Diogene – Agenzia 05/11/2024

Rohingya: esodo in mare, crescita record degli arrivi in Indonesia

Diogenenews 05/11/2024: Nel mese di ottobre, il numero di rifugiati Rohingya arrivati via mare in Indonesia è cresciuto di oltre il 700% rispetto all’anno precedente. Secondo Save the Children, questo trend rischia di intensificarsi ulteriormente con l’arrivo della stagione dei mari più calmi e la riduzione dei venti monsonici. I dati dell’Unhcr rivelano che solo in ottobre sono giunti in Indonesia almeno 395 Rohingya, tra cui 173 bambini, a fronte dei 49 registrati nello stesso periodo del 2023. Durante il mese, tre barche hanno raggiunto le coste indonesiane, l’ultima il 31 ottobre ad Aceh, con 90 rifugiati a bordo, sette dei quali bambini. Purtroppo, sei persone hanno perso la vita durante il viaggio, i cui corpi sono stati rinvenuti sulle spiagge o in mare. Nel 2023, almeno 221 Rohingya sono morti o risultano dispersi in mare. Dal febbraio 2022, questo tragico bilancio ammonta a 985 vite spezzate o disperse durante le traversate dal Bangladesh e dal Myanmar. La crescente insicurezza nei campi profughi di Cox’s Bazar, in Bangladesh, spinge molti Rohingya a rischiare la vita in mare. Le famiglie riferiscono di un aumento della violenza, con rapimenti e reclutamenti forzati da parte di gruppi armati, rendendo insostenibile la permanenza nei campi. Da sette anni, i bambini rifugiati in Bangladesh vivono senza istruzione formale, mentre i genitori, privi di lavoro, sono esposti a rischi sempre maggiori, tra cui incendi, inondazioni e smottamenti. La violenza nei campi peggiora ulteriormente la loro situazione. Chi tenta la traversata si affida a trafficanti, spesso costretti a viaggiare su imbarcazioni inadeguate, con scarse riserve di cibo e acqua. Attualmente, circa 1.000 Rohingya in Indonesia vivono ancora in rifugi temporanei. Save the Children, insieme alla Fondazione Geutanyoe, lavora per sensibilizzare le comunità locali e rafforzare il sostegno del governo ai rifugiati. L’aumento drammatico degli arrivi deve spingere i governi della regione a un’azione urgente e coordinata. “Nessun bambino dovrebbe essere costretto a mettere a rischio la propria vita in mare,” ha dichiarato Sultana Begum di Save the Children. La comunità internazionale è chiamata a intensificare gli sforzi per garantire sbarchi sicuri, accesso agli aiuti umanitari e procedure di accoglienza dignitose per i rifugiati Rohingya. (Diogenenews 05/11/2024)


Infortuni sul lavoro in aumento in Italia, crescono le malattie professionali

Diogenenews 05/11/2024: Nei primi nove mesi del 2024, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 433.002, segnando un lieve aumento dello 0,5% rispetto alle 430.829 dello stesso periodo del 2023. Rispetto ai dati degli anni precedenti, si registra un incremento del 9,2% rispetto al 2021 e del 18,1% rispetto al 2020, mentre si osserva una diminuzione del 19,2% rispetto al 2022 e del 7,6% rispetto al 2019, anno pre-pandemico. Questi dati sono stati pubblicati oggi dall’Inail, con ulteriori dettagli disponibili negli “Open data” del loro sito. L’analisi evidenzia un calo dell’incidenza degli infortuni, da 2.032 denunce ogni 100mila occupati nel 2019 a 1.805 nel 2024, una riduzione dell’11,1%. Confrontando i dati con il 2023, si nota una diminuzione dello 0,8%. A livello nazionale, gli infortuni sul luogo di lavoro sono scesi da 363.064 a 361.804 (-0,3%), mentre gli infortuni in itinere – avvenuti durante il tragitto casa-lavoro – sono aumentati da 67.765 a 71.198 (+5,1%). L’aumento delle denunce è principalmente legato alle lavoratrici, con un incremento dell’1,4% rispetto al 2023, mentre le denunce maschili sono rimaste pressoché invariate (+0,04%). Un dato significativo riguarda i lavoratori extracomunitari, che hanno registrato un aumento delle denunce del 5,5%, mentre per gli italiani e i comunitari i dati sono in calo. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel periodo gennaio-settembre 2024, si sono registrati 776 casi, un aumento rispetto ai 761 del 2023. Tuttavia, rispetto agli anni precedenti, vi è una diminuzione significativa: 14 casi in meno rispetto al 2022 e 134 in meno rispetto al 2021. Le denunce di malattia professionale hanno mostrato un aumento marcato, con 65.333 casi segnalati nei primi nove mesi del 2024, un incremento del 22% rispetto al 2023. Le malattie del sistema osteo-muscolare, del sistema nervoso e dell’orecchio rimangono le più comuni, seguite da tumori e patologie respiratorie. (Diogenenews 05/11/2024)


