Abusi

di Alfredo Facchini

Se non l’avessero prima pestato e poi soffocato ieri Federico Aldrovandi avrebbe compiuto 35 anni.

Ferrara 25 settembre del 2005. Prima dell’alba, Federico, di ritorno da un concerto, viene fermato dalla polizia per un controllo. Finisce male, in tragedia.

I quattro agenti – secondo quanto è stato ricostruito – si accaniscono su di lui con i manganelli. Dopo averlo pestato a sangue, per immobilizzarlo lo schiacciano a terra portandolo all’«asfissia posturale» e alla morte per soffocamento.

Arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale le cause del decesso.

A terra, sul luogo dei fatti, a testimonianza della furia degli agenti in divisa vengono trovati due manganelli spezzati.

Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi:«Mio figlio Federico è morto nello stesso modo di George Floyd. Schiacciato sotto le ginocchia e il peso di un poliziotto mentre chiedeva aiuto e diceva di non riuscire a respirare».

La Corte di Cassazione nel 2009 ha stabilito che la morte del ragazzo è stata causata da un eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi da parte dei quattro agenti della questura di Ferrara.

Legittimo?

Gli agenti, Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri, sono stati definitivamente condannati a tre anni e mezzo di carcere per omicidio colposo, poi divenuti sei mesi grazie all’indulto. Un buffetto.

Parallelamente è stato aperto un secondo processo a carico di quattro agenti di polizia accusati di aver pilotato le indagini allo scopo di proteggere i colleghi. Depistaggi.

Lino, il padre di Federico:«In merito alla morte di mio figlio continuo a pensare che non sia stata scritta tutta la verità. Secondo me resta per esempio irrisolto il perché quegli agenti di polizia abbiamo agito in quel modo, qual era lo stato psicofisico nel quale operavano».

Ma non è tutto:«E poi resta sempre il grande dubbio perché, anche a fronte delle parole dei giudici nelle sentenze, sia stato ritenuto un omicidio colposo e non preterintenzionale come minimo. E poi c’è stato chi ha ritenuto di non dover chiedere scusa».

Federico ucciso a 18 anni da quattro poliziotti violenti.

Alfredo Facchini