Negli stessi giorni in cui mezza Italia copia e incolla su Facebook l’ormai leggendario post “NON AUTORIZZO META a usare le mie foto, i miei contenuti, i miei pensieri, i miei calzini”, gli stessi utenti, con la stessa mano, caricano senza batter ciglio una loro foto in altissima risoluzione su ChatGPT per trasformarsi in una bellissima action figure. O in un personaggio alla Miyazaki. O in uno gnomo, o quello che è.
E lo fanno con orgoglio. Con gioia. Magari con un filtro. Magari con una smorfia. Magari con inquadratura perfetta. Poi la postano su Instagram, di proprietà — indovina un po’? — di Meta. E il cerchio si chiude.
Il bello è che non lo fanno di nascosto. Lo fanno pubblicamente. Perché l’ossessione per la privacy esiste solo quando si tratta di scrivere post autoassolutori, ma sparisce quando c’è da giocare con la propria immagine. L’importante è non leggere mai le policy. Non cliccare mai su “Impostazioni”. Non perdere tempo a scoprire che esiste un modulo vero, legale, ufficiale, con cui si può davvero opporsi all’uso dei dati da parte di Meta o di OpenAI. (vedi in calce a questo articolo)
Perché diciamolo: a nessuno piace fare lo sforzo. E a nessuno piace leggere. Piace fare i paladini con un copia-incolla. Piace sentirsi resistenti mentre si usano tutti gli strumenti del sistema. E quindi sì, “non autorizzo”, ma intanto autorizzo, confermo, concedo, clicco su ‘Accetta tutto’ e carico il mio volto su un server in California.
Certo, Meta non è una vittima. È la madre di tutte le raccolte dati. Un’azienda che da quindici anni fa profiling su ogni microazione sociale, che sa quanti secondi guardi una foto, che tiene conto dei post non pubblicati, che ti suggerisce contenuti perché sa chi sei, cosa ti manca e cosa ti farà rosicare abbastanza da restare lì un altro po’.
Quando Meta dice “raccogliamo solo contenuti pubblici”, dovresti già ridere. Perché su Facebook e Instagram tutto è pubblico per default, e chi prova a restringere la visibilità spesso non ha idea di cosa stia facendo. È come installare una porta blindata lasciando la finestra aperta.

E ora, con l’arrivo della loro IA generativa, Meta vuole anche “allenarsi” sulle cose che hai pubblicato. Post, didascalie, foto. E tu pensi: eh no, io non voglio!. Ma se non compili il modulo, quel pensiero resta un desiderio. Anzi, un like alla tua stessa ingenuità.
Quando carichi la tua immagine, non mandi solo il viso. Consegni tutti i tuoi metadati. L’ora. Il luogo. Il device. Il sistema operativo. Il badge della conferenza che hai dimenticato di toglierti. Il diploma appeso dietro. Lo sfondo del desktop. Le altre persone nella foto, che non ti hanno autorizzato a niente, ma che sono lì, impacchettate insieme a te.
L’IA non è nè cattiva nè buona: registra, elabora, apprende. Il suo compito è migliorare. E tu, nel momento in cui gli dai la tua immagine, la stai aiutando a diventare migliore nel riconoscere gli umani. La tua faccia oggi è un dato. Un pixel educativo. Un mattoncino della formazione per l’IA.
E sì, puoi disattivare la cronologia. Puoi negare l’uso per il training. Ma non lo fai, perché vuoi solo la foto figa. Vuoi farla vedere. Vuoi metterla nelle storie, su Threads, su Facebook (eccolo di nuovo!), su LinkedIn con la caption “l’IA è incredibile!”
In tutto questo, la cosa più assurda è l’idea che pubblicare un post basti a fermare un colosso da trilioni di dati. È come mettere un biglietto sulla lavatrice dicendo “non voglio che lavi i miei calzini” e poi buttarli dentro con tutto il resto. Tu li stai lavando e pure con l’opzione prelavaggio attiva.
Il futuro non sarà fatto da chi ha “diffidato” con un post virale. Sarà fatto da chi ha saputo leggere, scegliere, decidere.
Perché Meta continuerà a raccogliere. OpenAI continuerà ad apprendere. E tu continuerai a volerti vedere con le orecchie da panda in stile anime.
Va benissimo. Ma non dire poi che non volevi autorizzare niente.
Comunque, anche se non ve lo meritate, ecco i link per opporsi realmente all’autilizzo dei dati personali per l’IA, su
Opposizione al trattamento per gli utenti Facebook: https://www.facebook.com/help/contact/712876720715583
Opposizione al trattamento per gli utenti Instagram: https://help.instagram.com/contact/767264225370182
Opposizione al trattamento per gli interessati che non utilizzano i prodotti Meta: https://www.facebook.com/help/contact/510058597920541



