Diogene – Agenzia 24/01/2025

Sanità calabrese al collasso: medici insufficienti e burocrazia lenta

DN-ITA-240125 – La sanità calabrese continua a vivere una crisi profonda, nonostante il ritorno della gestione del piano di rientro nelle mani del presidente Roberto Occhiuto e l’approvazione dei bilanci di ASP e ospedali, che fino a poco tempo fa si affidavano a contabilità informali. I bandi per nuove assunzioni, come quelli per 159 posti in emergenza-urgenza, hanno registrato un’adesione minima, con appena tredici candidati, e non è chiaro quanti accetteranno l’incarico. Questa situazione acuisce una carenza cronica di personale medico che compromette il sistema sanitario regionale, già in affanno rispetto al resto del Paese. I livelli essenziali di assistenza mostrano solo un miglioramento apparente, limitato all’assistenza ospedaliera, mentre settori come la prevenzione, i servizi distrettuali e le emergenze rimangono gravemente insufficienti. La risposta sanitaria resta lenta e inefficace, come dimostra il recente caso di un paziente colpito da infarto che ha atteso un’ambulanza per ore, con un esito tragico. Un elemento che ha contribuito a tamponare l’emergenza è il supporto dei medici cubani, arrivati in Calabria un anno fa e distribuiti tra le principali strutture ospedaliere. Sebbene inizialmente criticato, il loro contributo è stato apprezzato e ha permesso di mantenere attivi diversi reparti. Tuttavia, il problema strutturale rimane: fondi inutilizzati, ospedali fuori norma e carenza di investimenti nella medicina territoriale continuano a ostacolare il miglioramento del sistema sanitario. Secondo gli esperti, rilanciare la sanità calabrese richiede interventi immediati e mirati, come il potenziamento della medicina territoriale, la creazione di ambulatori infermieristici e l’implementazione delle Case della comunità. Ma a frenare ogni progresso sono le lentezze burocratiche e la mancata valorizzazione delle risorse già disponibili, che lasciano la Calabria ancora lontana da una sanità efficiente e inclusiva. (Diogene Notizie)


Sanità italiana in crisi: pochi candidati per concorsi e posti vacanti

DN-ITA-240125 – Gli ospedali italiani affrontano una grave carenza di medici e infermieri, una situazione che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario. In molte regioni sono stati rilanciati i concorsi, come nel Lazio, dove si prevede un piano straordinario per assumere oltre novemila nuovi professionisti sanitari. Questa iniziativa dovrebbe essere rafforzata dall’abolizione del tetto di spesa per le assunzioni di personale sanitario, prevista a partire dal 2025 con l’ultimo decreto sulle liste d’attesa. Tuttavia, la scarsa partecipazione ai bandi è un problema significativo, causato da stipendi poco competitivi, turni estenuanti e un aumento delle aggressioni al personale sanitario, che rendono la professione sempre meno attrattiva. In Veneto, ad esempio, mancano almeno tremilacinquecento medici, ma molti concorsi non riescono a coprire i posti disponibili. Situazioni simili si verificano in altre regioni, come in Campania, dove un concorso per trecentosessantatré posti in medicina d’urgenza ha prodotto solo sessantadue candidati idonei, di cui appena cinquantuno hanno accettato l’incarico. In Alto Adige, molti posti in specialità come chirurgia pediatrica e psichiatria rimangono scoperti, costringendo le strutture a ricorrere a liberi professionisti e medici a chiamata. La carenza di infermieri è ancora più grave. Stipendi bassi e scarse opportunità di carriera hanno reso difficile coprire i numerosi posti vacanti. In Friuli Venezia Giulia, un concorso per seicentrotrentanove infermieri ha portato alla fine a soli centoventiquattro candidati idonei, a causa delle molte esclusioni nelle diverse fasi del processo selettivo. Gli esperti sottolineano che, oltre a migliorare le condizioni lavorative, è necessario semplificare le procedure di accesso al sistema sanitario. Le attuali normative, datate millenovecentottantotto, impongono tempi lunghi e più prove per superare i concorsi, aggravando ulteriormente la crisi del personale sanitario. (Diogene Notizie)


Danimarca: stop ai test discriminatori sulle famiglie groenlandesi

DN-EST-240125 – La decisione della Danimarca di sospendere i test psicometrici standardizzati per valutare la competenza genitoriale delle famiglie groenlandesi rappresenta un cambiamento significativo nelle politiche sociali. Questi test, che applicavano criteri poco adatti alla cultura inuit, avevano spesso portato all’allontanamento dei bambini dalle famiglie d’origine, creando divisioni e accuse di discriminazione. La Groenlandia, abitata prevalentemente da inuit, ha una lunga storia di rapporti complessi con la Danimarca, di cui è formalmente parte dal 1953. Sebbene abbia ottenuto maggiore autonomia negli anni, il trattamento delle sue comunità, specialmente quelle residenti in Danimarca, è stato spesso oggetto di critiche. Tra le controversie, uno studio del 2022 ha mostrato che i minori di origine groenlandese sono affidati a famiglie adottive con una frequenza molto maggiore rispetto a quelli danesi, evidenziando l’impatto di politiche ritenute discriminatorie. L’abbandono di questi test è stato accelerato anche da un caso recente che ha suscitato proteste. Una donna groenlandese in Danimarca è stata separata dal figlio appena nato, con i controversi test FKU tra le cause principali della decisione. Questo evento ha acceso un dibattito più ampio sui diritti delle minoranze e sull’adeguatezza degli strumenti utilizzati per valutarle. La scelta di abolire i test potrebbe quindi essere letta come un passo verso una maggiore sensibilità culturale e un tentativo di migliorare i rapporti tra Copenhagen e la Groenlandia. (Diogene Notizie)


Green Deal sotto accusa: fondi UE per lobbying delle ONG

DN-EST-240125 – Un’inchiesta del quotidiano olandese De Telegraaf ha rivelato che la Commissione Europea avrebbe utilizzato fondi comunitari per finanziare una rete di organizzazioni non governative con l’obiettivo di promuovere il Green Deal e l’agenda ambientale dell’ex commissario Frans Timmermans. Tra i finanziamenti, un contratto da 700 mila euro destinato a influenzare il dibattito sull’agricoltura è stato particolarmente criticato. Secondo il giornale, le ONG finanziate avrebbero avuto l’incarico di fare lobbying su europarlamentari e Stati membri per accelerare l’attuazione delle politiche green. Queste rivelazioni hanno riacceso le polemiche sul Green Deal, portando alcuni a parlare di un “Timmermans-Gate”. L’opposizione, in particolare i Conservatori e la Lega, ha denunciato un uso improprio dei fondi pubblici e richiesto maggiore trasparenza, sottolineando che le risorse sarebbero dovute andare a beneficio diretto degli agricoltori. Anche Coldiretti si è espressa contro quella che definisce una criminalizzazione ingiusta dei produttori agricoli. La Commissione Europea ha risposto che il programma Life finanzia entità no profit per supportare le politiche dell’Unione, ma ha ammesso che alcuni contratti specifici, che impongono attività di lobbying, sono stati inappropriati. Nel frattempo, il dibattito sull’efficacia e i limiti del Green Deal continua, con il presidente di turno dell’UE, Donald Tusk, che ha chiesto una revisione critica del patto per mantenere la competitività dell’Europa nel contesto globale. (Diogene Notizie)


Agricoltura italiana leader in Europa: valore aggiunto al top nel 2024

DN-ECO-240125 – L’agricoltura italiana torna a crescere, conquistando nel 2024 il primo posto in Europa per valore aggiunto. Secondo le stime preliminari dell’Istat, presentate a Roma, il settore ha registrato un incremento sia nella produzione (+1,4%) sia nel valore aggiunto (+3,5%), posizionandosi come leader nella categoria tra i Paesi dell’Unione Europea. La crescita è trainata principalmente dalle coltivazioni (+1,5%) e dal comparto zootecnico (+0,6%), mentre le attività dei servizi agricoli sono diminuite (-1,5%). Un contributo significativo arriva dalle attività secondarie, in crescita del 5,2%, dove l’Italia eccelle grazie alla produzione di energia elettrica e all’agriturismo. L’annata è stata particolarmente favorevole per la frutta (+5,4%), gli ortaggi freschi (+3,8%) e il vino (+3,5%), consolidando la leadership del Paese nella produzione vitivinicola e degli ortaggi. In calo invece cereali (-7,1%), olio d’oliva (-5%) e foraggi (-2,5%). I prezzi delle coltivazioni sono aumentati del 2,9%, mentre quelli del comparto zootecnico sono diminuiti (-2,2%), così come i costi di beni e servizi utilizzati nel settore (-4,5%). Nonostante i risultati positivi, il settore ha visto una riduzione dell’input di lavoro (-2,6%), più marcata rispetto alla media dell’UE27 (-0,9%). A livello europeo, il volume della produzione è aumentato dello 0,5%, con un lieve incremento del valore aggiunto (+0,2%). Tuttavia, l’Italia ha assunto la leadership in questa categoria, consolidando il suo ruolo di primo piano nel panorama agricolo europeo. (Diogene Notizie)


