Amazon chiude in Quebec: 1700 licenziamenti anti-sindacali

Amazon ha annunciato la chiusura di tutti i suoi magazzini e attività logistiche nel Quebec, con la conseguente perdita di 1.700 posti di lavoro. Questa decisione segna un’inversione rispetto agli investimenti recenti dell’azienda nella provincia canadese, dove aveva aperto tre stazioni di consegna nel 2021 e una l’anno scorso.

In totale, gli investimenti hanno riguardato circa 2 milioni di piedi quadrati di attività, dimostrando l’importanza strategica del Quebec nelle operazioni logistiche di Amazon.

Nonostante queste investiture, l’azienda ha deciso di chiudere le sette strutture logistiche, spiegando che la mossa è necessaria per ridurre i costi a lungo termine e migliorare l’efficienza.

Amazon ha anche annunciato che, per continuare a servire i clienti, ripristinerà il modello operativo pre-2020, in cui i pacchi provenivano da altre province e venivano consegnati in Quebec tramite società di consegna terze.

Questa chiusura arriva dopo una serie di eventi legati alla sindacalizzazione in Quebec. Nel maggio 2022, i lavoratori di un magazzino Amazon a Laval, una città a nord di Montreal, hanno fondato il primo sindacato dell’azienda in Canada, con circa 230 dipendenti che hanno firmato per l’adesione. Questo ha innescato un conflitto con Amazon, che ha contestato la validità della sindacalizzazione.

L’azienda ha sostenuto che il processo di certificazione del sindacato non fosse valido, poiché i lavoratori avevano firmato le tessere sindacali senza un voto a scrutinio segreto. La questione è stata portata davanti ai tribunali e, sebbene Amazon avesse cercato di bloccare la sindacalizzazione, il tribunale provinciale del lavoro ha respinto le sue argomentazioni, riconoscendo il sindacato nel mese di ottobre 2022.

Il conflitto tra Amazon e i sindacati non è nuovo: la provincia del Quebec ha il tasso di sindacalizzazione più alto del Canada, con circa il 40% dei lavoratori rappresentati da sindacati, un dato significativamente superiore rispetto agli Stati Uniti. In passato, anche altri giganti del retail, come Walmart, hanno incontrato difficoltà nel stabilire una solida presenza logistica nel Quebec proprio a causa delle forti tradizioni sindacali.

L’annuncio di Amazon ha suscitato forti reazioni da parte dei politici e dei sindacati. François-Philippe Champagne, Ministro federale dell’Innovazione, ha espresso pubblicamente la sua delusione, dichiarando che tale decisione non è in linea con le pratiche d’affari in Canada.

Caroline Senneville, presidente della Confédération des Syndicats Nationaux (CSN), ha accusato Amazon di soffocare la campagna sindacale sin dall’inizio, parlando di “licenziamenti mascherati” e definendo la mossa un “schiaffo in faccia” ai lavoratori del Quebec.

La decisione di Amazon di chiudere le sue strutture logistiche in Quebec è particolarmente significativa perché contrasta con la strategia che l’azienda ha sempre promosso: quella di avvicinare i magazzini ai grandi centri abitati per ridurre i tempi di consegna e ottimizzare i costi operativi.

Il Quebec, con la sua vasta area metropolitana di Montreal, è una regione cruciale per Amazon, ma la crescente sindacalizzazione sembra aver avuto un impatto sulle scelte strategiche dell’azienda.

Dal punto di vista politico, il Primo Ministro del Quebec, François Legault, ha commentato la situazione definendo la decisione di Amazon una “scelta privata dell’azienda”. Tuttavia, ha espresso solidarietà per le famiglie coinvolte, mentre il Ministro del Lavoro Jean Boulet ha promesso il supporto del governo provinciale per aiutare i lavoratori licenziati a trovare nuove opportunità di impiego.

Questa chiusura, che coinvolge un numero significativo di lavoratori, non fa che accentuare le difficoltà di Amazon nel gestire le dinamiche sindacali in una provincia con una forte tradizione di protezione dei diritti dei lavoratori. Inoltre, l’incertezza sulle future scelte logistiche e la crescente attenzione politica alla questione sindacale potrebbero segnare un punto di svolta nelle operazioni dell’azienda in Canada.

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