Liberazione dal bisogno di casa, mobilitazione europea

I numeri parlano chiaro: in Europa la Casa è un lusso sempre più insostenibile: l’impennata dei costi abitativi ha raggiunto livelli allarmanti.

Nel 2023, i costi abitativi hanno inciso in media per il 19,7% sul reddito disponibile delle famiglie europee. Un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto al periodo 2013–2019, quando si era registrato un calo complessivo dell’11,5%. Nelle aree rurali, la quota scende al 7%, ma il divario urbano resta marcato.

Per le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, la situazione è ben più drammatica: in media, il 38,2% del loro reddito viene assorbito dalle spese per la casa. In alcuni paesi, questa percentuale supera addirittura il 50%. In Grecia, ad esempio, le famiglie più fragili destinano il 62,4% delle proprie risorse all’alloggio. In Danimarca si arriva al 57%.

La carenza di alloggi a prezzi sostenibili peggiora di giorno in giorno e l’offerta di alloggi sociali è in calo in tutta Europa, solo il 12% del totale con liste d’attesa lunghe anche decenni. Anche le condizioni abitative restano diseguali: circa il 17% della popolazione vive in case sovraffollate, mentre solo il 33% abita in abitazioni sottoutilizzate. Nel 2023 più dell’11% degli europei non ha potuto riscaldare adeguatamente la propria casa. I paesi più colpiti sono Spagna e Portogallo 20,8% Bulgaria 20,7% Grecia: 19,2. I gruppi più vulnerabili includono famiglie monoparentali e donne sole.

Finora, nessuna delle misure adottate sembra aver invertito questa tendenza.

Un quadro che evidenzia come la crisi abitativa sia una questione strutturale, non solo una questione di disponibilità di case, ma anche di giustizia sociale e redistribuzione del reddito. Per chi ha meno, la casa è ormai diventata un lusso. E un numero crescente di giovani si trova a fare i conti con una realtà che mina non solo il loro presente, ma anche le prospettive per il futuro.

Non è più tempo di piccoli correttivi o di modeste riforme. Serve un cambio di passo, servono politiche strutturali e ambiziose. Ora. Non è un caso che le mobilitazioni in Europa per il diritto alla casa si stanno facendo sempre più frequenti, massicce e coordinate e nel momento in cui il “ReArm Europe” annuncia i tagli alla spesa sociale.

Oggi, 25 aprile, e domani, 26 aprile, si terranno mobilitazioni in 57 città, 22 Paesi in tutto il mondo promosse dalla rete Assemblea Popolare Internazionale per l’Abitare, che riunisce migliaia di attivisti da decine di paesi. In una dichiarazione congiunta, gli organizzatori affermano: “Oltre 90 movimenti sociali e reti, scendono in piazza il 25 e 26 aprile per una grande mobilitazione globale a difesa del diritto alla casa.”

In Italia, le iniziative si moltiplicano: a Roma, raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che vuole inserire il diritto alla casa nella Costituzione (promossa dall’Unione Inquilini); a Bologna, appuntamento alle 12:00 in Piazza dell’Unità (PLAT – Piattaforma di Intervento Sociale); a Padova, corteo contro il Decreto Sicurezza e raccolta firme per il diritto all’abitare (Unione Inquilini – International Alliance of Inhabitants). Manifestazioni previste anche a Rimini (Casa Madiba), Milano (Chiediamo Casa) e Torino (Vuoti a rendere).

I promotori denunciano la complicità dei governi con la speculazione e la crisi abitativa: “Basta con l’avidità di fondi d’investimento, locatori e governi che alimentano sfratti e gentrificazione. Difendiamo il diritto umano alla casa contro sfratti, sgomberi e l’espulsione degli abitanti da quartieri e città.”

La rete globale è nata nel novembre 2024 a Barcellona, durante la prima Assemblea Popolare Internazionale per l’Abitare, con l’obiettivo di unire le lotte urbane e rurali in una battaglia comune: «La crisi abitativa è globale e richiede una risposta globale.»

Le rivendicazioni includono:
Milioni di case vuote mentre persone dormono per strada: basta speculazione, requisizione degli immobili sfitti, casa subito per chi ne ha bisogno.
Fine della mercificazione della casa: l’abitare deve diventare un diritto garantito.
Controllo degli affitti, stop alla speculazione e protezione delle comunità locali.
Case dignitose e accessibili per tutti: investimenti in edilizia pubblica sostenibile, sotto controllo comunitario.
Una mobilitazione che vuole rimettere al centro un principio semplice quanto rivoluzionario: la casa è un diritto, non una merce.

https://www.destatis.de/Europa/EN/Home/_node.html

https://www.housingeurope.eu/the-2024-autumn-package-zooms-in-on-housing-cost-overburden-and-deepening-social-exclusion/

https://www.feantsa.org/public/user/Activities/events/2024/9th_overview/EN_Chap/3.pdf

Olga Nassis è un’antropologa, esperta in tematiche dell’abitare