Siria: oltre 16 milioni di persone hanno bisogno di assistenza immediata
Diogenenews 11/09/2024: In Siria, oltre 16 milioni di persone, inclusi quasi la metà di minori, necessitano di aiuti urgenti. A lanciare l’allarme è Save the Children, con la direttrice locale Rasha Muhrez, che sottolinea come “in questi giorni di conflitto, sono soprattutto i bambini a pagare il prezzo più alto”. Gli ultimi attacchi nelle regioni meridionali e centrali del Paese, con almeno 24 vittime tra cui molti civili, dimostrano ancora una volta i pericoli che corrono i più piccoli e le loro famiglie, compromettendo anche il loro futuro. “I bombardamenti recenti hanno causato la morte e il ferimento di numerosi bambini, distruggendo infrastrutture vitali come centrali elettriche, sistemi idrici, scuole e ospedali”, ha aggiunto Muhrez. “Che si tratti di escalation a livello regionale, tensioni lungo il confine settentrionale o del conflitto interno, è evidente che siano i bambini a soffrire maggiormente”. Dopo 14 anni di guerra, i servizi essenziali sono al collasso e quelli di base non riescono più a rispondere ai traumi. Nonostante ciò, i siriani cercano di tornare alla normalità, sperando in un futuro migliore per i loro figli. La crisi umanitaria ha raggiunto livelli senza precedenti: oltre 16 milioni di persone, di cui quasi la metà bambini, necessitano di assistenza immediata, la cifra più alta dall’inizio del conflitto. Questa nuova ondata di violenza non fa che aggravare una situazione già disperata per i più vulnerabili, che affrontano difficoltà inimmaginabili. Muhrez ha concluso ricordando l’importanza di rispettare il diritto umanitario internazionale, chiedendo a tutte le parti in conflitto di proteggere i civili e le infrastrutture cruciali, e di mettere la sicurezza della popolazione al primo posto. (Diogenenews 11/09/2024)
Suicidio: in Italia oltre 7mila morti nel biennio 2020-2021
Diogenenews 11/09/2024: Il suicidio causa circa 700mila morti ogni anno nel mondo e ha effetti devastanti non solo sugli individui, ma anche sull’intero tessuto sociale. A ricordarlo è l’OMS, in occasione della Giornata mondiale della prevenzione del suicidio. In Italia, secondo i dati Istat, tra il 2020 e il 2021, 7.422 persone di età pari o superiore ai 15 anni si sono tolte la vita (3.645 nel 2020 e 3.777 nel 2021), con una predominanza maschile del 78,5%. Il pensionamento, osserva Monica Vichi del Servizio tecnico scientifico di statistica, sembra essere un fattore di rischio significativo per gli uomini, poiché comporta una diminuzione dei ruoli sociali e una riduzione delle relazioni. Tra le donne, invece, si registra un lieve aumento dei suicidi nelle fasce più giovani. L’OMS ha scelto come tema per il triennio 2024-2026 “Cambiare la narrazione sul suicidio”, con l’obiettivo di trasformare un problema complesso e favorire una cultura di apertura, comprensione e sostegno, superando il silenzio e lo stigma. “Ogni dialogo, anche piccolo, può contribuire a creare una società più solidale e empatica”, ha dichiarato l’Organizzazione mondiale della sanità. In questo contesto, si è recentemente concluso il progetto ViolHelp, promosso dall’Istituto superiore di sanità (ISS), mirato a identificare segnali di rischio di violenza, inclusa quella autodiretta, attraverso le helpline. Lo studio, condotto tra il 2021 e il 2023, ha coinvolto numerosi servizi telefonici dell’ISS, come il Telefono verde contro il fumo, quello per l’alcol, la droga, il gioco d’azzardo, il doping e le malattie rare. I risultati del progetto hanno dimostrato che le helpline possono essere un importante punto di contatto per individuare situazioni a rischio, grazie a una formazione adeguata degli operatori e a strumenti specifici per riconoscere segnali di violenza auto ed eterodiretta. (Diogenenews 11/09/2024)
Violenza su donne: Telefono Rosa Piemonte, 749 prese in carico nel 2023, tra cui 53 disabili