Referendum su lavoro e cittadinanza: al via la sfida di primavera

DN-ITA-240125 – La campagna referendaria per il lavoro e la cittadinanza degli extracomunitari è ufficialmente iniziata. Tra i cinque quesiti ammessi dalla Corte costituzionale, quattro sono stati promossi dalla Cgil e riguardano modifiche significative al mondo del lavoro, con l’obiettivo di abrogare norme introdotte negli ultimi anni, come il Jobs Act, e migliorare le tutele per i lavoratori. Il quinto quesito, sostenuto da +Europa, propone di ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza richiesto per ottenere la cittadinanza italiana. Sul piano lavorativo, il referendum mira a reintrodurre il reintegro per licenziamenti illegittimi nelle aziende con meno di quindici dipendenti, rimuovere il tetto massimo delle indennità per i licenziamenti ingiustificati, limitare l’uso dei contratti a termine e ampliare la responsabilità solidale negli infortuni sul lavoro. Questi temi hanno acceso il dibattito politico, con il sostegno di esponenti di opposizione e sindacati, ma hanno trovato resistenze in alcune aree del Partito Democratico e da parte dei riformisti. La Consulta, tuttavia, ha bocciato il quesito sull’autonomia differenziata, sostenendo che l’oggetto non fosse chiaro e che avrebbe richiesto una revisione costituzionale. Questo ha ridotto le possibilità di traino per la partecipazione al voto, rendendo più difficile raggiungere il quorum. La votazione, prevista per la primavera, potrebbe essere accorpata ad altre elezioni amministrative, come quelle di Genova. La sfida principale resta mobilitare gli elettori per affrontare temi che dividono l’opinione pubblica e che avranno un impatto significativo su lavoro e diritti di cittadinanza. (Diogene Notizie)


Italia: 390mila nuovi casi di tumore nel 2024, ma il 40% è prevenibile

DN-ITA-240125 – Nel 2024, in Italia si sono registrati 390mila nuovi casi di tumore, un dato stabile rispetto agli anni precedenti. La sopravvivenza continua a migliorare: la metà delle persone colpite riesce a guarire completamente. Tuttavia, il 40% dei tumori potrebbe essere evitato grazie alla prevenzione, adottando stili di vita sani come non fumare, fare attività fisica, seguire una dieta equilibrata e aderendo a programmi di vaccinazione e screening precoce. Nel 2025, Fondazione Airc celebra i suoi 60 anni di attività come principale polo privato di finanziamento della ricerca oncologica in Italia. Con oltre 141 milioni di euro investiti in 673 progetti di ricerca, 90 borse di studio e 8 programmi speciali, coinvolge 5.400 ricercatori impegnati nello studio e nella cura del cancro. La campagna di sensibilizzazione “Le arance della salute” è l’iniziativa di apertura dell’anno celebrativo, coinvolgendo 3.000 piazze italiane per raccogliere donazioni a sostegno della ricerca. I dati Airc rivelano che i tumori più frequenti nel 2024 sono stati: mammella (53.686 casi), colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016). Tra gli uomini prevalgono i tumori alla prostata, polmone, colon-retto e vescica, mentre tra le donne il 60% delle diagnosi riguarda mammella, colon-retto, polmone, endometrio e tiroide. Negli ultimi sessant’anni, i continui investimenti nella ricerca hanno permesso progressi significativi, dalla comprensione delle vulnerabilità genetiche dei tumori alla creazione di terapie più mirate. Innovazioni come l’immunoterapia e le cellule Car-T rappresentano frontiere della medicina di precisione, con l’Italia in prima linea. Un esempio è il lavoro sul microbiota intestinale condotto da Maria Rescigno, volto a sviluppare vaccini terapeutici contro il cancro, oggi vicini alla sperimentazione clinica. Questi successi sono resi possibili dal sostegno continuo alla ricerca, che resta un pilastro fondamentale nella lotta contro il cancro. (Diogene Notizie)


World Economic Forum 2025: iniziative globali su ambiente, tecnologia e pace

DN-EST-240125 – Il World Economic Forum 2025 ha ospitato diversi annunci e interventi di rilevanza globale. Il presidente della Repubblica Democratica del Congo ha presentato l’istituzione della Kivu to Kinshasa Green Corridor Reserve, destinata a diventare la più grande riserva di foresta tropicale al mondo, proteggendo 550.000 chilometri quadrati nel bacino del Congo. L’iniziativa punta non solo alla conservazione ambientale, ma anche allo sviluppo economico locale. In Asia, il primo ministro malese ha elogiato l’integrazione regionale nell’energia verde come leva per la crescita tecnologica, mentre il premier spagnolo ha chiesto riforme dell’Unione Europea per contrastare disinformazione e abusi sui social media, proponendo un ampliamento del Digital Services Act. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha evidenziato due minacce critiche: la crisi climatica e i rischi dell’intelligenza artificiale senza regolamentazione, invocando una collaborazione globale per sfruttare queste tecnologie in modo sicuro. Sul fronte politico, il nuovo governo siriano ha delineato piani per la ricostruzione dopo il crollo del regime di Assad, promettendo diritti civili e riforme settarie, mentre il ministro palestinese ha auspicato un futuro stabile dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Infine, l’Iran ha espresso speranze per un possibile ripensamento degli Stati Uniti sul Piano d’azione congiunto globale, sottolineando le conseguenze economiche del ritiro sull’intera popolazione iraniana. Questi interventi riflettono la complessità delle sfide globali e la necessità di soluzioni concertate. (Diogene Notizie)


