In Puglia Coldiretti denuncia l’aumento di povertà tra i minori
Diogenenews 02/04/2024: In risposta alle difficoltà economiche affrontate dal 21% delle famiglie in Puglia che lottano per garantirsi i pasti quotidiani, Coldiretti ha inaugurato un programma di solidarietà durante il periodo pasquale. L’iniziativa prevedeva la distribuzione di “uova sospese” e alimenti donati da agricoltori e consumatori a beneficio dei meno fortunati. Per assistere ulteriormente gli anziani e coloro che sono impossibilitati a uscire di casa a causa di impedimenti fisici, è stato messo a punto un sistema di consegna a domicilio per gli acquisti essenziali. Coldiretti Puglia ha sottolineato come l’insicurezza alimentare tra i minori sia in aumento, a causa degli effetti collaterali del conflitto bellico e del rialzo dell’inflazione che ha impattato negativamente sulle capacità di spesa delle famiglie, facendo registrare un incremento del 12% di bambini sotto i 15 anni che necessitano di sostegno alimentare. Non solo i minori, ma anche anziani e migranti stranieri si trovano a fronteggiare rischi simili. Il rapporto di Coldiretti prosegue indicando che tra le nuove fasce di popolazione impoverite si annoverano individui che hanno perso il lavoro, piccoli imprenditori, artigiani costretti a cessare l’attività, persone impiegate in attività non regolari senza accesso a sussidi o aiuti governativi e senza risparmi, oltre a lavoratori temporanei o con incarichi sporadici messi in difficoltà dalle restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia negli ultimi due anni. La distribuzione di pacchi alimentari rappresenta la modalità principale con cui si cerca di venire incontro alle necessità di questi “nuovi poveri” (pensionati, disoccupati, nuclei familiari con figli), i quali, spinti dalla vergogna, tendono a preferire questo tipo di aiuto rispetto al consumo di pasti gratuiti offerti da enti caritativi. (Diogenenews 02/04/2024)
La Romania deve usare il Fondo Sociale per il Clima contro la povertà energetica
Diogenenews 02/04/2024: Indicata come una delle principali destinatarie dei finanziamenti del Fondo Sociale per il Clima (SCF), la Romania è chiamata a canalizzare queste risorse verso progetti volti al sostegno delle comunità più esposte a rischi di povertà energetica o legati ai trasporti. Tale raccomandazione emerge da uno studio realizzato dal Centro per lo Studio della Democrazia (CSD), che evidenzia come il Paese beneficerà di una quota del 9,25% – pari a 6 miliardi di euro – dell’intero montante di 65 miliardi di euro messo a disposizione dal Fondo fra il 2026 e il 2032. L’obiettivo è quello di compensare l’impatto economico indotto dall’introduzione della tassa sul carbonio ETS2, particolarmente gravoso per le famiglie a rischio povertà energetica o nei trasporti. La ricerca, condotta con la collaborazione di Wise Europe in Polonia e Adelphi in Germania, pone l’accento sull’urgenza di orientare gli investimenti a favore di coloro che sono maggiormente vulnerabili alle fluttuazioni dei costi energetici. La situazione è resa ancora più critica negli stati dell’Europa centrale e orientale, inclusa la Romania, dove si registra una significativa prevalenza di povertà energetica. Particolarmente a rischio sono le famiglie rumene che dipendono dal gas naturale per il riscaldamento, che con l’adozione dell’ETS 2 si troverebbero ad affrontare un incremento delle spese. Secondo le stime del CSD, un’imposta di 70 euro per ogni tonnellata di CO2 potrebbe tradursi in un aumento fino al 5% dei costi energetici domestici. Nonostante l’impatto diretto dell’ETS 2 possa essere più contenuto per le famiglie a basso reddito, meno dipendenti dai combustibili interessati dalla tassa, l’effetto indiretto sul prezzo di combustibili alternativi come il legno potrebbe comunque rappresentare una sfida. D’altra parte, le famiglie a reddito medio, con limitate capacità di adattamento economico, saranno sensibilmente influenzate dalle variazioni di prezzo legate all’ETS 2, necessitando di supporto governativo per la transizione verso sistemi di riscaldamento eco-sostenibili e per l’adozione di strategie a lungo termine come il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Le analisi prevedono che le famiglie più agiate subiranno conseguenze significative soprattutto nel settore dei trasporti, con previsioni di aumento delle spese totali intorno al 4%. L’imperativo per le autorità nei prossimi anni sarà quindi quello di mappare con precisione le famiglie più vulnerabili a queste dinamiche, per indirizzare efficacemente gli aiuti, come sottolineato da Andreea Vornicu, uno degli autori dello studio. Con il 37% delle famiglie rumene già alle prese con la povertà energetica nel 2022, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, l’impiego mirato dei fondi del SCF rappresenta un’opportunità cruciale per alleviare tale problema a livello nazionale. (Diogenenews 02/04/2024)
Libano, due terzi della popolazione in povertà, aggravata dalla guerra tra Hezbollah e Israele. L’appello di Medici Senza Frontiere
Diogenenews 02/04/2024: Dopo cinque mesi di intensi combattimenti lungo il confine meridionale del Libano, il bilancio è pesante: centinaia di vite perse e profonde ferite nel tessuto sociale e nella vita quotidiana degli individui. Oltre 91.000 persone hanno dovuto lasciarsi alle spalle le proprie abitazioni, affrontando gravi ripercussioni sulla propria salute mentale e situazione economica. Attualmente, il Libano affronta il quarto anno di una profonda crisi economica che ha spinto due terzi dei suoi abitanti sotto la soglia della povertà. Le recenti ostilità hanno paralizzato o compromesso seriamente le fonti di reddito di molti, lasciandoli nell’incapacità di provvedere ai bisogni più elementari. Le ostilità, iniziate l’8 ottobre 2023 e coinvolgenti le forze israeliane, Hezbollah e altri gruppi armati, non accennano a placarsi. Di recente, il conflitto si è esteso anche al nord-est del Libano, con bombardamenti sul governatorato di Baalbek-Hermel. Molti sfollati hanno dovuto abbandonare le proprie case senza poter portare nulla con sé, lottando per accedere a beni fondamentali come cibo e vestiti. Più di 60 nuclei familiari hanno trovato rifugio in un hotel dismesso ad Al-Merouaniye, a 60 km dal confine. Sebbene offra protezione e un minimo di comfort, queste persone, insieme a migliaia di altri sfollati in tutto il paese, necessitano di un supporto sostanziale e continuativo per navigare un futuro nebuloso. “L’incremento di casi di depressione e disturbi d’ansia è preoccupante. Anche se molti dimostrano una buona resilienza allo stress a breve termine, stiamo osservando famiglie lontane dalle proprie case da più di cinque mesi, vivendo in una condizione di estrema incertezza riguardo al loro ritorno,” afferma Felicitas Steinhoff, responsabile delle attività per la salute mentale presso Medici Senza Frontiere (MSF). Parallelamente, team medici mobili di MSF stanno intervenendo per trattare patologie croniche, effettuando visite regolari in una clinica nel governatorato di Nabatiyeh, vicino al confine. Dall’inizio del 2024, sono state erogate 373 consulenze mediche. (Diogenenews 02/04/2024)
Il lavoro nero a Milano e in Brianza, il bilancio dell’ispettorato del lavoro: aumentano le violazioni
Diogenenews 02/04/2024: Nei recenti controlli effettuati nell’area metropolitana di Milano e nella provincia di Monza Brianza, è stata constatata una situazione preoccupante legata al lavoro irregolare: metà delle aziende ispezionate mostrava irregolarità legate al lavoro non dichiarato, percentuale che salta al 90% se si includono anche le violazioni relative alla sicurezza sul lavoro. Nel corso dell’ultimo anno, sono stati eseguiti 2.400 controlli che hanno portato a 291 provvedimenti di sospensione per non conformità alle normative di sicurezza, con sanzioni che hanno superato i 64 milioni di euro. L’analisi, frutto del lavoro congiunto tra l’Ispettorato del Lavoro, l’INPS e l’INAIL, rivela una persistente