Nel Regno Unito i bambini poveri sono vittime di bullismo

Mandare i figli a scuola, per molti genitori britannici, significa affrontare una lunga lista di spese che non tutti possono permettersi. E per le famiglie in difficoltà, la scuola può trasformarsi da luogo di crescita in occasione di emarginazione.

Secondo un’indagine commissionata dall’ente benefico Parentkind, un genitore su dieci tra quelli in condizioni di povertà ha segnalato che il proprio figlio è stato vittima di bullismo a causa della sua condizione economica.

Il sondaggio, condotto alla fine del 2023 su 2.000 genitori con figli in età scolare e redditi tra i più bassi del Regno Unito, fotografa una realtà difficile.

Ogni anno, queste famiglie spendono in media 2.000 sterline per spese scolastiche, mentre quasi un quarto degli intervistati ha dichiarato di essersi indebitato per coprire i costi di trasporto, gite o materiali richiesti dalla scuola.

Circa un genitore su otto riceve pacchi alimentari direttamente dagli istituti frequentati dai figli, a conferma di un disagio che va oltre l’aspetto economico.

Parentkind ha definito “scioccanti” i risultati, evidenziando il peso crescente che la scuola rappresenta per i bilanci familiari più fragili. L’organizzazione ha trasmesso il suo rapporto al governo britannico, chiedendo misure urgenti nella strategia nazionale per combattere la povertà infantile.

In particolare, si propone un dimezzamento dei costi scolastici per le famiglie in povertà entro i prossimi cinque anni. Un intervento che, secondo Parentkind, equivarrebbe ad aumentare i bilanci familiari dei nuclei più fragili di almeno il 20%.

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Nel documento, si sottolinea anche la necessità di rimuovere il limite dei due figli per l’assegno di mantenimento, considerato un ostacolo che contribuisce a mantenere molti bambini al di sotto della soglia di povertà.

Il National Education Union ha rafforzato l’appello, ricordando che nove alunni su trenta in ogni classe britannica crescono in condizioni di povertà, e che ciò ha effetti drammatici sul loro benessere mentale e sulle loro possibilità educative.

In attesa della nuova strategia contro la povertà infantile, attesa in primavera, il governo ha ribadito il proprio impegno, annunciando un piano da oltre 30 milioni di sterline per offrire colazioni gratuite in 750 scuole a partire da aprile, e nuovi limiti ai costi delle divise scolastiche.

Altre risorse – 2,9 miliardi di sterline – sono state destinate ai premi per studenti svantaggiati, mentre una task force dedicata alla povertà infantile sta lavorando alla stesura della strategia nazionale.

Secondo le definizioni ufficiali, una famiglia si trova in povertà relativa se il suo reddito è inferiore al 60% del reddito mediano disponibile, al netto dei costi per l’alloggio. I dati più aggiornati stimano che 4,33 milioni di bambini vivessero in famiglie con un reddito relativamente basso nell’anno conclusosi a marzo 2023.

Un numero destinato a salire, secondo gli enti di beneficenza, se non verranno adottate misure strutturali.

Le ultime statistiche ufficiali sul numero e sulla percentuale di persone che vivono in famiglie a basso reddito nel Regno Unito saranno pubblicate nei prossimi giorni. Intanto, per migliaia di genitori, la scuola continua a rappresentare un terreno minato: non solo per le spese, ma anche per lo stigma che la povertà porta con sé, sin dai banchi di classe.

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