Mentre sventola la bandiera della libertà, il Dipartimento di Stato Usa prepara una stretta che ha poco a che fare con i principi fondanti della democrazia. Con il pretesto della “sicurezza nazionale”, l’amministrazione Trump – per mano del Segretario di Stato Marco Rubio – ha annunciato una misura inquietante: ogni studente straniero e ricercatore accademico che richieda un visto F, M o J sarà costretto a sottoporsi a un controllo approfondito dei propri account social, con l’obiettivo di individuare eventuali “ostilità” verso gli Stati Uniti.
Nessuna definizione chiara di cosa significhi “ostilità”. Nessuna garanzia su come verranno usati questi dati. Solo la richiesta, impositiva, che i candidati rendano accessibili i loro profili personali – in palese violazione della privacy e della libertà di pensiero. Un controllo che trasforma le opinioni in prove d’accusa, i post in sentenze preventive.
Un filtro ideologico mascherato da sicurezza
Dietro il linguaggio burocratico e le dichiarazioni ufficiali, emerge una visione distorta e pericolosa della libertà accademica. Le università americane – per anni faro di pensiero critico e confronto globale – sembrano ora diventare laboratori di conformismo ideologico. Il vero obiettivo? Epurare i campus da voci critiche, soprattutto quelle di studenti e accademici stranieri che osano dissentire dalla linea politica del governo statunitense.
Lo ha detto chiaramente Rubio: tra i bersagli ci sono studenti cinesi, considerati “a rischio” per presunti legami con il Partito Comunista, e studenti arabi e palestinesi, accusati – senza prove – di minare la politica estera americana, in particolare per aver espresso solidarietà alla popolazione di Gaza. Il caso di Mahmoud Khalil, giovane attivista della Columbia University, la dice lunga: privato della green card e arrestato per “minaccia alla sicurezza”, semplicemente per le sue opinioni.

La grande ipocrisia: intellettuali benvenuti solo se allineati
Le università statunitensi incassano miliardi dalle rette degli studenti stranieri, che spesso rappresentano la linfa vitale di facoltà scientifiche e progetti di ricerca. Nel 2023, oltre 1,3 milioni di titoli di studio sono stati conferiti a studenti internazionali, mentre visiting scholar provenienti da tutto il mondo hanno contribuito alla produzione accademica americana.
Eppure, questi stessi studenti oggi vengono trattati come sospetti, sottoposti a interrogatori digitali, schedature e minacce di espulsione per un semplice tweet. È la criminalizzazione del pensiero critico, applicata selettivamente in base alla nazionalità, all’orientamento politico o all’attivismo. Un sistema che non protegge la libertà, ma la tradisce.
Il rischio: creare una generazione globale di autocensura
La nuova linea imposta dal Dipartimento di Stato non è solo repressiva: è intimidatoria. Costringe i giovani, le menti brillanti che scelgono gli USA per studiare, a censurarsi, a rinunciare alla propria identità politica, a evitare ogni espressione di dissenso. Pena: la revoca del visto, l’espulsione, la fine di un progetto di vita.
In nome della sicurezza, si introduce una forma di razzismo digitale, in cui la provenienza geografica e il pensiero diventano criteri discriminatori. Questo non è controllo. È persecuzione selettiva. È una degenerazione del potere pubblico che mina l’essenza stessa dell’università come luogo di confronto e crescita.
Un precedente pericoloso per il mondo accademico globale
La vicenda segna un punto di svolta oscuro per la politica dei visti americani. Non è solo una questione burocratica, ma una frattura profonda tra gli Stati Uniti e i valori che pretendono di rappresentare. Invece di combattere l’odio, si punisce il dissenso. Invece di difendere la libertà, si impongono silenzi.
E mentre l’amministrazione ostenta “trasparenza” parlando di intelligenza artificiale e strumenti di controllo “disponibili”, cresce la paura tra studenti, professori, ricercatori. Paura di essere giudicati non per ciò che fanno, ma per ciò che pensano. E questa, in una democrazia, è una deriva intollerabile.