Haiti: oltre 1.200 vittime della violenza delle bande in tre mesi

Diogenenews 05/11/2024: La Missione delle Nazioni Unite ad Haiti (Binuh) ha riportato che tra luglio e settembre oltre 1.200 persone sono state uccise e più di 500 ferite a causa delle violenze delle bande e dei conflitti armati. Nel medesimo periodo, sono stati documentati 170 casi di rapimenti a scopo di riscatto. Le violenze si sono concentrate soprattutto a Port-au-Prince e nel dipartimento di Artibonite, secondo quanto riferito dall’Onu. La situazione è particolarmente grave per donne e bambini. L’Onu ha espresso profonda preoccupazione per i continui atti di violenza sessuale commessi dalle bande contro donne e ragazze, così come per l’impatto devastante della violenza sui minori. Almeno 59 bambini sono stati uccisi, feriti o rapiti durante il trimestre, e molti sono stati vittime di violenza sessuale, traffico di esseri umani e reclutamento forzato nelle bande. Il report della Binuh segnala anche accuse persistenti di esecuzioni sommarie da parte di unità specializzate della polizia nazionale haitiana. Pur riconoscendo gli sforzi delle autorità giudiziarie haitiane per contrastare l’impunità, la Missione sollecita la comunità internazionale a mantenere alta l’attenzione su Haiti e a velocizzare il dispiegamento della Missione multinazionale di supporto alla sicurezza. (Diogenenews 05/11/2024)


Legge Bilancio, per il Forum Terzo Settore indebolisce ulteriormente il welfare italiano

Diogenenews 05/11/2024: “Povertà crescente, disuguaglianze, sanità pubblica carente e crisi climatica restano grandi sfide che questa Legge di Bilancio non affronta adeguatamente,” afferma Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore, durante l’audizione in commissione Bilancio alla Camera. “Mentre si prevede un sostegno al reddito per il ceto medio, i servizi pubblici subiscono ulteriori tagli, colpendo Ministeri, Regioni e Comuni. L’aumento delle spese militari contrasta con un welfare sempre più fragile, e l’Assegno di Inclusione si dimostra insufficiente di fronte all’emergenza sociale.” Pallucchi sottolinea la mancanza di misure specifiche per il Terzo settore, il quale, in un contesto socio-economico così critico, dovrebbe essere maggiormente coinvolto e supportato per rafforzare il tessuto sociale e promuovere uno sviluppo sostenibile. Tra le richieste avanzate, l’esclusione Iva per il non profit e l’abolizione dell’Irap, poiché l’attuale equiparazione alle imprese for profit aumenta il peso fiscale sulle organizzazioni del Terzo settore. “Abbiamo nuovamente sollecitato il Parlamento a destinare più risorse alla cooperazione allo sviluppo, al servizio civile e ai fondi per le riforme sulla disabilità e non autosufficienza,” conclude Pallucchi, ribadendo l’urgenza di interventi concreti per sostenere il settore. (Diogenenews 05/11/2024)


Unhcr: in ottobre nel Mediterraneo centrale arrivi in calo del 29%a ottobre rispetto al mese precedente

Diogenenews 05/11/2024: Nel mese di ottobre, circa 5.500 migranti sono sbarcati sulle coste italiane, segnando una diminuzione del 29% rispetto a settembre, quando gli arrivi erano stati 7.685. Lo comunica l’Unhcr, che ha diffuso i dati mensili sull’immigrazione. Nei primi otto mesi dell’anno, gli arrivi sono stati variabili, passando da 2.258 a gennaio a un picco di 8.526 in agosto. La maggior parte delle persone arrivate in ottobre ha intrapreso il viaggio dalla Libia, che ha rappresentato circa il 65% delle partenze, seguita da Tunisia, Turchia e Algeria. Lampedusa è stato il principale punto di approdo, accogliendo circa l’85% dei migranti. Altri porti che hanno registrato sbarchi includono Crotone, Pozzallo, Porto Empedocle, e Salerno. Le nazionalità più rappresentate tra i nuovi arrivati dall’inizio dell’anno sono state Bangladesh (20%), Siria (19%), e Tunisia (13%). Purtroppo, tra le persone sbarcate in ottobre, è stato recuperato il corpo senza vita di un uomo siriano, morto presumibilmente per un malore durante il viaggio. L’Unhcr, presente nei punti di sbarco con squadre dedicate, continua a collaborare con le autorità italiane e altre organizzazioni per assistere i nuovi arrivati, con particolare attenzione ai minori e alle persone vulnerabili. L’agenzia sollecita gli Stati a rafforzare i meccanismi di ricerca e soccorso in mare e a garantire percorsi legali e sicuri verso l’Europa per chi cerca protezione internazionale. (Diogenenews 05/11/2024)


