Venezia, una proposta di legge per ridurre le case popolari

Una nuova proposta di legge regionale intende ridurre le case popolari a Venezia. La proposta avanzata da esponenti della maggioranza di destra prevede, esclusivamente per centro storico e isole, di convertire un numero illimitato di alloggi Erp, ovvero case popolari destinate a famiglie in graduatoria per locarle al cosiddetto ceto medio.

La proposta di legge regionale e’ la 106 firmata da De Berti e Tomaello (ex sindaco di Venezia), e riguarda la riforma del social housing ovvero quello che nella sua versione italiana, dovrebbe riguardare le case date a canone calmierato a chi non rientra nei criteri per accedere a una casa Erp, o casa popolare.

Questa proposta socialmente indecente reca un articolo, per ora, dedicato al comune di Venezia, che secondo la proposta di legge prenderebbe in gestione tutti gli alloggi di Ater nel centro storico e nelle isole.

Questa folle idea ha ricevuto l’assenso convinto dell’amministrazione comunale di destra, che non vede l’ora, in sostanza, di poter gestire gli alloggi Ater nella Venezia insulare. L’articolo prevede la costituzione di una commissione comune – regione, che deciderebbe quali case Ater passare da un ente all’altro.

Ma la proposta oscena e indegna e’ un’altra. E’ quella che queste case saranno scippate alle famiglie nella graduatoria per assegnarle al cosiddetto social housing, a famiglie che possono pagare affitti piu alti di quelli popolari.
Si tratta di una deroga, per ora, proposta solo per Venezia e isole.

Questo non solo rappresenta un furto nei confronti di famiglie povere ma siamo di fronte al tentativo di una modifica profonda e definitiva del tessuto urbano di Venezia nel parco abitativo Erp, appunto dellle case popolari, quelle destinate a persone a basso reddito.

Siamo di fronte ad una sostituzione di soggetti sociali poveri esclusi da altri soggetti sociali più solvibili. Questo avverrebbe in deroga ai limiti già previsti dalla legge regionale vigente, che dice che solo un massimo del 2%, ed e’ già tanto, del patrimonio residenziale pubblico (Erp) può essere destinato a persone che non rientrano nei criteri Erp, ad esempio il personale Ulss o vittime di violenza.

Per ora, come detto, la deroga riguarderebbe solo le case Ater di Venezia e isole ma nulla vieterebbe in futuro la sua estensione ad altri comuni del Veneto.

In tale contesto segnalo che la consigliera Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, veneziana, ha dichiarato che pur riconoscendo la necessità di alloggi per persone di medio reddito, la risposta a chi oggi si trova in difficoltà non può essere sottrarre alloggi a chi ha già diritto alla casa pubblica ed è in attesa dell’assegnazione.

Ha ragione, ma, questa coraggiosa, presa di posizione dovrebbe trasferirla anche ai suoi colleghi progressisti che governano città nelle quali questa “sostituzione” avviene da anni come ad esempio a Milano.

Questa proposta di legge è grave e pericolosa perché rischia di tradursi in una insostenibile riduzione di case a disposizione dele 10 mila famiglie venete collocate nelle graduatorie, di cui circa 2.500 nel comune di Venezia.

E’ del tutto evidente che Il social housing puo’ avere un suo ruolo positivo se pubblico e soprattutto aggiuntivo al patrimonio di case popolari esistente non sostituendo e depredando le (poche) case popolari già presenti.

Inoltre è del tutto evidente che il primo obbiettivo è quello di mettere le mani sulle centinaia di case popolari chiuse a Venezia, per mancanza di manutenzioni, che oggi con il piano casa del governo potrebbero essere recuperate e assegnate alla graduatoria.

Evidentemente Venezia anticipa i desiderata non detti del governo che pensa di recuperare questi alloggi per trasformarli in social housing o venderli. Il gioco è chiaro.

Lo dice anche Tomaello, ex sindaco di Venezia, che nel centro di Venezia non possono esserci famiglie che pagano affitti bassi che sono fuori mercato. Questo è il punto. Sono i poveri che vanno estinti non la povertà.

Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini