquanta come parte di un piano segreto, chiamato Progetto Iceworm, per nascondere armi nucleari sotto l’Artico.
1941: la Danimarca occupata dai nazisti concede agli Usa il diritto di costruire basi militari in Groenlandia
Questa “scoperta” ha riportato l’attenzione su una storia poco raccontata, eppure cruciale per comprendere le tensioni odierne tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti. Nel 1940, quando la Danimarca fu occupata dalla Germania nazista, il rappresentante danese Henrik Kauffmann il 9 aprile 1941, senza l’autorizzazione di Copenaghen, firmò un accordo con gli Stati Uniti per consentire la presenza militare americana in Groenlandia. Questo atto fu considerato un tradimento dal governo danese filo nazista. Kauffmann, dopo la liberazione della Danimarca nel 1945, fu poi riabilitato. Il patto concedeva agli americani la responsabilità della difesa dell’isola e il diritto di costruire basi militari sul suo territorio.
L’accordo fu legalizzato solo dieci anni dopo, nel 1951, con la ratifica danese. Gli Stati Uniti avevano però già stabilito una presenza strategica, che sarebbe durata fino ai giorni nostri. Questo atto unilaterale, compiuto durante l’occupazione, rappresenta un chiaro precedente di sovranità esternalizzata: una dinamica coloniale mascherata da cooperazione militare.
Il cuore nucleare di Camp Century
Camp Century fu costruita a partire dal 1959 come un avamposto sperimentale scavato nel ghiaccio. L’aspetto ingegneristico più ambizioso fu l’installazione del primo reattore nucleare mobile al mondo, il PM-2A. Trascinato per oltre 200 chilometri dalla costa, il reattore forniva energia a un’intera cittadella artica: dormitori, laboratori, cucine, officine, una chiesa, persino un piccolo ospedale.
Ma il vero scopo era militare. La base doveva servire da test per la realizzazione di un’intera rete di tunnel sotterranei capaci di ospitare fino a 600 missili balistici, pronti a colpire l’Unione Sovietica in caso di guerra. Il Progetto Iceworm fu abbandonato nel 1967, quando si comprese che la calotta glaciale, in movimento continuo, rendeva instabile ogni infrastruttura. Tuttavia, molte delle infrastrutture e dei materiali rimasero sotto il ghiaccio.
Il pericolo sepolto: carburanti, PCB e radiazioni
Con l’abbandono della base, gli Stati Uniti lasciarono sul posto un’eredità tossica. Secondo uno studio pubblicato nel 2016 su Geophysical Research Letters, sotto Camp Century si trovano ancora: oltre 200.000 litri di carburante diesel; acque reflue e rifiuti organici; PCB (policlorobifenili), sostanze chimiche altamente tossiche e cancerogene; rifiuti radioattivi legati al reattore nucleare.

All’epoca si ritenne che il ghiaccio li avrebbe sigillati per sempre. Ma con il riscaldamento globale e lo scioglimento accelerato dei ghiacci artici, è plausibile che questi materiali possano emergere entro la fine del secolo, con potenziali conseguenze ambientali e geopolitiche devastanti.
UAVSAR: la tecnologia che guarda sotto il ghiaccio
La riscoperta di Camp Century è stata resa possibile grazie a UAVSAR, un radar ad apertura sintetica sviluppato dalla NASA. Montato su un aereo a pilotaggio remoto, questo sistema è in grado di penetrare la superficie ghiacciata con risoluzione millimetrica, restituendo immagini tridimensionali del sottosuolo.
UAVSAR è oggi una delle tecnologie più avanzate per la mappatura dei ghiacciai e per lo studio dei loro movimenti. I dati raccolti permettono non solo di individuare strutture artificiali come Camp Century, ma anche di modellare in modo sempre più preciso l’evoluzione della calotta artica e le sue interazioni con il cambiamento climatico globale.
Il ghiaccio che parla: l’effetto serra nascosto
Lo scioglimento della calotta artica non è solo un problema di innalzamento del livello del mare. Con il disgelo dei ghiacci antichi, emergono materiali biologici, batteri, virus e sostanze chimiche che erano rimaste intrappolate per secoli o millenni. Nel caso di Camp Century, lo scioglimento rischia di liberare rifiuti militari mai bonificati.
Lo scenario più temuto è quello di una contaminazione chimica e radioattiva del terreno e delle acque superficiali. Gli studi climatici suggeriscono che, se le emissioni globali non saranno drasticamente ridotte, la regione di Camp Century potrebbe iniziare a sciogliersi entro il 2100.
La sovranità messa in discussione: dagli anni ’40 a Trump
Il ritorno dell’interesse americano per la Groenlandia non si è fermato alla Guerra Fredda. Nel 2019, Donald Trump propose esplicitamente l’acquisto dell’isola, suscitando reazioni di sdegno sia a Copenaghen che a Nuuk. Quando la Danimarca rifiutò, Trump minacciò di “prendersela lo stesso”, evocando i vecchi fantasmi dell’accordo del 1941.
La Groenlandia, ancora formalmente parte del Regno di Danimarca ma dotata di ampia autonomia, sta cercando di rafforzare il proprio ruolo internazionale. Tuttavia, l’equilibrio è fragile. La scoperta di Camp Century e i suoi pericoli sepolti ricordano che le grandi potenze non hanno mai veramente smesso di considerare l’Artico come una terra da sfruttare più che da rispettare.
Camp Century non è solo un reperto della Guerra Fredda. È una capsula del tempo che racconta una storia di ambizioni militari, di manipolazioni coloniali, e di incuria ambientale. La sua riscoperta oggi, grazie a una missione scientifica, ci obbliga a riflettere su come il passato irrisolto continui a emergere, letteralmente, con il disgelo dei ghiacci. Un passato che anche nel presente si chiama colonialismo.