Lavoro forzato degli uiguri: gli Usa bloccano importazioni da tre aziende cinesi

Diogenenews 05/11/2024: Il presidente del World Uyghur Congress, Rushan Abbas, ha ribadito l’importanza di garantire che le catene di fornitura globali siano prive di complicità in violazioni dei diritti umani. Ha esortato a proteggere i consumatori americani dal sostenere involontariamente il genocidio del popolo uiguro. In un recente post su X, il Congresso mondiale uiguro ha sottolineato: “Rushan Abbas, presidente esecutivo del Congresso, chiede un impegno continuo per rendere le catene di approvvigionamento libere da complicità nelle atrocità contro gli uiguri, proteggendo i consumatori americani dal sostenere inconsapevolmente il genocidio”. L’appello arriva mentre gli Stati Uniti aggiungono tre produttori tessili cinesi alla lista delle aziende bandite per il loro coinvolgimento nel lavoro forzato degli uiguri. I prodotti di Esquel Group, Guangdong Esquel Textile Co., Ltd., e Turpan Esquel Textile Co. sono ora vietati all’importazione negli Stati Uniti, come confermato dal Dipartimento per la sicurezza interna. Esquel Group ha sede a Hong Kong, con Guangdong Esquel operante nel Guangdong e Turpan Esquel nella regione dello Xinjiang, nota per le gravi violazioni dei diritti umani contro la minoranza uigura. Il lavoro forzato degli uiguri è parte di un sistema di sfruttamento che colpisce i musulmani uiguri e altre minoranze etniche in Cina, specialmente nello Xinjiang. Resoconti internazionali indicano che queste comunità sono costrette a lavorare in settori come il tessile, l’agricoltura e la manifattura. Le politiche cinesi nello Xinjiang, che mirano a controllare e assimilare la popolazione uigura, hanno suscitato condanna globale. Dal 2017, oltre un milione di uiguri e altre minoranze sono stati detenuti in “campi di rieducazione” per reprimere la loro identità culturale e religiosa e promuovere l’allineamento con il Partito Comunista Cinese. (Diogenenews 05/11/2024)


Italia: nuove regole per la residenza fiscale di persone, società ed enti

Diogenenews 05/11/2024: Le persone fisiche sono considerate residenti fiscali in Italia se, per la maggior parte dell’anno, stabiliscono il loro domicilio principale nel Paese, cioè se le loro relazioni personali e familiari si sviluppano principalmente sul territorio italiano. Questo è uno dei punti chiave contenuti nella circolare n. 20/E dell’Agenzia delle Entrate, che spiega le novità introdotte dal Decreto sulla fiscalità internazionale (Dlgs n. 209/2023), in vigore dal 2024. La definizione di “domicilio” cambia: non si basa più sulle disposizioni del codice civile, ma si concentra sulle relazioni personali e familiari, in linea con le prassi internazionali. Rimane però valida l’applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni. La circolare, disponibile anche in inglese, offre esempi pratici per chiarire le nuove norme. Con le nuove regole, la semplice presenza fisica in Italia per oltre metà dell’anno fiscale (183 giorni o 184 in anni bisestili) è sufficiente per determinare la residenza fiscale. La circolare chiarisce come conteggiare le frazioni di giorno. Anche chi lavora in smart working in Italia per la maggior parte dell’anno sarà considerato fiscalmente residente. La circolare introduce cambiamenti anche per la residenza fiscale di società ed enti. Saranno considerati residenti in Italia se, per la maggior parte dell’anno fiscale, hanno nel territorio nazionale la sede legale, la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria prevalente. È sufficiente che uno solo di questi criteri sia soddisfatto per stabilire la residenza fiscale in Italia. Le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2024 per le società il cui esercizio coincide con l’anno solare, mentre per le altre, saranno applicate dal periodo d’imposta successivo al 29 dicembre 2023. (Diogenenews 05/11/2024)


