sabato, Gennaio 24, 2026

Tutti sani per legge! Strano che nessuno ci abbia pensato prima

Chi vuole arraffare voti nella prossima kermesse elettorale non deve sforzare le meningi. Per guadagnarsi simpatie, conquistare il consenso popolare, aggiudicarsi seggi e acquisire il controllo non serve altro che trovare la promessa vincente, quella che tutti vorrebbero sentirsi raccontare.

Non importa se è irrealizzabile, ma pesa che corrisponda al sogno di qualcuno. Non occorre che si concretizzi perché la sua realizzazione va ben oltre l’appuntamento alle urne e nessun cittadino si permetterà di chieder poi conto delle illusioni sventolate.

Il fermento politico che ruota attorno all’assistenza e alle cure mediche è patetico perché l’interesse civico è l’ultima preoccupazione.

Una volta approvate le. “misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie”, in ossequio al proverbiale “the show must go on” si è rapidamente passati ad occuparci del ripristino della non mai abbastanza temuta “Via della Seta”.

Foto di Florencio Rojas: https://www.pexels.com/it-it/foto/in-legno-miniatura-fatto-a-mano-artigianato-6172029/

Dopo le ostilità e l’abrasione di patti e accordi per paura dei cinesi, è riaffiorata la simpatia per Pechino e sono state fugate anche le più legittime apprensioni.

L’emergenza visite mediche ed esami specialistici si è immediatamente eclissata: il mainstream erede delle pellicole propagandistiche dell’Istituto Luce è rapidamente passato alla successiva notizia della riedizione dello storico CineGiornale.

Non si tarderà a tornare a parlare di salute, nonostante sarebbe il caso di non smettere mai di farlo.

Abbiamo imparato a convivere con il Covid non badando a chi ancora oggi si infetta fuori dalla stagione di influenze e raffreddori. Se ne dispiacciono solo i virologi che confidavano in un ritorno alla ribalta e invece dovranno attendere solo il loro turno in una ipotetica futura edizione di Techetechetè.

Siccome chi è povero continua a non potersi curare ed è costretto a rinviare terapie e interventi a tempi che non giungeranno mai, Governo e opposizione stanno immaginando un rimedio di carattere imperativo.

Due le possibilità:
La prima è concentrata su un decreto d’urgenza che vieta a chicchessia di ammalarsi o di contrarre anche il più piccolo e insignificante morbo. Un draconiano quadro sanzionatorio sarà sufficiente a disincentivare chi pensava di ricoverarsi o semplicemente mettersi a letto e idoneo a sviluppare anticorpi a gogò.
La seconda chance è una norma che stabilisce l’ex lege la perfetta condizione di salute, contemplando la tempestiva notifica a chi è in un letto di ospedale o è a riposo medico nella propria abitazione e concedendo 12 ore per adempiere senza che si possano accampare argomentazioni di sorta per proseguire nella degenza.

In entrambi i casi il varo di una simile disciplina si rivelerebbe indiscutibilmente democratico e trasversale. Possibile che nessuno ci abbia mai pensato prima?

Umberto Rapetto Generale GdF – Fondatore e per dodici anni comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico

Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/letti-d-ospedale-bianchi-236380/

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