Acqua del rubinetto, cresce il consumo in Italia

Bere acqua del rubinetto è ormai un’abitudine per la grande maggioranza degli italiani. Secondo l’indagine 2026 di Aqua Italia, l’associazione dei costruttori di impianti per il trattamento delle acque primarie federata Anima Confindustria, l’83,4% degli intervistati dichiara di aver consumato acqua del rubinetto, trattata o non trattata, negli ultimi dodici mesi. Tra questi, il 60% afferma di berla “sempre” o “quasi sempre”.

Il dato conferma un cambiamento di lungo periodo. Nel 2016 la quota di chi beveva acqua del rubinetto era ferma al 71,8%; dieci anni dopo supera gli otto italiani su dieci. Anche il consumo abituale cresce, passando dal 43,9% al 49,8% sull’intero campione. Non si tratta quindi soltanto di una scelta occasionale, ma di una pratica che si sta consolidando.

Le ragioni principali sono tre e appaiono ormai molto vicine tra loro: comodità, risparmio e attenzione ambientale. La comodità resta al primo posto, indicata dal 31% degli intervistati, ma il risparmio economico segue al 28,6% e l’ambiente al 28,4%.

Quest’ultima motivazione è quella che mostra la crescita più evidente: nel 2016 pesava appena per l’11,3%, oggi è più che raddoppiata. Seguono la percezione di maggiori controlli sulla qualità dell’acqua, al 23,3%, e il gusto, al 20,4%.

Proprio il tema del risparmio diventa più significativo se confrontato con il peso che l’acqua in bottiglia continua ad avere nei consumi italiani. Nonostante la fiducia crescente nell’acqua di rete, l’Italia resta infatti tra i Paesi europei che consumano più acqua minerale confezionata: oltre 15 miliardi di litri l’anno, pari a circa 257 litri pro capite.

Tradotto in spesa familiare, significa che l’acqua in bottiglia può valere alcune centinaia di euro l’anno per un nucleo domestico, a seconda dei prezzi e delle abitudini di acquisto.

Il confronto è ancora più rilevante se si considera che la bolletta idrica copre tutti gli usi domestici dell’acqua, non solo quella da bere. Secondo il XXI Rapporto sul servizio idrico integrato di Cittadinanzattiva, nel 2025 la spesa media per una famiglia tipo di tre persone è stata di 528 euro l’anno, in aumento del 5,4% rispetto al 2024. Una parte della spesa per l’acqua minerale si somma dunque a una bolletta già cresciuta, rendendo il passaggio al rubinetto una scelta non solo ambientale, ma anche economica.

“The Water Is Important …….Stop to the Flow” by rogilde – roberto la forgia is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

L’indagine fotografa però un’Italia divisa. Il Nord Est e l’Emilia Romagna sono le aree più favorevoli all’acqua del rubinetto: tra chi la beve, il consumo abituale arriva al 70,4% e la percezione di sicurezza raggiunge il 45,4%. Al contrario, Sud e Sicilia mostrano ancora maggiore prudenza: il consumo abituale si ferma al 54,5% e la percezione di sicurezza al 25,9%, dieci punti sotto la media nazionale.

Nel Nord Ovest si registrano consumi e fiducia in crescita, mentre nel Centro e in Sardegna il quadro appare più stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Cresce anche il ricorso ai sistemi domestici di trattamento dell’acqua potabile. Nel 2016 li utilizzava il 18,1% del campione; nel 2026 la quota è salita al 39,6%. Tra chi non li usa, uno su tre dichiara interesse a installarne uno in futuro.

È un dato che segnala una domanda crescente di sicurezza percepita, gusto e personalizzazione del consumo, ma anche il rischio che la fiducia nell’acqua pubblica passi sempre più attraverso dispositivi privati.

Per il presidente di Aqua Italia, Lorenzo Tadini, i risultati raccontano “un cambiamento profondo nel rapporto degli italiani con l’acqua del rubinetto”: non più soltanto una scelta legata a comodità e risparmio, ma un comportamento sostenuto da maggiore consapevolezza ambientale e da una fiducia in crescita.

Restano però differenze territoriali importanti, che chiamano in causa informazione, manutenzione delle reti e qualità del servizio.

Il quadro complessivo è quindi ambivalente. Da un lato, l’acqua del rubinetto guadagna terreno e appare sempre più normale nelle abitudini quotidiane. Dall’altro, il consumo di acqua in bottiglia resta elevatissimo e continua a pesare su bilanci familiari, rifiuti, trasporti e gestione delle risorse.

La sfida, a questo punto, non è soltanto convincere più italiani a bere acqua del rubinetto, ma rendere questa scelta credibile e accessibile in tutto il Paese.

“The Water Is Important …….Stop to the Flow” by rogilde – roberto la forgia is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.