criticità nel rispetto delle leggi lavorative e delle norme di sicurezza, come confermato anche dai controlli effettuati in collaborazione con i Carabinieri. In 65 locali commerciali ispezionati, sono stati scoperti 14 lavoratori non regolari, inclusi 5 clandestini, e per sei imprese è stata disposta la sospensione delle attività. “Eloisa Dacquino, segretaria confederale della UIL Lombardia, evidenzia un marcato incremento delle violazioni penali legate alla sicurezza sul lavoro e al lavoro nero, sottolineando la necessità di rafforzare il personale degli enti preposti ai controlli, attualmente sottodimensionato rispetto alle necessità. In parallelo, la regione Lombardia affronta una fase critica anche sul piano occupazionale, con oltre 50mila lavoratori supportati da ammortizzatori sociali, a seguito della pandemia. Il segretario confederale della UIL Lombardia, Salvatore Monteduro, invoca politiche lavorative più incisive, che favoriscano la formazione e supportino la transizione occupazionale. A Milano, nonostante un generale stato di stabilità, si registra un aumento significativo dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel settore commerciale (+23,6%), in contrasto con la ripresa turistica. Ciò prelude a uno sciopero nazionale e due sit-in organizzati dalle principali sigle sindacali in risposta al mancato rinnovo del contratto collettivo con Federdistribuzione, che aumenterebbe la precarietà lavorativa e declasserebbe il livello professionale dei lavoratori. Gli eventi sindacali si svolgeranno davanti a noti punti vendita a Milano e Carugate, in un momento di grande affluenza come la vigilia di Pasqua. (Diogenenews 02/04/2024)
Demografia: in Italia popolazione stabile grazie agli immigrati, aumenta di sei mesi la speranza di vita
Diogenenews 02/04/2024: All’inizio del 2024, l’Italia registra una popolazione di circa 58,99 milioni, segnando un lieve decremento di 7.000 individui rispetto all’anno precedente, secondo i dati preliminari divulgati dall’Istat. Questa quasi stabilità demografica si deve in gran parte all’apporto dell’immigrazione estera, che ha contribuito a contenere il declino demografico che dal 2014 al 2021 aveva caratterizzato il paese. La distribuzione geografica di tale fenomeno mostra disparità regionali: stabilità nel Centro, decremento nel Sud e crescita nel Nord, con punte di aumento in Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia-Romagna. Al contrario, Basilicata e Sardegna evidenziano le maggiori perdite. Il 2023 ha segnato un nuovo minimo storico per le nascite, con solo 379.000 bambini nati, continuando una tendenza di calo iniziata nel 2008. Questa riduzione, del 3,6% rispetto al 2022, è imputabile tanto alla diminuzione della fecondità quanto al calo numerico delle donne in età fertile. La media dei figli per donna è scesa a 1,20, avvicinandosi ai livelli minimi degli anni ’90. Le regioni con la maggiore e minore fecondità sono rispettivamente Trentino-Alto Adige e Sardegna. (Diogenenews 02/04/2024)
Romania e Bulgaria entrano parzialmente nell’area Schengen dopo un’attesa di tredici anni
Diogenenews 02/04/2024: Bulgaria e Romania hanno celebrato la loro entrata nell’area Schengen di libera circolazione, un traguardo raggiunto dopo tredici anni di attesa, permettendo ai loro cittadini di viaggiare senza controlli alle frontiere aeree e marittime con gli altri stati membri. Questo passo rappresenta un’avanzata significativa, sebbene parziale a causa della restrizione imposta dall’Austria, con un veto che impedisce l’applicazione della libera circolazione nello spazio Schengen per quanto riguarda i collegamenti terrestri, citando preoccupazioni legate a un potenziale aumento nell’arrivo di richiedenti asilo. Nonostante ciò, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha lodato l’evento come un “grande traguardo” per Bulgaria e Romania, sottolineando l’importanza di questo ampliamento per l’area Schengen, descritta come la più vasta zona di libera circolazione al mondo, e un passo