In una delle baraccopoli più insolite e inquietanti del mondo, situata nel cimitero di Manila Nord, circa 6.000 persone vivono circondate dalle tombe, nella capitale delle Filippine. Le famiglie che abitano in questo luogo si occupano delle sepolture, le mantengono pulite e, in cambio, possono utilizzare gli spazi per vivere.
Tra le tombe e i mausolei, alcune famiglie hanno allestito piccole abitazioni improvvisate con tetti di lamiera ondulata e materassi disposti sopra le bare, adattando le strutture per un minimo di comfort.
Questo fenomeno non è nuovo, ma riflette una realtà sociale segnata da povertà estrema e disuguaglianze crescenti. A Manila, metropoli densamente popolata con circa 15 milioni di abitanti, la povertà è una piaga diffusa, e si stima che circa tre milioni di persone vivano senza un’abitazione stabile, una cifra più alta rispetto a qualsiasi altra città della regione.
Le famiglie residenti nel cimitero sopravvivono grazie a lavoretti umili, spesso come spazzini o piccoli commercianti. Alcuni si guadagnano da vivere prendendosi cura delle tombe per una cifra che raramente supera i 40 euro al mese: troppo poco per permettersi un affitto fuori dal cimitero.
Il cimitero di Manila Nord, inaugurato nel 1904, accoglie i resti di molte figure illustri, e ogni settimana nuovi corpi vengono sepolti, rendendo necessario lo sgombero delle tombe non rinnovate. Gli spazi lasciati liberi diventano spesso “case” per le famiglie che vi trovano rifugio temporaneo.
Nonostante la precarietà, i residenti del cimitero tengono pulito l’ambiente circostante, e la comunità è dotata di servizi di base come piccoli negozi e accesso a Wi-Fi prepagato. Alcuni mausolei abbandonati sono stati adattati con docce e servizi igienici.
La vita nel cimitero è un adattamento estremo alla povertà e alla mancanza di alloggi. Le autorità hanno tentato più volte di trasferire questi residenti altrove, ma le risorse per offrire alternative concrete mancano, e molti tornano alla loro “casa” tra i sepolcri.

Sognano di poter vivere fuori dal cimitero, magari con un lavoro che consenta di guadagnare abbastanza per pagare l’affitto, ma per molti, questa prospettiva rimane lontana.
La povertà nelle Filippine è una realtà che colpisce profondamente una vasta porzione della popolazione. Secondo i dati della Banca Mondiale, circa un quinto dei filippini vive al di sotto della soglia di povertà, con un’incidenza maggiore nelle aree urbane più densamente popolate come Manila.
L’insicurezza alimentare è uno dei problemi principali: oltre il 20% delle famiglie filippine soffre di accesso limitato a cibo sicuro e nutriente. Le famiglie, soprattutto nelle baraccopoli urbane, lottano per permettersi anche il minimo indispensabile, e molti sono costretti a vivere in abitazioni di fortuna, spesso senza acqua potabile e servizi sanitari adeguati.
Nel cimitero di Manila Nord, questo scenario è palpabile. I residenti, già provati dalle difficoltà economiche, si adattano come possono per vivere in un ambiente decisamente insolito, ma relativamente stabile rispetto alle condizioni offerte dalle altre baraccopoli della capitale. Le entrate mensili rimangono estremamente basse, con un reddito che raramente permette di soddisfare le necessità di base.
In un Paese dove il costo della vita aumenta progressivamente, la vita nel cimitero diventa per queste famiglie una soluzione obbligata, nonostante le sfide psicologiche e le condizioni difficili che comporta.
Nel 2022, il tasso di disoccupazione nelle Filippine si è attestato intorno al 6%, con un’enorme disparità tra chi riesce a trovare lavoro e chi vive in condizioni di vulnerabilità estrema. Le persone senza fissa dimora e coloro che vivono nelle zone marginali, come il cimitero di Manila, fanno parte di una vasta fascia della popolazione per cui trovare un’occupazione stabile e dignitosa resta una sfida.
Per molti, i piccoli lavoretti saltuari o i servizi di manutenzione delle tombe rappresentano l’unica fonte di guadagno, ma questi impieghi non offrono la sicurezza economica necessaria per potersi spostare in alloggi più sicuri.
Il divario tra ricchi e poveri nelle Filippine continua ad aumentare, accentuato anche dagli effetti della pandemia di Covid-19, che ha esacerbato le disuguaglianze sociali e ridotto le opportunità di lavoro per i meno abbienti.
Le famiglie che vivono tra le tombe di Manila Nord rappresentano una testimonianza drammatica di queste disuguaglianze, evidenziando come il problema dell’alloggio e della povertà nelle Filippine sia un tema urgente e complesso, per cui soluzioni strutturali e a lungo termine sono ancora un miraggio.



