Diogene – Agenzia 07/05/2024

Emergenza in Mare, 87 vite salvate dalla nave di Emergency Life Support

Diogenenews 07/05/2024: Il porto di Napoli ha accolto le 87 persone soccorse nel Mediterraneo centrale dalla nave di soccorso Life Support di Emergency. Il salvataggio era stato effettuato il 3 maggio in acque internazionali vicino alla zona SAR libica. Il gruppo di sopravvissuti, tra cui 8 donne e 17 minori, di cui 3 non accompagnati, ha lasciato la città libica di Zawiya a bordo di un gommone la notte del 3 maggio. Dopo ore di navigazione in condizioni precarie, l’aereo di sorveglianza Colibrì 2 dei Pilotes Volontaires ha localizzato e segnalato la loro posizione disperata. “Abbiamo affrontato una situazione estremamente critica,” ha dichiarato Maria Rametto, capomissione sulla Life Support. “Il gommone era sovraffollato, in condizioni degradate e pericolosamente vicino all’affondamento.” Domenico Pugliese, comandante della Life Support, ha espresso preoccupazione per le politiche di assegnazione dei porti sicuri, sottolineando che “la scelta di un porto distante aumenta inutilmente le sofferenze dei naufraghi.” La nave ha impiegato tre giorni per raggiungere Napoli, porto assegnato per lo sbarco. Le persone soccorse provengono da diverse nazioni tra cui Sudan, Nigeria, Niger, Sud Sudan, Eritrea, Bangladesh, Mali, Togo, Ghana, Liberia, Chad, Camerun, Senegal e Costa d’Avorio, aree spesso segnate da conflitti, violazioni dei diritti umani e crisi umanitarie. Dal suo primo intervento nel dicembre del 2022, il progetto Life Support di Emergency ha completato 19 missioni di soccorso nel Mediterraneo centrale, salvando un totale di 1.631 vite. “Ogni operazione è una corsa contro il tempo per prevenire tragedie in mare. Ogni vita salvata è una testimonianza della nostra missione umanitaria,” ha concluso Rametto. Emergency continua a monitorare le acque del Mediterraneo centrale, impegnandosi attivamente nel soccorso e supporto delle persone in fuga da condizioni di estrema pericolosità nei loro paesi d’origine. (Diogenenews 07/05/2024)


Banco Alimentare a Cibus 2024 per una Missione di Solidarietà Alimentare

Diogenenews 07/05/2024: La Fondazione Banco Alimentare annuncia la sua partecipazione al Cibus 2024, il rinomato salone internazionale dell’alimentazione, che si terrà a Parma dal 7 al 10 maggio. L’obiettivo principale è sensibilizzare le aziende del settore alimentare sulla donazione delle eccedenze alimentari per supportare le famiglie in difficoltà. Durante il Cibus, Banco Alimentare metterà in luce le criticità legate alle lungaggini burocratiche che hanno causato una riduzione degli acquisti pubblici di derrate alimentari destinate agli indigenti, accentuando l’urgenza di trovare soluzioni alternative per il sostegno alimentare. Le eccedenze raccolte saranno destinate a 7.600 organizzazioni partner su tutto il territorio nazionale, sostenendo così circa 1.750.000 persone in condizioni di povertà alimentare. Banco Alimentare sarà inoltre protagonista dell’iniziativa “Cibus Food Saving”, attraverso la quale si prevede di recuperare i prodotti alimentari invenduti dagli espositori per distribuirli alle organizzazioni caritative in Emilia Romagna. Nel corso dell’edizione precedente, Banco Alimentare ha recuperato 7 tonnellate di alimenti, equivalenti a 14mila pasti, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2 con un risparmio di 14,91 tonnellate. Il 8 maggio alle ore 10:00, si terrà una tavola rotonda organizzata da Banco Alimentare per discutere i risultati dell’Indagine sulle eccedenze e lo spreco alimentare nell’industria della trasformazione. L’indagine, condotta dal Food Sustainability Lab del Politecnico di Milano, ha analizzato le pratiche di 1.812 imprese alimentari, rivelando che grandi e medie imprese hanno donato 139.000 tonnellate di eccedenze in un anno, con un forte contributo dai settori della pasta e dei prodotti da forno. Parteciperanno all’incontro figure di spicco come Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, Paola Garrone, responsabile scientifico del Food Sustainability Lab, e rappresentanti delle industrie alimentari italiane impegnate nella sostenibilità, tra cui Andrea Belli di Gruppo Barilla e Giuseppe Tammaro di Gruppo La Doria. Con questo impegno, Banco Alimentare non solo mira a ridurre lo spreco alimentare ma anche a fortificare una rete di solidarietà capillare, essenziale per garantire il diritto al cibo in Italia. (Diogenenews 07/05/2024)