verso un’Europa più coesa e forte. Con l’adesione di questi paesi, lo spazio Schengen si estende a includere 29 stati, comprendendo 25 dei 27 paesi dell’Unione Europea oltre a Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Il governo rumeno ha specificato che la libera circolazione riguarderà quattro porti marittimi e 17 aeroporti, tra cui l’importante hub di Bucarest, Otopeni. Per facilitare il transito dei viaggiatori, saranno incrementati i controlli di polizia e di immigrazione, con verifiche casuali per identificare documenti falsificati. La Croazia ha preceduto Romania e Bulgaria nell’adesione a Schengen a gennaio 2023, diventando il 27° membro, nonostante sia entrata nell’UE in un momento successivo. L’area Schengen, istituita nel 1995 sulla base dell’accordo firmato dieci anni prima da cinque stati della Comunità economica europea, ha visto una serie di espansioni, inclusa quella significativa del 2007, che ha visto l’ingresso di altri nove paesi nell’area di libera circolazione. (Diogenenews 02/04/2024)
Il 53% delle pensioni italiane ha un importo inferiore ai 750 euro, ma la percentuale sale al 64% per le donne
Diogenenews 02/04/2024: All’avvio del 2024, l’Italia conta 17,77 milioni di pensioni attive, un panorama che si compone di 13,63 milioni di pensioni di tipo previdenziale e 4,14 milioni di tipo assistenziale. L’ammontare totale annuale di queste pensioni raggiunge i 248,7 miliardi di euro, con la maggior parte dei fondi proveniente dalle gestioni previdenziali. Il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti emerge come la principale fonte di pensioni, gestendo il 44,5% del totale delle pensioni erogate e il 57,8% degli importi totali. I lavoratori autonomi ricevono il 28,3% delle pensioni, mentre il settore assistenziale copre il 23,3% delle prestazioni, con un impatto finanziario notevolmente inferiore sul totale. Durante il 2023, sono state erogate 1,36 milioni di nuove pensioni, quasi la metà delle quali di tipo assistenziale, per un valore annuale di 14,3 miliardi di euro, rappresentando circa il 5,8% del totale delle pensioni pagate all’inizio del 2024. Tra queste nuove pensioni, le pensioni di vecchiaia rappresentano la maggior parte, seguite da quelle di invalidità e ai superstiti. L’analisi demografica rivela un’età media dei pensionati di 74,1 anni, con una maggiore concentrazione di pensioni di basso importo: oltre la metà delle pensioni è inferiore a 750 euro mensili. La distribuzione geografica mostra che la maggior parte delle pensioni è concentrata nel Nord Italia, che riceve anche la quota maggiore degli importi erogati. Nonostante il Nord dominare per numero di pensioni e importi erogati, le prestazioni assistenziali trovano una maggiore presenza nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’importo medio mensile delle pensioni di vecchiaia è di 1.468,59 euro, con valori più alti nel Nord Italia. Questi dati, forniti all’inizio dell’anno, offrono uno spaccato della situazione pensionistica in Italia, riflettendo le sfide e le dinamiche di un sistema complesso che si sforza di bilanciare le esigenze di una popolazione in crescente invecchiamento con le risorse economiche disponibili. (Diogenenews 02/04/2024)
Più sei povero più paghi per determinati beni e servizi. Uno studio francese
Diogenenews 02/04/2024: Uno studio recente, pubblicato da La Banque Postale insieme all’associazione Action Tank Entreprise & Pauvreté e riportato da Le Monde, ha messo in luce una problematica sociale di grande rilievo: le famiglie a basso reddito si trovano a pagare cifre maggiori per una serie di beni e servizi essenziali. Questo fenomeno, denominato “doppia penalità della povertà”, interessa ambiti come l’abitazione, l’energia, i trasporti, le assicurazioni abitative e il credito, dove le famiglie meno abbienti si vedono costrette a sostenere costi più elevati rispetto alla media. L’indagine ha identificato una ventina di fattori che contribuiscono a creare questa situazione di svantaggio, tra cui l’impossibilità di accedere a sconti per acquisti in grande volume e difficoltà legate alla mancanza di liquidità immediata. Altre situazioni includono maggiori spese per la manutenzione di auto più datate e costi energetici più alti a causa di abitazioni meno efficienti dal punto di vista termico. Nel corso del 2023, si stima che le famiglie economicamente più vulnerabili abbiano dovuto affrontare spese aggiuntive medie di circa 700 euro, una cifra che tocca i 745 euro per le famiglie appartenenti al decile di reddito più basso e i 640 euro per quelle del secondo decile. Questo sovraccarico finanziario rappresenta una spesa equivalente a dodici o otto settimane di alimentari annui. Per circa il 20% delle famiglie appartenenti ai primi due decili di reddito, il costo aggiuntivo legato alla “doppia penalità della povertà” supera i 1.000 euro annui. I settori maggiormente colpiti da questo fenomeno includono i trasporti, con costi aggiuntivi significativi, seguiti da affitti e assicurazioni. Anche spese per energia, prestiti e salute pesano notevolmente sul budget delle famiglie più povere, mentre settori come le spese bancarie, alimentari e delle telecomunicazioni sembrano incidere meno, secondo quanto riportato da Les Echos. Esistono misure di sostegno come l’assistenza abitativa personalizzata e l’accesso all’edilizia sociale, tuttavia, una porzione significativa dei potenziali beneficiari non sfrutta queste opportunità: il 37% delle famiglie idonee non richiede l’assistenza abitativa, percentuale che sale al 72% tra gli studenti. Secondo Action Tank, una semplificazione delle procedure potrebbe facilitare l’accesso a questi aiuti, offrendo un parziale rimedio alla “doppia penalità della povertà”. (Diogenenews 02/04/2024)
In Germania aumenta per il terzo anno di seguito il consumo di benzina
Diogenenews 02/04/2024: Nel corso del 2023, la Germania ha registrato un incremento del consumo di benzina per il terzo anno di fila, secondo quanto riportato dall’Ufficio Federale per l’Economia e il Controllo delle Esportazioni (BAFA). Le statistiche rivelano che le consegne di benzina a livello nazionale hanno raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate, segnando un aumento di 416.000 tonnellate rispetto all’anno precedente e di quasi 1,1 milioni di tonnellate rispetto al minimo raggiunto nel 2020 a causa della pandemia. Questo aumento contrasta con il trend decrescente osservato nel decennio precedente la pandemia, quando nel 2010 il consumo si attestava a 19,6 milioni di tonnellate. Da sottolineare, inoltre, è la crescita significativa del numero di veicoli elettrici, che ha raggiunto i 1,4 milioni di unità, mentre si è assistito a una continua riduzione delle consegne di diesel, in gran parte legata al settore del trasporto merci e quindi più influenzata dalle dinamiche economiche rispetto al consumo di benzina. L’Agenzia Federale per l’Ambiente attribuisce l’aumento del consumo di benzina principalmente all’incremento dei chilometri percorsi nell’ultimo anno. Questo dato, riferito esclusivamente al traffico leggero e dunque escludendo camion, autobus e simili, supera i livelli del 2022, pur restando inferiore rispetto ai dati del 2019, come evidenziato dall’Istituto Federale per la Ricerca Stradale. Secondo l’Istituto Ifo di Monaco, diversi fattori potrebbero aver contribuito a questo trend, tra cui appunto l’aumento del traffico veicolare. In particolare, la migrazione dal diesel alla benzina, spinta dai divieti di circolazione e dalla riduzione dei benefici economici dei veicoli a diesel, potrebbe aver incrementato la presenza sulle strade di auto più pesanti e dotate di motori a benzina. L’ADAC rileva che questo sviluppo è legato anche all’aumento delle nuove immatricolazioni di veicoli a benzina, compresi quelli ibridi. Tra le auto nuove, quelle a benzina dominano, e poiché tendono ad avere un chilometraggio più elevato, questo si traduce in un maggior consumo di carburante. Un’altra tendenza che ha caratterizzato il 2023 riguarda la benzina Super E10, che per la prima volta ha superato il 25% delle vendite totali di benzina, attestandosi al 25,9% contro il 23,7% del 2022 e il 13,7% di cinque anni prima. L’E10, che può contenere fino al 10% di biocarburante, rappresenta un’opzione leggermente più economica per i consumatori. È importante sottolineare che i dati sulle consegne nazionali forniti dalle statistiche BAFA non riflettono direttamente le vendite al dettaglio presso le stazioni di servizio, ma piuttosto le consegne a queste ultime. (Diogenenews 02/04/2024)
