In Cambogia continuano le violazioni dei diritti umani. La denuncia dal Relatore Onu sui diritti umani. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Cambogia, Vitit Muntarbhorn, ha espresso profonda preoccupazione per la restrizione dello spazio civico e politico nel Paese.
“I partiti di opposizione sono stati indeboliti da elezioni che non sono state né libere né eque negli ultimi anni. La stessa cricca ha goduto di un potere monopolistico nonostante i cambiamenti intergenerazionali”, ha affermato Muntarbhorn in un comunicato.
Nel suo rapporto alla 60ma sessione del Consiglio per i diritti umani, il relatore speciale ha avvertito che, nonostante i progressi sociali ed economici – comprese le misure di protezione sociale per le persone in povertà – dissidenti politici, ambientalisti e difensori dei diritti umani continuano a essere molestati, arrestati, perseguiti e detenuti in violazione dei diritti umani.
L’esperto ha invitato le autorità cambogiane a ritirare le accuse contro gli oppositori politici, a rilasciare coloro che sono detenuti e a rispettare una serie di raccomandazioni per aprire uno spazio civico e politico da lui formulate nell’Agenda d’azione per i diritti umani in Cambogia.

Muntarbhorn ha inoltre espresso preoccupazione per una nuova legge che consente alle autorità di revocare la nazionalità cambogiana a coloro che sono ritenuti traditori o collusi con elementi stranieri.
“La nuova legge sulla nazionalità non dovrebbe essere applicata a causa del suo eccessivo potere di revocare la nazionalità cambogiana, chiaramente mirato a intimidire i dissidenti all’estero”, ha affermato.
Il rapporto evidenzia questioni relative alle risorse, come il legame tra magnati e chi detiene il potere, e la criminalizzazione degli ambientalisti e delle popolazioni indigene che protestano contro le intrusioni e gli sfratti.
Il relatore speciale ha inoltre espresso sostegno all’effettiva attuazione dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto alla fine di luglio 2025.
Ha sottolineato la necessità di assistere i civili colpiti dalla situazione.
“E’ giunto il momento di prevenire e astenersi dalla disinformazione, e di allentare le tensioni attraverso il dialogo, la comprensione reciproca e le pratiche umanitarie”, ha affermato l’esperto.