Bombardati i Campi Profughi della Repubblica Democratica del Congo, 16 morti e 30 feriti

Diogenenews 07/05/2024: Un grave attacco aereo ha colpito i campi profughi di Lac Vert e Mugunga, vicino alla città di Goma in Nord Kivu, causando la morte di 16 persone e ferendo altre 30. La maggior parte delle vittime sono donne e bambini, come riferito dalla Southern African Development Community (SADC), attiva con una missione militare nella regione. Le tensioni sono alte, con il governo di Kinshasa che accusa il gruppo ribelle M23 e le forze armate del Ruanda limitrofo di essere dietro a questo attacco. Questo incidente ha accentuato la crisi umanitaria in una zona già duramente provata da conflitti e instabilità. Il Coordinamento della società civile di Bukavu, nel Sud Kivu, ha rilasciato un comunicato che dipinge un quadro desolante della situazione nella provincia confinante. Circa 7 milioni di persone sono sfollate, molte delle quali subiscono violenze sessuali nei campi, mentre crescono i tassi di malnutrizione tra bambini, donne incinte e madri allattanti. Il Coordinamento ha espresso forte preoccupazione per l’inattività della comunità internazionale, accusandola di ignorare la crisi nella regione mentre altre aree del mondo ricevono più attenzione. Inoltre, il comunicato mette in luce che l’obiettivo dell’M23 è soffocare la città di Goma, interrompendo l’approvvigionamento di derrate alimentari provenienti dal Sud Kivu, e di attaccare le imbarcazioni sul lago Kivu. In seguito alla violenza, ci sono state richieste urgenti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per incaricare il procuratore della Corte Penale Internazionale di indagare sui crimini contro i civili nell’area e per imporre un embargo sulla vendita di armi a Ruanda e Uganda, accusati di supportare l’M23. È stato anche fatto appello alle organizzazioni umanitarie internazionali per intensificare il supporto agli sfollati nel Nord Kivu. Questo drammatico evento sollecita una risposta immediata e coordinata per affrontare le gravi violazioni dei diritti umani e per sostenere le comunità colpite dalla continua instabilità nella regione. (Diogenenews 07/05/2024)


Disastro Inondazioni a Rio Grande do Sul, Brasile, 79 morti e 105 feriti

Diogenenews 07/05/2024: Le autorità del Rio Grande do Sul hanno confermato un tragico aumento delle vittime a seguito delle devastanti tempeste che continuano a imperversare nello stato. Al momento, il bilancio ammonta a 79 morti e 105 persone risultano ancora disperse. Il disastro ha colpito principalmente le comunità con un’alta concentrazione di discendenti italiani, interessando 235 comuni e costringendo all’evacuazione di 115.844 persone. Molti degli evacuati hanno trovato rifugio presso le abitazioni di parenti e amici, mentre 18.487 individui sono stati accolti nei centri d’accoglienza temporanei allestiti in risposta all’emergenza. Complessivamente, sono state danneggiate oltre un milione di abitazioni in un’area dove vivono circa 11 milioni di persone. Nella capitale dello stato, Porto Alegre, il centro storico è stato sommerso dalle acque in seguito al tracimare del fiume Guaíba. Anche l’aeroporto internazionale della città è stato costretto a chiudere a causa delle inondazioni. L’impegno delle autorità locali e delle organizzazioni di soccorso rimane focalizzato sul supporto alle popolazioni colpite e sulla riabilitazione delle infrastrutture danneggiate, mentre la comunità internazionale segue con apprensione l’evolversi della situazione. (Diogenenews 07/05/2024)