Diogenenews 11/09/2024: Nel 2023, Telefono Rosa Piemonte ha offerto accoglienza e supporto a 749 donne, di cui 53 con una qualche forma di disabilità. Sono stati inoltre registrati 5.028 contatti attraverso la sezione di aiuto online, e-mail e social network. Questi dati emergono dal nuovo Report pubblicato oggi dall’organizzazione con sede a Torino. Tra le donne assistite, il 21% ha meno di 29 anni, il 23,10% rientra nella fascia d’età tra i 30 e i 39 anni, mentre il 26,84% ha tra i 40 e i 49 anni. Il 74,10% delle donne è di nazionalità italiana, mentre il 25,90% è di origine straniera, principalmente proveniente da Paesi extraeuropei. Più del 70% delle donne ha un titolo di studio superiore, come un diploma o una laurea, ma solo il 33% ha un’occupazione stabile. Circa il 37% delle donne si rivolge autonomamente al servizio, mentre il 28% lo fa su consiglio di parenti, amici o conoscenti. Il 41,52% delle assistite ha denunciato violenza fisica, il 51,27% violenza verbale o minacce, quasi l’8% ha subito violenza sessuale, e il 15,35% ha riportato altre forme di violenza sessuale, come molestie, diffusione non consensuale di materiale intimo o coercizione a pratiche sessuali umilianti. Inoltre, il 12,55% delle donne è vittima di stalking o cyberstalking, l’82,38% denuncia violenza psicologica e quasi il 30% dichiara di aver subito violenza economica. Secondo le curatrici del report, questi dati evidenziano che le donne vittime di violenza maschile subiscono frequentemente diverse forme di abuso contemporaneamente. Infatti, quasi il 70% delle donne accolte presenta un alto o altissimo rischio di vittimizzazione. Sono 228 le donne che hanno dichiarato che i loro figli hanno assistito alla violenza, mentre 96 riferiscono che anche i figli subiscono violenze dirette. Con la riapertura delle scuole, Telefono Rosa Piemonte ha ribadito il suo impegno verso le giovani generazioni, progettando e realizzando iniziative di sensibilizzazione. L’organizzazione auspica che il report venga diffuso e discusso nelle aule scolastiche, con il coinvolgimento di studenti e insegnanti che desiderano contribuire alla lotta contro la violenza maschile su donne e ragazze. L’obiettivo è promuovere una cultura di prevenzione e riconoscimento della violenza, costruendo una “alleanza culturale tra i generi” fin dall’età scolare, oltre che attraverso le necessarie azioni giudiziarie. Telefono Rosa Piemonte si dichiara pronta a supportare qualsiasi iniziativa in questa direzione. (Diogenenews 11/09/2024)
196 ambientalisti uccisi in tutto il mondo nel 2023
Diogenenews 11/09/2024: La Colombia è la nazione più pericolosa al mondo per chi difende l’ambiente, contando il 40% degli ecologisti assassinati nel 2023 e detenendo il triste record di 461 vittime negli ultimi dodici anni, secondo il rapporto di Global Witness. La situazione colombiana riflette una tendenza globale, con 197 attivisti ambientali uccisi nel 2023. La violenza si concentra soprattutto nel Sud del mondo, dove gli interessi economici legati allo sfruttamento delle risorse naturali entrano in conflitto con la protezione dell’ambiente. Il presidente Gustavo Petro ha posto l’ambiente al centro della sua agenda politica, ma il Paese deve ancora affrontare la presenza di potenti organizzazioni criminali e le sfide di un processo di pace incompleto. Anche Messico e Honduras, con 18 attivisti uccisi ciascuno, condividono questo tragico primato, spesso collegato all’attività dei cartelli della droga. In Brasile, con 25 vittime, il governo di Luiz Inácio Lula da Silva fatica a implementare politiche di protezione ambientale a causa dell’opposizione di politici vicini agli interessi dei latifondisti. La violenza contro gli attivisti è particolarmente concentrata in America Latina, che registra l’85% degli omicidi, anche se in Asia e Africa molti crimini rimangono nascosti a causa della censura dei regimi locali. (Diogenenews 11/09/2024)
Truppe etiopi prendono il controllo di aeroporti al confine con la Somalia
Diogenenews 11/09/2024: La tensione nel Corno d’Africa continua a crescere, coinvolgendo Etiopia, Somalia ed Egitto. L’esercito etiope ha rafforzato il controllo sugli aeroporti nella regione di Ghedo, al confine con la Somalia, per contrastare il trasporto di truppe egiziane, in seguito alla fine della missione di peacekeeping Atmis. Le truppe etiopi hanno bloccato l’arrivo del contingente egiziano, schierato dopo un accordo tra Mogadiscio e Il Cairo, a cui Addis Abeba si oppone. Le relazioni tra Somalia ed Etiopia si sono ulteriormente deteriorate dopo un accordo tra Addis Abeba e i ribelli del Somaliland, che prevede il riconoscimento di questa regione autonomista. Inoltre, i rapporti tra Etiopia ed Egitto sono ai ferri corti per la Diga della Rinascita, con il Cairo che accusa Addis Abeba di minacciare le risorse idriche del Nilo. Mentre il conflitto diplomatico si intensifica, Gibuti ha proposto una soluzione per le ambizioni etiopi di accesso al mare, offrendo il porto di Tadjourah come alternativa per placare le tensioni nella regione. (Diogenenews 11/09/2024)
