La Georgia hub delle auto usate, sanzioni alla Russia aggirate

Negli ultimi anni, la Georgia, una piccola nazione del Caucaso meridionale, è emersa come uno dei principali hub per il commercio di auto usate a livello globale, grazie a una combinazione di fattori economici e geografici che la rendono strategicamente importante.

Situata tra l’Europa e l’Asia, e con un accesso privilegiato sia al Mar Nero che al Mar Caspio, il paese ha sfruttato la sua posizione per diventare un punto di riferimento nel mercato delle automobili di seconda mano, attirando clienti da tutta l’ex Unione Sovietica e dall’Asia centrale.

Secondo i dati ufficiali, nel 2022 la Georgia ha importato veicoli per un valore di 3,1 miliardi di dollari, un volume impressionante per un paese di poco più di tre milioni di abitanti. Di questi, 2,1 miliardi di dollari sono stati riesportati verso nazioni come il Kazakistan, l’Armenia e il Kirghizistan, paesi che fanno parte dell’unione doganale gestita dalla Russia.

Ciò ha reso le automobili il secondo prodotto di esportazione più importante della Georgia dopo il minerale di rame, consolidando ulteriormente il ruolo della nazione nel commercio regionale.

Un esempio lampante di questa trasformazione è il mercato delle auto usate di Rustavi, una città industriale situata a soli 20 chilometri dalla capitale Tbilisi. In un immenso spazio equivalente a oltre 40 campi da calcio, migliaia di veicoli di ogni genere attendono di essere venduti.

Da modelli di lusso come Porsche, Tesla e Mercedes a marchi più economici come Toyota, questo mercato è il fulcro di un’industria in continua espansione. Molte di queste auto provengono dagli Stati Uniti, dove sono state dichiarate sinistri totali dalle compagnie di assicurazione.

Una volta giunte in Georgia, vengono riparate dai meccanici locali a costi nettamente inferiori rispetto a quelli che si troverebbero nei paesi d’origine.

Questo sistema è reso possibile dal basso costo della manodopera georgiana: mentre riparare un’auto negli Stati Uniti può richiedere fino a sei mesi e circa 5.000 dollari, in Georgia lo stesso processo si completa in un mese con una spesa di soli 1.000 dollari.

Tale differenza di costo permette alle aziende georgiane, come la Caucasus Auto Import (CAI), di rendere il commercio di auto usate estremamente redditizio. La CAI, con i suoi 600 dipendenti, è una delle aziende leader del settore e ha avuto un ruolo decisivo nel modernizzare il parco auto del paese, tradizionalmente composto da veicoli di fabbricazione sovietica come Lada e Vaz.

Tuttavia, il boom di questo mercato non è privo di ombre. Con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la Georgia ha formalmente aderito alle sanzioni internazionali che vietano le esportazioni di automobili verso la Russia e la Bielorussia.

Nonostante questo divieto, ci sono segnalazioni secondo cui un numero significativo di veicoli riesce ancora a raggiungere il mercato russo attraverso vie indirette. Paesi come il Kazakistan e il Kirghizistan, membri dell’unione doganale gestita da Mosca, sono diventati le principali destinazioni per le auto esportate dalla Georgia.

Una volta immatricolate in questi paesi, le auto possono facilmente entrare in Russia con tariffe minime, aggirando di fatto le restrizioni imposte dalle sanzioni.

I dati statistici supportano questa ipotesi: nel 2022, la Georgia ha esportato 7.352 veicoli usati verso il Kazakistan. Nel 2023, questo numero è salito a 39.896, un incremento di quasi cinque volte in un solo anno.

Molti di questi veicoli sono destinati, direttamente o indirettamente, al mercato russo, dove la domanda di auto è aumentata a causa dell’impatto delle sanzioni occidentali sull’economia locale.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali delle autorità georgiane, che negano qualsiasi complicità nel facilitare il commercio di auto verso la Russia, numerose indagini giornalistiche hanno evidenziato lacune legali che vengono sfruttate dai commercianti su entrambi i lati del confine russo-georgiano.

La rivista investigativa georgiana Ifacti ha sottolineato come sia difficile tracciare la destinazione finale delle auto riesportate in paesi terzi, lasciando aperta la possibilità che molti di questi veicoli finiscano comunque nelle mani di acquirenti russi.

Oltre ai veicoli a benzina e diesel, sta crescendo la domanda di auto ibride ed elettriche. Circa il 30% delle auto importate in Georgia oggi sono ibride, in particolare modelli come la Toyota Prius.

Questa tendenza è in forte crescita, con un aumento trimestrale del 300-400%. Anche le auto elettriche, come le Tesla, stanno diventando sempre più popolari, specialmente in Ucraina, dove la Georgia esporta anche camion e altri veicoli utilizzati nel conflitto contro la Russia.

Il commercio di auto usate rappresenta una delle principali fonti di reddito per la Georgia, ma le implicazioni geopolitiche e legali di questo settore pongono sfide complesse per il governo del paese.

Se da un lato il boom economico generato da questo mercato ha portato benefici tangibili, dall’altro il ruolo della Georgia nel commercio internazionale di auto solleva questioni delicate riguardo all’applicazione delle sanzioni contro la Russia e alla trasparenza delle operazioni commerciali.