Il “Manifesto per le Elezioni Europee” di Amnesty International

Diogenenews 07/05/2024: A un mese dalle elezioni del Parlamento europeo, Amnesty International ha rilasciato il suo “Manifesto per le Elezioni Europee”, uno strumento pensato per influenzare i candidati e guidare gli elettori verso una visione condivisa di rispetto dei diritti umani nell’Unione europea. Il manifesto di Amnesty, presentato oggi, mira a essere una fonte d’ispirazione per i candidati alle prossime elezioni e una guida per gli elettori che desiderano contribuire alla costruzione di un’Europa dove i diritti di ogni individuo siano garantiti e rispettati. “Per un futuro luminoso, equo e sostenibile, è fondamentale che l’Unione europea ponga i diritti umani al centro delle sue politiche”, ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee. Geddie ha enfatizzato il ruolo cruciale delle elezioni europee nella definizione del quotidiano e del futuro di milioni di cittadini europei, soprattutto in un periodo in cui i principi dei diritti umani e lo stato di diritto stanno affrontando sfide significative. “È essenziale che gli elettori facciano sentire la loro voce e indirizzino l’Unione europea verso la direzione desiderata, scegliendo rappresentanti che si impegnino attivamente nella difesa e promozione dei diritti umani, sia internamente che sul palcoscenico globale”, ha aggiunto. Il manifesto di Amnesty International per le elezioni europee si propone di rafforzare la consapevolezza e l’azione politica attorno ai diritti umani, incoraggiando un dialogo aperto e responsabile tra i candidati e gli elettori, per assicurare che le decisioni future dell’UE riflettano un impegno concreto verso la giustizia e l’equità globale. (Diogenenews 07/05/2024)


Eurostat: circa 900 mila persone nella Ue lavorano nel campo dell’editoria

Diogenenews 07/05/2024: Secondo le ultime statistiche rilasciate da Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione Europea, attualmente 891.600 persone sono impiegate nell’UE come autori, giornalisti o linguisti. Questa cifra rappresenta un incremento del 9,1% rispetto al 2017, quando gli occupati erano 816.800. Il settore mostra una distribuzione geografica diseguale: Germania, Francia e Spagna si confermano come i principali hub, con rispettivamente il 25,6%, 12% e 9,1% del totale dei lavoratori in questi settori. Al contrario, paesi come Malta, Cipro, Lettonia, Estonia e Lussemburgo ospitano meno dello 0,5% del totale dei lavoratori europei in questi campi. L’industria ha visto significative fluttuazioni di crescita a livello nazionale. La Lituania ha registrato l’aumento più marcato nel numero di posti di lavoro, con un impressionante +166%, seguita da Finlandia (+31,5%) e Ungheria (+30,8%). Al contrario, Lettonia, Estonia e Grecia hanno visto una marcata contrazione dei posti di lavoro rispettivamente del -35,6%, -34,3% e -22,5%. In termini di imprese attive nel settore editoriale, nel 2022 ce n’erano circa 80.000 in tutta l’Europa. La Francia è il leader indiscusso, con 23.469 imprese editoriali, segnando un aumento del 38,9% rispetto all’anno precedente. La Spagna e la Germania seguono con 5.981 e 5.533 imprese rispettivamente. Al fondo della classifica si trovano Lussemburgo con 79 imprese, Cipro con 93 e Malta con 105, quest’ultima registrando un aumento del 14,1% rispetto all’anno precedente. Questi dati sottolineano l’importante ruolo del settore editoriale e giornalistico per l’economia e la cultura dell’Unione Europea, e come le tendenze occupazionali e imprenditoriali varino notevolmente tra i diversi stati membri. (Diogenenews 07/05/2024)


Precariato: più della metà dei contratti part time in Italia non è stato scelto dai lavoratori

