L’accesso alle mense scolastiche è un tema di crescente rilevanza in Italia, soprattutto alla luce delle disuguaglianze territoriali e delle difficoltà economiche che colpiscono molte famiglie. Nonostante il ruolo cruciale delle mense nel garantire un’alimentazione sana e momenti di socializzazione per i bambini, la copertura del servizio rimane fortemente disomogenea, con ampie fasce della popolazione scolastica, soprattutto nelle regioni del Sud, che non possono usufruirne.
Il recente rapporto di Save the Children, “Scuole disuguali”, ha portato alla luce dati allarmanti sulle disparità nell’accesso a questo servizio essenziale, evidenziando come le aree più svantaggiate siano le più colpite.
Secondo i dati più recenti, solo una parte degli studenti italiani ha accesso alle mense scolastiche. In media, il servizio è garantito al 37% degli alunni della scuola primaria e a una percentuale ancora inferiore nelle scuole dell’infanzia e secondarie.
Tuttavia, il dato varia notevolmente tra le regioni: nelle province del Sud, meno del 10% degli alunni usufruisce delle mense scolastiche, con punte critiche in regioni come Calabria, Campania e Sicilia. Qui, la mancanza di infrastrutture adeguate e di risorse economiche per sostenere il servizio limita l’accesso alla mensa a una minoranza di studenti.
Nel Nord Italia, la situazione è decisamente migliore. Ad esempio, in regioni come Lombardia e Emilia-Romagna, oltre il 60% degli alunni accede regolarmente alla mensa scolastica. Tuttavia, anche in queste regioni rimane una discrepanza tra aree urbane e rurali, con le seconde spesso meno servite.
Secondo le stime, sono circa 2 milioni i bambini in Italia che non hanno accesso alla mensa scolastica, una mancanza che incide non solo sull’alimentazione dei più piccoli, ma anche sulla possibilità di restare a scuola per l’intera giornata e di usufruire di servizi integrativi come il doposcuola.
Le stime di Istat e Save the Children indicano che il servizio mensa copre meno del 40% degli studenti delle scuole primarie e una percentuale ancora più bassa nelle scuole secondarie.
Considerando che la popolazione scolastica totale in Italia si aggira attorno ai 7,5 milioni di studenti, di cui circa 5 milioni nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, possiamo dedurre che circa 2 milioni di alunni non abbiano accesso a una mensa scolastica, specialmente nelle regioni meridionali e insulari, dove il servizio è meno diffuso.
Le cause di questa situazione sono molteplici e vanno dalla povertà economica delle famiglie al divario infrastrutturale tra Nord e Sud. In molte regioni meridionali, le amministrazioni locali faticano a garantire i fondi necessari per gestire un servizio mensa efficiente. Questo si traduce in una copertura ridotta, con molte scuole che non possono offrire il servizio o lo offrono solo a una parte limitata degli studenti.
Inoltre, la povertà educativa incide fortemente sull’accesso alla mensa. Le famiglie che vivono in condizioni di disagio economico spesso non riescono a coprire i costi del servizio, che possono arrivare a pesare notevolmente sul bilancio familiare. Secondo l’Istat, il 12% dei bambini italiani vive in condizioni di povertà assoluta, e per molti di loro, il pasto scolastico rappresenta l’unica possibilità di ricevere un’alimentazione completa e bilanciata durante la giornata.
Le regioni del Sud e delle Isole rappresentano il cuore del problema. In Calabria, meno del 6% degli alunni ha accesso alla mensa scolastica, una percentuale che si avvicina a livelli critici anche in Sicilia e Campania, dove i servizi sono fortemente limitati. Queste regioni non solo registrano il più basso tasso di copertura delle mense, ma anche le più alte percentuali di dispersione scolastica e povertà educativa.

Il mancato accesso alla mensa scolastica, infatti, è strettamente correlato alla difficoltà per molte scuole di offrire un servizio di tempo pieno, che resta un traguardo lontano per molte istituzioni scolastiche meridionali.
Le mense scolastiche, oltre a fornire un pasto, rappresentano un importante momento di socializzazione e un’occasione educativa. In molte aree svantaggiate, potenziare questo servizio potrebbe contribuire significativamente a ridurre la povertà educativa, garantendo ai bambini non solo un’alimentazione adeguata, ma anche la possibilità di partecipare ad attività pomeridiane, fondamentali per il loro sviluppo.
Secondo il rapporto di Save the Children, l’accesso alla mensa e al tempo pieno incide direttamente sulla qualità dell’esperienza scolastica, in quanto permette agli alunni di trascorrere più tempo in un ambiente educativo, riducendo le disuguaglianze tra studenti di diverse aree geografiche e condizioni socioeconomiche.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta un’importante opportunità per colmare il divario tra Nord e Sud, destinando fondi significativi all’ampliamento delle infrastrutture scolastiche e alla creazione di nuove mense. Tuttavia, secondo Anir Confindustria, c’è ancora molto da fare per garantire che questi fondi vengano utilizzati in modo efficace, soprattutto nelle aree più critiche del Paese.
Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria, ha ribadito l’importanza di una strategia nazionale che garantisca l’accesso alle mense scolastiche e al tempo pieno in tutte le regioni italiane, indipendentemente dal loro livello di sviluppo economico. Un’iniziativa coordinata potrebbe non solo migliorare la qualità della vita scolastica, ma anche aiutare a ridurre le disparità tra le diverse aree del Paese.
Le mense scolastiche rappresentano un pilastro fondamentale per la lotta contro la povertà educativa e per garantire il benessere dei bambini. Tuttavia, in Italia, milioni di studenti restano esclusi da questo servizio, con conseguenze significative sul loro sviluppo e sulle loro opportunità educative.
Colmare il divario tra Nord e Sud e garantire un accesso equo alle mense scolastiche deve diventare una priorità per il Paese. Solo attraverso un impegno mirato e coordinato, supportato dai fondi del Pnrr e da una strategia nazionale, sarà possibile ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità a tutti i bambini, indipendentemente dalla regione in cui vivono.