Nel Regno Unito internet supera la tv come principale fonte d’informazione
Diogenenews 11/09/2024: Il panorama delle abitudini di consumo delle notizie cambia nel Regno Unito, dove internet ha superato la TV come principale fonte d’informazione. Secondo un rapporto dell’Ofcom, il 71% degli adulti britannici ha indicato il web come fonte primaria di notizie, mentre il 70% ha menzionato la televisione. Si tratta di un margine minimo, ma segna una svolta rispetto alla tradizionale predominanza della TV, presente fin dagli anni ’60. Il web è particolarmente rilevante tra i giovani: tra i 16 e i 24 anni, i social media sono la fonte di notizie più utilizzata, con Instagram al primo posto (41%), seguita da YouTube, Facebook e TikTok. Anche tra gli adulti, oltre la metà (52%) utilizza i social media per le notizie. Tuttavia, permangono timori per la qualità e l’affidabilità delle notizie online. Un recente monitoraggio di Ofcom sulle elezioni del 2024 ha evidenziato che il 60% delle persone ha incontrato contenuti fuorvianti, mentre il 57% ha espresso preoccupazione per i deepfake. Ofcom ha annunciato una revisione dei media di servizio pubblico per garantire notizie di qualità, a fronte della crescente preoccupazione per la disinformazione legata all’intelligenza artificiale. (Diogenenews 11/09/2024)
Più di 90.000 bambini e adolescenti in Galizia vivono a rischio di povertà o esclusione sociale
Diogenenews 11/09/2024: La Piattaforma delle Organizzazioni dei Bambini ha pubblicato un rapporto sulla povertà infantile in Galizia, in cui si evidenzia che 93.400 bambini e adolescenti della comunità autonoma vivono a rischio di povertà e/o esclusione sociale (tasso Arope). Questi valori sono generalmente inferiori alla media nazionale, essendo più alti solo nel 2008 e nel 2020. Nel 2022 i numeri si sono ridotti, ma l’anno successivo sono aumentati di nuovo, cosa che sta accadendo anche nel 2024. Il tasso di povertà infantile Grave è pari a 10,3 %, in aumento di quasi due punti rispetto alla bassa variazione nazionale, pari al 13,7%. Oggi la Galizia è la quarta comunità autonoma del paese con il tasso di povertà e/o esclusione sociale infantile più basso, con un reddito medio per unità di consumo di 19.152 euro, più di 1.500 euro al di sotto della media nazionale. La Galizia conta un totale di 362.000 bambini e adolescenti , il che significa che, secondo questo rapporto, oltre il 25% vive in povertà e/o esclusione sociale. La Piattaforma delle Organizzazioni dell’Infanzia della Galizia propone di lavorare sulla Garanzia per l’infanzia, attraverso la quale destinare almeno il 5% delle risorse del Fondo sociale europeo del quadro pluriennale 2021-2027 alla riduzione della povertà infantile . Suggeriscono inoltre di avviare un piano urgente contro l’abbandono scolastico e l’insuccesso scolastico , nonché di accelerare l’elaborazione degli aiuti alimentari. Un’altra proposta è quella di sostenere l’acquisizione di mezzi tecnologici e di connessione a Internet , con particolare attenzione alle zone rurali. (Diogenenews 11/09/2024)
L’Omc riconosce che non tutti i paesi traggono vantaggio dal commercio e dallo sviluppo economico
Diogenenews 11/09/2024: L’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) riconosce che non tutti i paesi né tutti i gruppi sociali beneficiano equamente del commercio e dello sviluppo economico. Tuttavia, secondo il World Trade Report 2024, il commercio internazionale ha giocato un ruolo significativo nella riduzione della povertà in molti paesi. Sebbene la disuguaglianza globale dei redditi sia rimasta simile a quella di un secolo fa, come evidenziato dal Global Inequality Report 2022, ci sono stati alcuni miglioramenti. Nel 1910, il reddito del 10% più ricco del mondo era 41 volte superiore a quello del 50% più povero, mentre nel 2020 era 38 volte più alto. Secondo l’OMC, il commercio globale offre opportunità, ma per trarne vantaggio pienamente sono necessarie politiche sociali adeguate e cooperazione internazionale. Questo include misure come la formazione professionale, sussidi di disoccupazione, politiche per ridurre i prezzi e migliorare la concorrenza, infrastrutture solide e mercati finanziari efficienti. Negli ultimi 30 anni, la differenza di reddito pro capite tra i paesi si è ridotta, grazie all’integrazione dei paesi più poveri nel commercio mondiale. Dal 1995 al 2023, il reddito pro capite dei paesi a basso e medio reddito è triplicato, al netto dell’inflazione, mentre la media globale è cresciuta solo del 65%. Tuttavia, la crescita è rallentata dopo la crisi finanziaria del 2007/2008, e la pandemia ha ulteriormente invertito la tendenza. Tra il 1996 e il 2021, circa 40 paesi in Africa, America Latina e Medio Oriente con reddito pro capite basso e medio hanno partecipato poco allo sviluppo, soprattutto a causa di una scarsa partecipazione al commercio internazionale e un limitato afflusso di investimenti esteri, esportando principalmente materie prime anziché prodotti trasformati. Secondo la Banca Mondiale, circa 130 paesi appartengono alla categoria dei paesi a basso e medio reddito, tra cui la Cina, mentre la Germania rientra tra quelli ad alto reddito. (Diogenenews 11/09/2024)
Fao: i prezzi globali dei prodotti alimentari diminuiscono ad agosto
Diogenenews 11/09/2024: Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), i prezzi alimentari mondiali hanno registrato un leggero calo nel mese di agosto. L’indice dei prezzi alimentari della FAO si è attestato a 120,7 punti, riflettendo un calo dell’1,1% rispetto a luglio e allo stesso periodo dell’anno scorso. Tale diminuzione è dovuta principalmente al calo dei prezzi di zucchero, carne e cereali, in parte compensato dall’aumento dei prezzi degli oli vegetali e dei latticini. Nel dettaglio, i cereali hanno registrato un calo dello 0,5%, imputabile principalmente all’offerta competitiva proveniente dal Mar Nero e ad una produzione superiore alle attese in Argentina e Stati Uniti. I prezzi del riso e del mais sono invece leggermente aumentati dello 0,6%. L’indice degli oli vegetali, da parte sua, ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 20 mesi, con un aumento dello 0,8%, mentre i prodotti lattiero-caseari sono saliti del 2,2%, sostenuti dall’aumento della domanda globale di latte in polvere e formaggi. Tuttavia, i prezzi della carne sono scesi dello 0,7% e quelli dello zucchero del 4,7%, raggiungendo il livello più basso dall’ottobre 2022. (Diogenenews 11/09/2024)
In Marocco 40 mila imprese rischiano di scomparire alla fine del 2024
Diogenenews 11/09/2024: Entro la fine del 2024, decine di migliaia di microimprese e piccole e medie imprese (PMI) rischiano di chiudere, secondo quanto riportato dalla Confederazione marocchina delle microimprese e PMI. Il quotidiano Assabah del 11 settembre 2024 riferisce che circa 40.000 aziende potrebbero andare incontro al fallimento, rispetto alle 33.000 del 2023 e alle 10.000 del 2019. La Confederazione esprime forte preoccupazione per il peggioramento della situazione, definendo la crisi come “il collasso di un intero modello economico”, che fino a poco tempo fa garantiva molte opportunità, posti di lavoro e sosteneva l’iniziativa privata. Tra le cause principali di questa crisi, la Confederazione individua il comportamento delle grandi imprese, legate contrattualmente alle piccole strutture, che ne accentuano la fragilità. Altri fattori citati sono la mancanza di finanziamenti, il calo degli ordini pubblici e i ritardi o i mancati pagamenti, come nel caso di una grande azienda, il cui nome è legato a un noto imprenditore, che si sarebbe rifiutata di saldare i debiti con una decina di piccole imprese, causando loro gravi difficoltà. La Confederazione marocchina delle VSE-PMI ha quindi chiesto l’intervento delle autorità competenti per avviare un’indagine e prevedere sanzioni, allo scopo di evitare il ripetersi di situazioni simili in futuro. Il presidente della Confederazione, Abdellah El Fergui, ha dichiarato ai media, come riportato da Assabah, che tutte le aziende creditrici della grande impresa in questione appartengono alla categoria delle piccole e piccolissime imprese. El Fergui ha inoltre riferito di aver cercato di contattare il proprietario della società coinvolta per trovare una soluzione, ma tutti i suoi tentativi, compreso l’ultimo all’inizio di settembre, non hanno ricevuto risposta. (Diogenenews 11/09/2024)


