Gli agricoltori Usa verso il disastro grazie ai dazi di Trump

Le politiche economiche di Donald Trump stanno per infliggere un colpo durissimo agli agricoltori americani, già provati da anni di incertezze legate ai dazi e alle dispute commerciali internazionali.

Con l’annuncio di nuovi pesanti dazi sulle importazioni e la promessa di un’economia più chiusa, l’ex presidente ha lanciato un messaggio chiaro agli agricoltori: dimenticate il mercato globale e preparatevi a vendere solo all’interno degli Stati Uniti. Un annuncio che suona come una condanna per un settore che dipende in larga misura dalle esportazioni.

Le cifre parlano chiaro: nel 2023 le esportazioni agricole statunitensi hanno generato circa 180 miliardi di dollari di entrate, con Cina, Canada e Messico tra i principali acquirenti di soia, cereali, carne e altri prodotti agricoli americani.

La mossa di Trump di alzare nuove barriere doganali, con dazi del 25% su Canada e Messico e un ulteriore 10% sulle merci cinesi, non solo innesca un’escalation commerciale, ma rischia di tagliare fuori gli agricoltori dai loro mercati più redditizi.

La Cina, in particolare, ha già annunciato contromisure che colpiranno direttamente il settore agricolo statunitense, mentre Canada e Messico hanno avviato una serie di ritorsioni economiche che potrebbero ulteriormente aggravare la situazione.

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L’entusiasmo di Trump nel promuovere la sua guerra commerciale si scontra con la realtà degli agricoltori, che si ritrovano a dover vendere in un mercato interno meno redditizio e saturo. Le conseguenze sono facilmente prevedibili: prezzi in caduta libera per i prodotti agricoli, un surplus difficilmente smaltibile, e una crisi economica nelle aree rurali americane.

Non è la prima volta che gli agricoltori si trovano a pagare il prezzo delle politiche trumpiane. Già durante il suo primo mandato, la guerra commerciale con la Cina aveva portato al crollo delle esportazioni di soia, costringendo il governo a intervenire con costosi sussidi per evitare il tracollo del settore.

Questa volta, tuttavia, lo scenario potrebbe essere ancora più drammatico. Con l’imposizione delle nuove tariffe, anche altri settori economici stanno iniziando a risentirne. Il mercato azionario ha già subito una scossa, con l’S&P 500 in forte calo e il Nasdaq vicino al territorio di correzione.

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito la mossa di Trump una dichiarazione di guerra economica contro il Canada, mentre il Messico ha annunciato che risponderà con nuove tariffe sulle importazioni dagli Stati Uniti. Il tutto mentre la Cina sta preparando un pacchetto di ritorsioni che includerà non solo dazi agricoli, ma anche restrizioni sulle aziende americane operanti nel mercato cinese.

Gli agricoltori americani, dunque, rischiano di ritrovarsi ancora una volta nel mezzo di una guerra commerciale che non hanno scelto, ma di cui pagheranno il prezzo più alto. E questa volta, i fondi pubblici potrebbero non bastare a salvarli.

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