Diogenenews 07/05/2024: Il rapporto “Da conciliazione a costrizione: il part-time in Italia non è una scelta”, presentato alla Sala Zuccari del Senato, getta luce sul fenomeno del part-time involontario che affligge più della metà dei 4,2 milioni di lavoratori part-time in Italia, secondo i dati ISTAT del 2022. L’analisi evidenzia una marcata disparità di genere: circa il 75% dei lavoratori a tempo parziale sono donne, tra cui il part-time involontario è più diffuso, soprattutto tra le giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni (21%), a differenza delle coetanee più anziane di 55 anni e oltre (14%). La situazione è particolarmente grave nel Mezzogiorno e tra le comunità di lavoratori stranieri, nonché tra coloro che hanno un livello di istruzione più basso e quelli con contratti a tempo determinato. Il documento sottolinea che il 35,6% dei nuovi contratti attivati nel primo semestre del 2022 era a tempo parziale, con una netta prevalenza femminile: quasi la metà dei contratti a donne (49%) erano part-time, rispetto al 26,2% di quelli stipulati con uomini. Inoltre, tra i contratti a tempo indeterminato stipulati con donne, oltre la metà (51,3%) era a tempo parziale. L’indagine Inapp “Qualità del lavoro nelle sue componenti relative alle unità locali” del 2021 conferma che il 12% delle imprese italiane fa un uso strutturale del part-time, con oltre il 70% dei dipendenti su un regime orario ridotto, e che il fenomeno ha una prevalenza femminile. Le dimensioni delle imprese variano notevolmente, con una maggiore probabilità che microimprese e grandi imprese (con oltre 250 dipendenti) adottino questa pratica lavorativa. Questo studio pone l’accento sulla necessità di affrontare le questioni di equità di genere e qualità del lavoro in Italia, invitando a riflettere sulle politiche lavorative che possano realmente supportare i lavoratori e lavoratrici a tempo parziale e mitigare il fenomeno del part-time involontario. (Diogenenews 07/05/2024)


Negli Usa 20 milioni di animali domestici convivono con la povertà delle famiglie che li ospitano

Diogenenews 07/05/2024: Un sondaggio commissionato dalla Humane Society degli Stati Uniti e condotto da Harris Poll rivela che circa 20 milioni di animali domestici negli Stati Uniti vivono in condizioni di povertà insieme alle loro famiglie, con il 70% che non ha mai ricevuto cure veterinarie. Di fronte a questa crisi sottovalutata, solo il 28% degli americani ne è consapevole. L’indagine ha evidenziato che il 43% dei proprietari di animali domestici ha incontrato difficoltà finanziarie tali da non poter soddisfare le necessità primarie dei propri animali. Nonostante ciò, il 91% dei proprietari afferma di essere disposto a fare sacrifici personali significativi per garantire il benessere dei propri animali, inclusa la rinuncia a lussi quotidiani come vacanze o caffè di qualità. La popolazione americana si dimostra solidale: l’89% ritiene che i proprietari di animali meritino di mantenere i loro pet se possono prendersene cura adeguatamente. Inoltre, il 75% sostiene che i rifugi sovraffollati necessitano di più adozioni da parte di persone di ogni estrazione socio-economica, mentre il 90% riconosce l’importanza di supportare gli animali in difficoltà con servizi simili a quelli offerti agli adulti in povertà. In risposta a questa crisi, la Humane Society ha lanciato la campagna “More Than a Pet” per aumentare la consapevolezza e offrire soluzioni concrete alle famiglie in difficoltà economica che lottano per accedere alle cure veterinarie. Questo sforzo rappresenta un passo fondamentale per l’assicurare che nessun proprietario di animali domestici debba rinunciare al proprio amico a quattro zampe a causa di difficoltà finanziarie. (Diogenenews 07/05/2024)


