Secondo la Banca mondiale l’economia di Pechino crescerà a un ritmo più lento rispetto al resto dell’Asia orientale quest’anno, poiché la politica cinese Zero Covid ha portato a una chiusura delle attività nel Paese che colpisce centinaia di migliaia di cittadini. Naturalmente anche l’invasione russa dell’Ucraina e il suo impatto sui prezzi e sull’offerta dell’energia e dei generi alimentari sta pesando sull’economia cinese.
La Cina ha cercato di stimolare la crescita attraverso investimenti in infrastrutture, ma le misure draconiane per frenare il covid, attraverso una rigorosa politica zero covid, hanno aggravato la miseria delle persone. Martedì scorso la Banca mondiale ha ridotto la proiezione della crescita economica cinese per il 2022 al 2,8%, indicandone la causa proprio nella politica Zero Covid di Pechino, oltre alla crisi immobiliare dilagante.
La politica Zero Covid della Cina in base alla quale sono stati imposti blocchi totali o parziali nei principali centri, ha avuto un impatto negativo sulle imprese. Nel paese sono stati implementati blocchi più severi poiché quest’anno continuano a essere segnalate molte infezioni da coronavirus. Molte persone sono rimaste disoccupate e sottoccupate, soprattutto nei settori dei servizi, a causa dei ripetuti blocchi in diverse parti del Paese.
I blocchi hanno colpito la produzione in fabbrica e le catene di approvvigionamento e hanno causato ritardi nelle spedizioni di merci nel resto del mondo e i prezzi al consumo nel paese sono aumentati del 2,5% a causa del freno alla domanda.
La Cina è uno degli ultimi posti al mondo che ancora applica rigorose misure Cero Covid, un approccio pesante che ha visto dozzine di quartieri in tutta Shenzhen identificati come “aree ad alto rischio” e sottoposti a severi ordini di blocco. Negli ultimi due anni, mentre il resto del mondo andava lentamente riducendo le misure di sicurezza, la Cina ha continuato ad adottare misure così severe che gli osservatori ritengono più di principio che effettive nel debellare il contagio.
I video condivisi dai residenti sui social media mostrano barriere di metallo, alcune sormontate da filo spinato, erette all’esterno degli edifici residenziali, che impediscono ai residenti di andarsene, come ha documentato in più occasioni anche il network statunitense della Cnn. Infinite restrizioni che hanno sconvolto la vita quotidiana e inferto un duro colpo all’economia. A luglio, la disoccupazione giovanile in Cina ha raggiunto un livello record, con un giovane su cinque senza lavoro.



