L’India continua a svolgere un ruolo cruciale all’interno dei BRICS, come evidenziato dalle parole di Vikram Misri, sottosegretario agli Esteri indiano. Il blocco economico, che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, si prepara al 16° vertice dei BRICS, che si terrà a Kazan, Russia da domani al 24 ottobre 2024.
Quest’anno, il vertice assume un significato particolare perché sarà il primo dopo la recente espansione del gruppo, con l’ingresso di nuovi membri come Egitto, Etiopia, Iran e Emirati Arabi Uniti, consolidando i BRICS come un attore chiave sullo scacchiere geopolitico globale.
L’India, uno dei membri fondatori, ha sempre rivestito un ruolo di spicco nel promuovere lo sviluppo economico sostenibile, la riforma della governance globale e la sicurezza internazionale all’interno del blocco. Secondo Misri, l’India vede i BRICS non solo come una piattaforma per la cooperazione economica, ma anche come uno strumento fondamentale per creare un mondo multipolare.
Con l’egemonia degli Stati Uniti e delle potenze occidentali messa in discussione, i BRICS rappresentano un’alternativa per i paesi emergenti che cercano maggiore autonomia nelle relazioni internazionali.
Il tema del vertice di quest’anno è “Rafforzare il multilateralismo per uno sviluppo e una sicurezza globali giusti”, e riflette il desiderio del blocco di promuovere un ordine economico più equo e meno dipendente dalle istituzioni finanziarie tradizionali.
Misri ha sottolineato che l’India ha sempre lavorato per rendere i BRICS un protagonista nello sviluppo sostenibile e nelle riforme delle istituzioni di governance internazionale, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, due organismi spesso criticati per essere dominati dagli interessi economici occidentali.

Uno degli argomenti chiave del vertice sarà la creazione di una valuta comune per facilitare gli scambi tra i membri del blocco, riducendo la dipendenza dal dollaro statunitense. Sebbene questa idea sia ancora in fase di discussione, potrebbe rappresentare un passo fondamentale verso una maggiore autonomia economica per le economie emergenti.
Già in passato, la Cina ha spinto per una maggiore internazionalizzazione dello yuan, e questa proposta potrebbe ottenere il supporto di altri membri, in particolare la Russia, che a causa delle sanzioni occidentali è particolarmente interessata a ridurre l’uso del dollaro negli scambi internazionali.
Inoltre, la recente espansione del gruppo porta con sé nuove dinamiche geopolitiche. L’ingresso di paesi come Iran e Emirati Arabi Uniti rafforza il legame economico e strategico tra Medio Oriente e Asia, creando un corridoio di cooperazione che potrebbe avere importanti ripercussioni sul commercio globale e sull’energia.
L’Iran, per esempio, vede nei BRICS un’opportunità per rompere l’isolamento economico causato dalle sanzioni internazionali, mentre gli Emirati Arabi Uniti cercano di diversificare la loro economia oltre il settore petrolifero, puntando a partnership strategiche con le economie emergenti del blocco.
Uno degli elementi di maggiore rilievo del vertice sarà la Dichiarazione di Kazan, un documento che definirà le linee guida per la cooperazione economica e politica del gruppo nei prossimi anni. Tra i temi centrali ci saranno l’innovazione tecnologica, lo sviluppo delle infrastrutture e la promozione del commercio intra-BRICS. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, dato che le economie del blocco rappresentano oltre il 30% del PIL globale e il 40% della popolazione mondiale.
L’India, da parte sua, mira a rafforzare i legami con la Russia e la Cina, nonostante le divergenze geopolitiche con Pechino. Durante il vertice, il Primo Ministro Narendra Modi parteciperà a incontri bilaterali con i leader dei paesi BRICS, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione economica e sviluppare nuovi progetti congiunti, in particolare nel campo delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile.
Infine, l’attenzione globale sul vertice dei BRICS è anche un riflesso della crescente competizione tra blocchi economici. Con l’Occidente impegnato in tensioni geopolitiche e la guerra in Ucraina che ha esacerbato le divisioni, i BRICS si propongono come una forza alternativa, capace di guidare un nuovo ordine internazionale basato su principi di equità, autonomia economica e cooperazione multilaterale.
Il vertice di Kazan sarà dunque cruciale per comprendere il futuro dei BRICS, un blocco che, con l’aggiunta di nuovi membri e l’espansione del suo raggio d’azione, si sta trasformando in una potenza economica e politica sempre più influente.