America Latina e Caraibi le aree con il maggior divario di disuguaglianze

Diogenenews 07/05/2024: In un contesto di crescente disuguaglianza economica, la regione dell’America Latina e dei Caraibi si distingue per il più ampio divario di ricchezza rispetto ad altre aree globali, compresa l’Africa sub-sahariana e il Sud-Est asiatico. Dati recenti indicano che, dal 2000 al 2022, l’1% più ricco ha visto aumentare la propria ricchezza di 5,85 volte più rispetto alla metà più povera della popolazione. Questo squilibrio è particolarmente evidente in nazioni come il Messico, dove figure come Carlos Slim e Germán Larrea figurano tra i più abbienti, accentuando ulteriormente le disparità. Infatti, i 14 individui più ricchi del Messico detengono l’8,18% della ricchezza nazionale. In risposta a questa crescente disparità, Oxfam ha sottolineato l’urgenza di adottare misure fiscali globali durante l’ultima riunione della Piattaforma di Cooperazione Fiscale Regionale per l’America Latina e i Caraibi (PTLAC), convocata dalla Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC) il 6 maggio. L’obiettivo è spingere verso un sistema fiscale più equo che possa supportare i paesi nella lotta contro le emergenze climatiche e nella preservazione della biodiversità. La PTLAC ha approvato l’elaborazione di un piano di lavoro annuale per sviluppare ulteriormente gli strumenti di cooperazione fiscale a livello regionale e internazionale, riflettendo un crescente consenso sulla necessità di interventi normativi progressivi. Alexandra Haas, direttrice esecutiva di Oxfam Messico, ha sottolineato l’importanza critica del supporto del Messico a questa iniziativa, dato che il paese registra il più basso livello di tassazione della proprietà nella regione, pari a solamente lo 0,32% del PIL. Ha inoltre aggiunto che una riforma fiscale progressiva in Messico è ormai inevitabile. Un recente studio di Oxfam Messico ha rivelato che, nonostante la significativa ricchezza generata da pochi individui, quasi 47 milioni di persone in Messico vivono in condizioni di povertà, una cifra che evidenzia l’urgente necessità di riforme per ridistribuire più equamente la ricchezza e promuovere un inclusione economica più ampia. (Diogenenews 07/05/2024)


Anche il mercato del lusso si sposta sull’e-commerce. Turchia e Polonia i mercati principali

Diogenenews 07/05/2024: Il recente studio “Digital Competitive Map 2023”, curato da ContactLab, parte del gruppo TeamSystem, ha messo in luce le significative evoluzioni nel settore della moda a livello internazionale, con un focus particolare sui brand italiani. L’analisi ha coinvolto 32 marchi internazionali e 48 marchi italiani associati alla Fondazione Altagamma, evidenziando una marcata accelerazione nella digitalizzazione post-pandemia. Marco Pozzi, senior advisor di Contact Lab, ha sottolineato come le aziende di moda stiano rivedendo radicalmente la loro presenza digitale, migliorando la logica e l’esperienza utente oltre la semplice homepage. “I marchi hanno iniziato a valorizzare ogni aspetto dell’esperienza di shopping online, dalla navigazione al motore di ricerca fino alle pagine di categoria, utilizzando lo storytelling e le call to action per coinvolgere il pubblico globale”, ha affermato Pozzi. Dal rapporto emerge che i marchi internazionali stanno espandendo significativamente la loro presenza online in Asia e Medio Oriente, con incrementi notevoli in mercati chiave come Singapore (+20%), Hong Kong (+17%), e Arabia Saudita (+19%). Anche in America Latina e Oceania si registra una crescita, con il Messico che segna un +21% e l’Australia un +9%. I brand italiani, pur essendo generalmente più piccoli rispetto ai colossi internazionali analizzati, mostrano una forte penetrazione in mercati geograficamente vicini che interagiscono con la clientela russa, come la Polonia (94%) e la Turchia (56%). Inoltre, stanno raddoppiando la loro presenza in mercati emergenti come India (50%) e Indonesia (42%), sebbene restino meno attivi in Cina, Giappone e Corea del Sud rispetto ai loro omologhi internazionali. L’indagine sottolinea anche un aumento dell’omnicanalità, con i grandi marchi che offrono sempre più servizi integrati tra online e negozio fisico. Il 91% dei siti permette ora di personalizzare e pagare un ordine online con ritiro in store, mentre l’88% offre la possibilità di prenotare appuntamenti in negozio. I marchi italiani, tuttavia, sono meno avanzati in questa transizione, con solo la metà che offre servizi di personalizzazione e ritiro in negozio, e meno della metà che permette il ritiro in negozio di acquisti online o la restituzione di prodotti acquistati online direttamente in store. (Diogenenews 07/05/2024)