Roma, case ex Enasarco: dall’annuncio trionfale al caos

Diogene Notizie torna sulla vicenda dell’acquisto di abitazioni ex Enasarco in quanto abbiamo assistito nelle ultime settimane ad un susseguirsi di notizie, annunci, interviste che hanno reso la vicenda molto confusa.

Partiamo dal 7 dicembre 2025 quando l’assessore Zevi su Instagram pubblica un video nel quale annuncia non senza soddisfazione di avere avviato l’acquisto di 1.040 abitazioni dall’Enasarco affermando che erano tutte di “edilizia residenziale pubblica e destinate alle famiglie in graduatoria”: tenete a mente questa frase. Perchè da questo annuncio parte un florilegio di menzioni e riconoscimenti in quanto obiettivamente si tratta, come presentata, di un fatto positivo.

A seguito di questo annuncio partono bordate di critiche da parte dei proprietari degli alloggi ex Enasarco che, fomentati anche dalla destra, paventano sia rischi di deprezzamento delle loro case, in quanto verrebbero assegnate a famiglie povere, che una sfiducia nei confronti del Comune nell’ottemperare agli oneri manutentivi.

Il Pd di Montesacro nel frattempo con un comunicato inizia a porre la questione dell’effettivo utilizzo delle case acquistate chiedendo in un comunicato di utilizzare parte di quelle abitazioni per i progetti del Dopo di Noi. A fronte delle proteste dei proprietari di alloggi ex Enasarco l’Assessore Zevi inizia e vacillare e afferma che quelle abitazioni saranno oggetto di bandi speciali, destinati a padri separati, forze dell’ordine e donne che hanno subìto violenza, ponendo il limite del 15% di assegnazioni di case dalla graduatoria.

In realtà la delibera dice altro e afferma che qualora l’incidenza di assegnazioni da graduatoria fosse superiore al 15% il Comune attuerà forme di “accompagnamento”. Accompagnamento non meglio precisato.

Il Presidente della Commissione Patrimonio si spinge oltre e davanti ad una infuocata assemblea di proprietari di case ex Enasarco promette a questi che i bandi speciali che dovrebbero assegnare le case a famiglie normali di categorie particolari, saranno definiti con la loro partecipazione. Di fatto, facendo intendere che le case saranno assegnate a famiglie di loro gradimento, mica a caso a quelle “anormali” e povere della graduatoria.

Segnalo che Zevi aveva parlato di assegnazione alle famiglie in graduatoria, senza nominare bandi speciali.

In tale contesto il consigliere comunale della Lega Santori comunica “urbi et orbi” di avere concordato con il Sindaco un emendamento alla delibera di acquisizione delle case ex Enasarco, con il quale si pone nelle mani del Prefetto una parte, non quantificata delle abitazioni acquistate per gestire gli sgomberi.

Allora, proviamo a ricapitolare. Siamo partiti con l’Assessore Zevi che parlava di case acquistate per destinarle alla graduatoria e siamo passati ad una destinazione multipla di queste case. Ovvero: con poco più di 1000 abitazioni, a questo punto, si dovrebbe rispondere alle esigenze del Prefetto, a bandi speciali e limitare fortemente le assegnazioni alla graduatoria per ottenere case popolari.

Di fatto, ad oggi non è ancora dato sapere quante case saranno destinate al Prefetto, quante quelle per bandi speciali alle categorie citate in precedenza e quante infine andranno incontro alle oltre 17.000 famiglie in graduatoria che sul fatto di avere 1.000 alloggi disponibili ci avevano fatto la bocca.
Ma non finisce qui.

Foto advokatsmart.no CC BY 2.0

Il Comune ha provveduto il 31 dicembre 2025 alla stipula del rogito dei primi 338 alloggi ex Enasarco, che in teoria dovrebbero essere disponibili all’assegnazione perché, come detto dal Presidente della Commissione patrimonio, queste sono tutte libere.

In realtà l’onnipresente, sui media, Zevi ha detto che si faranno assegnazioni molto lente in quanto si deve capire come andrà la questione bandi speciali, come andrà la questione con il Prefetto e alla fine quante case resteranno.

Ora: entro il mese di marzo dovrebbe essere previsto l’acquisto degli altri 702 alloggi ex Enasarco, ma qui sorge qualche spina. Perchè di questi 268 sono già occupati e, inoltre, l’altra questione riguarda la grandezza degli appartamenti che saranno acquistati. L’elenco di queste unità immobiliari è allegato alla delibera 328 del 22 dicembre 2025.

Di questi alloggi, circa 260 hanno una metratura catastale tra i 100 e i 199 metri quadri, altri 220 hanno una metratura catastale tra gli 80 e i 90 metri quadri. Sembra che invece sotto i 60 metri quadri siano circa una trentina.

Ora la domanda sorge spontanea: come si fanno ad assegnare case molto grandi a giovani coppie, a padri separati ma anche alla quota maggioritaria nella graduatoria per una casa popolare che è composta da nuclei composti da uno o due componenti?

Il Presidente della Commissione Patrimonio comprende la criticità e dice che il Comune procederà a frazionamenti, leggeri, dice, ma non si tratta di pochi appartamenti. Sono centinaia e si devono trovare finanziamenti e ci vuole tempo. Anche qui mistero su come si attueranno questi frazionamenti.

Come appare evidente, partiti da un annuncio trionfale su oltre 1.000 abitazioni destinate alle famiglie povere, alla fine si è arrivati al pantano.

Dal pantano, l’ineffabile Zevi pensa di uscirne con un gioco delle tre carte. Avendo affermato che le abitazioni andranno tutte alla graduatoria, ora diffonde il fatto che saranno bandi speciali di edilizia residenziale pubblica.

Con un giochino già usato con il bando per giovani coppie di edilizia residenziale pubblica ma, attenzione, con una A aggiuntiva quella di “agevolata”.

Al di là degli esercizi labiali resta il fatto che Roma ha effettivamente disponibili, dei 1.040 alloggi, solo 772 in quanto dei 1.040 alloggi, 268 sono occupati. E sui restanti 772 che dovrebbero essere disponibili nel corso del 2026.

Resta la domanda di fondo al quale il Sindaco, dopo le piroette dell’Assessore Zevi, dovrebbe rispondere: quante abitazioni saranno destinate ai bandi speciali, quante al Prefetto e quante infine alla graduatoria delle famiglie in maggiore difficoltà e povere ovvero quelle in graduatoria per una casa popolare?

Foto Kaga tau CC BY-SA 4.0
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini