Negli ultimi mesi, la Danimarca ha visto una crescente presenza di giovani criminali svedesi coinvolti in attività violente, una situazione che ha messo in allarme le autorità locali.
Questi adolescenti, reclutati su piattaforme come Telegram, vengono attirati da bande criminali danesi con la promessa di ingenti somme di denaro: fino a 43.000 euro per un omicidio.
Questo fenomeno ha portato a una serie di episodi violenti che minacciano di trasformare la guerra tra bande in Svezia in un problema anche danese.
Il 31 luglio, il quartiere di Nörrebro a Copenaghen è stato teatro di una sparatoria che ha coinvolto un sedicenne svedese, arrestato poco dopo dalla polizia. Nello stesso giorno, un altro giovane svedese ha sparato a un uomo a Kolding, una piccola città non lontana dal confine danese.
Solo pochi giorni dopo, il 5 agosto, un diciassettenne svedese ha sparato sei colpi a un diciottenne a Frederiksberg, ferendo gravemente la vittima. Infine, il 13 agosto, la polizia ha arrestato un venticinquenne svedese a Copenaghen in possesso di due bombe a mano, sospettando che volesse farle esplodere nella capitale.
Questi episodi sono solo la punta dell’iceberg di una situazione più complessa. Dal mese di aprile, la polizia danese ha registrato almeno 25 casi che coinvolgono cittadini svedesi, segnalando un allarmante aumento della criminalità transfrontaliera.
In Svezia, la situazione è altrettanto preoccupante. Si stima che circa 700 adolescenti svedesi siano a rischio di essere coinvolti in attività criminali, con oltre 62.000 persone legate a bande locali.

Questo clima di violenza si è riflesso in Danimarca, dove bande come “Loyal to Familia” hanno iniziato a scontrarsi con gruppi criminali svedesi-danesi, tra cui uno guidato da Ismail Abdo, conosciuto come “Strawberry”.
Abdo, ex membro della banda svedese “Foxtrot”, ha spostato il suo business dell’hashish in Danimarca dopo una faida interna, portando con sé metodi violenti e reclutando giovani svedesi per compiere attacchi contro i rivali.
Le autorità danesi sono preoccupate che questa violenza possa estendersi ulteriormente e diventare fuori controllo, come già accaduto in Svezia. Il capo della polizia danese, Thorkild Fogde, ha sottolineato come in Danimarca si stia assistendo a un fenomeno relativamente nuovo: giovani delinquenti, spesso con legami deboli o inesistenti con le bande, vengono reclutati online per commettere crimini molto gravi, come l’omicidio.
Il ministro della Giustizia danese, Peter Hummelgaard, ha espresso la sua preoccupazione per l’espansione della criminalità svedese in Danimarca, affermando la necessità di esercitare pressioni sul governo svedese affinché assuma le proprie responsabilità. Hummelgaard ha annunciato misure immediate, come controlli più severi alle frontiere e una collaborazione più stretta con la polizia svedese.
Inoltre, ha lanciato un’offensiva mediatica in Svezia per avvertire i giovani delle gravi conseguenze legali che potrebbero affrontare se commettono crimini violenti in Danimarca, dove le pene sono più severe rispetto alla Svezia.
Da parte sua, il capo della polizia svedese, Håkan Wall, ha negato ogni responsabilità diretta della Svezia per i crimini commessi in Danimarca, affermando che non è compito esclusivo della Svezia risolvere il problema.
La crescente influenza delle bande svedesi in Danimarca rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza nazionale danese, evidenziando la necessità di una cooperazione transfrontaliera più stretta e di misure preventive per proteggere i giovani da un destino criminale.
Mentre le autorità danesi cercano di arginare il fenomeno, la situazione rimane delicata e in evoluzione, richiedendo una vigilanza costante e un approccio deciso per evitare che la violenza si diffonda ulteriormente.



