Il Qatar fornirà gas alla Siria. Cresce il suo ruolo geopolitico

Il Qatar si appresta a fornire gas alla Siria attraverso la Giordania, un’operazione che mira a migliorare la fornitura di elettricità nel Paese e a sostenere la nuova amministrazione di Damasco. L’indiscrezione proviene dall’agenzia Reuters. Se confermata, la notizia segna un cambiamento significativo nella politica regionale del Qatar, storicamente tra i più feroci oppositori dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad.

Il progetto, che avrebbe ricevuto l’approvazione degli Stati Uniti, prevede il trasporto del gas fino alla centrale elettrica di Deir Ali, con un potenziale aumento della produzione di 400 megawatt. L’iniziativa rappresenta un segnale chiaro del crescente peso diplomatico ed economico del Qatar nello scacchiere mediorientale.

Il Qatar è una monarchia assoluta guidata dalla famiglia Al Thani, che detiene il potere dal XIX secolo. L’attuale emiro, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, governa senza un sistema parlamentare democratico, sebbene esista un’Assemblea consultiva con poteri limitati.

Il Paese applica la Sharia come fonte principale del diritto, con leggi severe in materia di libertà di espressione, diritti delle donne e comunità LGBTQ+. Nonostante le riforme economiche e alcune aperture nei settori del lavoro e della governance, il sistema politico rimane fortemente centralizzato e privo di opposizione reale.

Negli ultimi anni, il Qatar ha rafforzato il suo peso diplomatico, imponendosi come mediatore nei conflitti più complessi della regione. Nel conflitto israelo-palestinese, Doha ha giocato un ruolo chiave nell’apertura del valico umanitario di Rafah e nella liberazione di ostaggi detenuti da Hamas.

Il Qatar ospita dal 2012 un ufficio politico dell’organizzazione islamista a Doha, una scelta che ha suscitato critiche ma che gli ha garantito un canale di comunicazione privilegiato con Hamas, utilizzato per facilitare i negoziati tra le parti.

Allo stesso modo, nel conflitto tra Russia e Ucraina, il Qatar ha assunto un ruolo di mediatore nella restituzione di bambini ucraini separati dalle loro famiglie e deportati in Russia. Questo intervento ha permesso il rimpatrio di diversi minori nel 2023 e ha rafforzato il posizionamento diplomatico del Paese anche al di fuori del Medio Oriente.

Parallelamente all’attività diplomatica, il Qatar ha costruito un’economia solida, fondata principalmente sull’estrazione e l’esportazione di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio. L’Unione Europea è uno dei principali partner commerciali di Doha, con un forte interesse nell’incrementare le importazioni di gas qatariota per ridurre la dipendenza dalla Russia.

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Gli investimenti del Qatar in Europa si estendono anche a settori chiave come quello finanziario e delle infrastrutture: il fondo sovrano Qatar Investment Authority detiene partecipazioni in aziende come Volkswagen, Barclays e Sainsbury’s, oltre ad avere acquisito il 100% dei grandi magazzini Harrods a Londra.

Oltre all’Occidente, il Qatar ha mantenuto rapporti strategici con le nazioni del Golfo e con paesi chiave come la Turchia e l’Iran. Dopo la crisi diplomatica del 2017, che lo aveva visto sotto embargo da parte di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, Doha ha rafforzato le proprie alleanze e ha ripreso i rapporti con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Con l’Iran, il Qatar condivide il gigantesco giacimento di gas di South Pars/North Dome, il più grande al mondo, elemento che lo ha costretto a mantenere una cooperazione pragmatica con Teheran.

Il ruolo internazionale del Qatar è rafforzato dalla presenza della base militare di Al Udeid, la più grande installazione americana in Medio Oriente, che ospita il comando centrale delle operazioni statunitensi nella regione. Questo garantisce al Paese una protezione strategica e influenza politica, consolidando il suo legame con Washington, nonostante una politica estera spesso ambivalente.

La contraddizione tra la presenza di una base militare americana e i rapporti con gruppi come Hamas è uno degli elementi più peculiari della politica estera qatariota. Il Qatar ha sempre mantenuto una strategia di equilibrio tra i vari attori regionali, finanziando gruppi islamisti e fornendo aiuti ai talebani e ad Hamas, mentre al contempo rafforza le relazioni con Washington.

Questo doppio binario permette a Doha di porsi come mediatore indispensabile nei conflitti regionali, assicurandosi protezione militare dagli Stati Uniti senza rinunciare alla sua influenza nel mondo islamico radicale.

Guardando al futuro, il Qatar continuerà a sfruttare la sua posizione privilegiata come fornitore energetico e mediatore internazionale. Il suo ruolo nei conflitti regionali lo pone come interlocutore privilegiato per Stati Uniti, Unione Europea e altre potenze globali.

Tuttavia, dovrà affrontare sfide legate alla pressione per riforme interne, in particolare nel rispetto dei diritti umani e delle condizioni dei lavoratori migranti, tema che ha attirato critiche e proteste internazionali durante i Mondiali di calcio del 2022. Nella costruzione degli stadi e delle strutture per quell’evento sportivo, nonostante le smentite ufficiali, secondo le organizzazioni sindacali internazionali sono morti almeno 6mila lavoratori.

Nel complesso, il Qatar ha dimostrato che, nonostante le sue dimensioni ridotte, può giocare un ruolo centrale nella politica globale. Grazie a una combinazione di ricchezza energetica, investimenti strategici e un’abile diplomazia, Doha si è affermata come un attore imprescindibile nel panorama geopolitico di questi ultimi anni.

Tamim bin Hamad Al Thani, Emiro del Qatar, Di Khamenei.ir, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=160705378