Povertà energetica: 2 milioni di famiglie italiane in difficoltà

Diogenenews 05/11/2024: Secondo un’indagine Ipsos realizzata con Banco dell’energia, il 40% delle famiglie italiane presta attenzione al risparmio energetico, anche se solo il 22% adotta pratiche efficienti. La povertà energetica preoccupa il 16% degli italiani, in calo rispetto agli anni precedenti, ma rimane un problema rilevante per il 58% della popolazione, con una conoscenza limitata del fenomeno. Il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, promosso dal Banco dell’energia, conta oltre 80 aderenti tra aziende e organizzazioni. La spesa media annua per l’energia è aumentata a circa 2.000 euro, con oltre 2 milioni di famiglie in condizioni di povertà energetica. Durante la 6ª Plenaria del Manifesto, sono stati presentati nuovi progetti per sostenere le famiglie vulnerabili, tra cui iniziative di sostituzione di elettrodomestici inefficienti e supporto economico. Banco dell’energia ha raccolto 13 milioni di euro dal 2016, aiutando circa 13.000 beneficiari. L’evento ha visto la partecipazione di esponenti di governo e rappresentanti di aziende, che hanno discusso strategie per affrontare la povertà energetica in Italia e in Europa. (Diogenenews 05/11/2024)


Camerun: la Cina detiene il 25% del debito estero del Paese

Diogenenews 05/11/2024: La Cina detiene il 64,8% del debito bilaterale del Camerun, equivalente a circa 2.968 miliardi di FCFA (Franco della Comunità Finanziaria Africana, 1 euro equivale a 655,957 FCFA), con prestiti per 1.923,4 miliardi di FCFA. Questo rappresenta il 22,4% del debito estero totale del Camerun, che ammonta a 8.596 miliardi di FCFA. La Francia è il secondo maggiore creditore, con un debito di 768,3 miliardi di FCFA, pari al 25,9% del debito bilaterale e all’8,9% del debito estero complessivo. Dal 2010, la Cina ha finanziato numerosi progetti infrastrutturali in Camerun, tra cui dighe idroelettriche, strade, ponti e il porto in acque profonde di Kribi, principalmente attraverso la Eximbank China. Inoltre, la Cina è attiva nel settore minerario con la presenza di Sinosteel, che ha ottenuto il permesso di sfruttamento del ferro. La cooperazione tra Camerun e Cina, iniziata nel 1971, si è ampliata in settori come commercio, infrastrutture, agricoltura e sanità. Gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto 1.178,1 miliardi di FCFA nel 2023, segnando un aumento del 24,1% rispetto all’anno precedente. Durante il 4° Forum di cooperazione sino-africana, il presidente Paul Biya ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti cinesi per sostenere lo sviluppo infrastrutturale del Camerun, con l’obiettivo di trasformare il Paese in un’economia emergente entro il 2035. (Diogenenews 05/11/2024)


Il 45% della popolazione in affitto in Spagna è a rischio di povertà o esclusione sociale

Diogenenews 05/11/2024: Dal 2015 al 2023, circa il 45% della popolazione che vive in affitto in Spagna è stata a rischio di povertà o esclusione sociale, il tasso più alto tra le economie europee e superiore di 13 punti percentuali rispetto alla media dell’UE-27. Questa criticità è evidenziata da uno studio della Banca di Spagna, che analizza l’evoluzione dei prezzi degli affitti e il crescente sforzo economico delle famiglie, in particolare quelle a basso reddito. Nel 2022, le famiglie spagnole in affitto hanno destinato in media il 22,7% del loro reddito all’alloggio, superando di 7 punti la media UE-27. Tra le famiglie a basso reddito, lo sforzo ha raggiunto il 43,1%, contro il 31,9% della media europea. Questo aumento dei costi ha accentuato il sovraffaticamento economico, con quasi il 40% delle famiglie spagnole in affitto che spendono oltre il 40% del loro reddito disponibile per la casa. Il tema dell’alloggio è percepito come una delle principali preoccupazioni in Spagna. Secondo il Centro di Ricerche Sociologiche, è il terzo problema più sentito dalla popolazione, dopo l’immigrazione e i problemi economici. Le manifestazioni pubbliche, come quella del 13 ottobre a Madrid, mostrano un forte disagio sociale, con richieste di alloggi dignitosi e una riduzione dei prezzi degli affitti. A seguito di queste pressioni, il presidente Pedro Sánchez ha convocato un incontro con i sindacati degli inquilini per discutere soluzioni al problema abitativo, anche se non tutti i gruppi hanno partecipato, in dissenso per la presenza delle associazioni dei datori di lavoro immobiliari. (Diogenenews 05/11/2024)