In Spagna per i poveri c’è meno prevenzione sanitaria e più prescrizioni di farmaci
Diogenenews 02/04/2024: Si chiama “medicalizzazione della povertà”. Si verifica quando l’accesso alle cure mediche e la gestione dei disturbi di salute mostrano spesso una marcata differenza in base al reddito delle persone. Analizzando il database clinico di assistenza primaria del Sistema Sanitario Nazionale spagnoloi, che include un campione casuale di 12,7 milioni di pazienti, emerge chiaramente come il livello economico influisca sulla frequenza e sulla quantità di farmaci assunti dai pazienti. Questo fenomeno rispecchia un’ampia gamma di redditi, dai più bassi, che spesso non derivano dal lavoro ma da altre fonti, fino ai più alti, con solo l’1% del campione che supera i 100.000 euro annui. La ricerca ha evidenziato che, tra le persone più bisognose, c’è una maggiore tendenza a ricorrere ai farmaci rispetto a coloro che si trovano in una situazione economica più agiata. Questo aspetto, detto anche “medicalizzazione della povertà”, sottolinea come talvolta le condizioni sociali sfavorevoli portino a una maggiore dipendenza da trattamenti farmacologici. Esempi comuni includono pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che, a causa di una casa fredda in inverno, possono soffrire di frequenti peggioramenti della loro condizione e quindi necessitano di una maggiore quantità di medicamenti. I dati rivelano un netto divario di reddito nella percentuale di pazienti ai quali è stata prescritta una ricetta nel 2022. Mentre nel gruppo con redditi più alti poco più della metà ha ricevuto una prescrizione farmaceutica, tra i più poveri questa percentuale sale significativamente, evidenziando come il reddito influenzi l’accesso e l’uso dei farmaci. Il sistema sanitario spesso rappresenta l’unico rifugio per le persone in difficoltà economica per cercare aiuto, risultando in una prescrizione farmaceutica come soluzione ai loro problemi. L’analisi condotta dall’EAPN, la rete europea di ONG contro la povertà, ha confermato maggiori difficoltà di accesso a servizi sanitari con poca copertura pubblica, come dentisti, fisioterapisti, psicologi e psichiatri, per le famiglie più povere. Inoltre, si è notato che le persone in condizioni economiche sfavorevoli hanno minor accesso a test preventivi e controlli sanitari di routine. Un ulteriore indicatore, che misura il consumo di farmaci per fasce di reddito, mostra che non solo una maggiore percentuale di persone meno abbienti si rivolge ai farmaci, ma anche che la quantità di medicamenti consumati è maggiore. Questo aspetto è particolarmente evidente a partire dai 50-60 anni, età in cui le differenze di salute tra i vari strati sociali diventano ancora più marcate. La medicalizzazione della vita, pur rappresentando una risposta ai problemi di salute, non può essere considerata la soluzione migliore alle questioni sociali che stanno alla base di tali condizioni. La riflessione su come affrontare le disparità di accesso alle cure e migliorare le condizioni di vita delle persone più vulnerabili è quindi fondamentale. In questo contesto, anche il Ministero della Salute ha riconosciuto l’importanza di considerare le condizioni socio-economiche dei pazienti nelle loro cartelle sanitarie digitali, come passo verso un’assistenza più mirata e efficace. La fonte dei dati è il Primary Care Clinical Database (BDCAP) del Sistema Sanitario Nazionale spagnolo. (Diogenenews 02/04/2024)