Meta nel mirino: follow automatici a Trump e hashtag bloccati

DN-EST-240125 – Un problema tecnico su Instagram ha generato polemiche dopo che diversi utenti, tra cui celebrità come Demi Lovato e Gracie Abrams, hanno segnalato difficoltà nel smettere di seguire gli account del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, del vicepresidente JD Vance e della first lady Melania Trump. Secondo la CNN, alcuni utenti hanno notato che, nonostante i tentativi di smettere di seguire questi account, Meta li ricollegava automaticamente, portando alcuni a bloccarli come misura preventiva. Contestualmente, si è sollevata una controversia per il temporaneo blocco dell’hashtag #Democrat su Instagram, suscitando preoccupazioni sulla neutralità della piattaforma. Meta ha attribuito l’incidente a un problema tecnico generale nella funzione di ricerca degli hashtag e ha negato di forzare gli utenti a seguire gli account della nuova amministrazione statunitense. La società ha spiegato che i ritardi nella gestione delle richieste di follow e unfollow erano legati alla transizione presidenziale e al trasferimento degli account ufficiali, un processo standard che avviene a ogni cambio di amministrazione. Le tensioni sono ulteriormente alimentate dal crescente scetticismo verso Meta, accusata di orientarsi politicamente verso destra. Recenti decisioni, come la nomina di un dirigente repubblicano a capo della divisione politica, la revisione delle politiche sui comportamenti d’odio e lo scioglimento dei programmi di diversità e inclusione, hanno sollevato critiche. Inoltre, Meta ha interrotto i programmi di fact-checking di terze parti e modificato le sue politiche di moderazione dei contenuti. In un podcast, Mark Zuckerberg ha dichiarato che questi cambiamenti erano stati pianificati da tempo e miravano a migliorare la fiducia degli utenti dopo anni di critiche sull’eccessiva moderazione. La presenza di Zuckerberg e altri leader tecnologici all’insediamento di Trump ha ulteriormente accentuato le percezioni di un allineamento politico di Meta con l’amministrazione repubblicana. (Diogene Notizie)


Esodo degli indù dal Sindh: violenza, crisi economica e cambiamenti climatici

DN-EST-240125 – Un rapporto della Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP), intitolato “Esodo: la comunità indù sta abbandonando il Sindh?”, evidenzia una preoccupante tendenza alla migrazione delle famiglie indù dal Sindh. La causa principale è attribuita a una combinazione di violenza religiosa, difficoltà economiche e impatti del cambiamento climatico. Il rapporto denuncia l’incapacità dello Stato di proteggere questa minoranza vulnerabile. La violenza basata sulla fede, insieme alla crescente pressione economica e alla mancanza di sicurezza, spinge molti membri della comunità indù a lasciare il Pakistan, spesso emigrando verso l’India. Questa scelta comporta alti costi sociali ed emotivi, sottolineando la gravità della situazione. Durante la presentazione dei risultati, è stata evidenziata la sottostima della discriminazione contro gli indù nel Sindh. Le famiglie di caste superiori sono frequentemente prese di mira da bande criminali attraverso estorsioni, aggravando ulteriormente il deterioramento della sicurezza nella regione. Le donne indù affrontano inoltre minacce specifiche come rapimenti, conversioni forzate e matrimoni precoci, che rimangono problemi urgenti e irrisolti. Il rapporto propone una serie di raccomandazioni per affrontare questa crisi, tra cui la raccolta di dati sulla migrazione, l’istituzione di unità di sicurezza specializzate nelle aree più vulnerabili e l’adozione di leggi più severe contro le conversioni forzate e i matrimoni infantili. Inoltre, suggerisce una maggiore rappresentanza degli indù nelle forze dell’ordine e l’avvio di un dialogo costruttivo tra le autorità e le comunità locali per migliorare le condizioni di sicurezza e dignità. L’HRCP conclude il rapporto con un appello al governo del Sindh e a quello federale affinché intervengano con misure concrete per garantire protezione e giustizia alle comunità indù del Sindh, affrontando le cause profonde della loro vulnerabilità. (Diogene Notizie)