Il Mozambico ha ufficialmente iniziato ad esportare Gnl, gas naturale liquefatto. Il primo carico di gas è stato prodotto presso l’impianto offshore di Coral Sul, gestito dal gruppo italiano Eni.
Questa è la prima esportazione nell’ambito di un contratto di acquisto e vendita a lungo termine con il gigante britannico Bp, che copre i volumi totali di Gnl prodotto in Mozambico, ha affermato il presidente del Mozambico Filipe Nyusi.
L’impianto galleggiante può produrre 3,4 milioni di tonnellate di Gnl all’anno. Soddisfatti ovviamente i vertice Eni, a cominciare dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, secondo cui così si puà fare del gas una fonte “che può contribuire in modo significativo alla sicurezza energetica dell’Europa, in particolare attraverso la crescente diversificazione degli approvvigionamenti”.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, la Russia ha drasticamente ridotto le sue forniture di gas all’Europa. Molti stati sono in competizione per l’accesso al Gnl, un gas più costoso da importare perchè non arriva dai consueti gasdotti tra Russia ed Europa.
Il Mozambico conserva ottimi rapporti intanto con Mosca. Il vice ministro degli Esteri del paese africano, Manuel Gonçalves, è volato a Mosca proprio ieri per una missione di tre giorni, dopo essersi astenuto nelle votazioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulle risoluzioni di condanna alla Russia per l’invasione dell’Ucraina.
In precedenza il Mozambico aveva già rifiutato di estromettere dai suoi porti sette compagnie di navigazione e 69 navi della Federazione, oggetto di sanzioni contro Mosca secondo la volontà degli Usa. Al tempo stesso però il Mozambico ha anche ricevuto poche settimane fa la visita di una delegazione ucraina in cerca di sostegno contro la Russia.
In questo senso di capacità di manovra su un fronte geopolitico molto ampio il Mozambico nutre grandi speranze economiche che derivano dai suoi vasti giacimenti di gas naturale nel sud del Sahara, scoperti nel 2010, e quelli della provincia settentrionale di Cabo Delgado. Nelle intenzioni dei governanti il paese africano potrebbe diventare uno dei dieci maggiori esportatori al mondo.
La situazione però non è così semplice, perchè dal 2017 i jihadisti vicini allo Stato Islamico hanno ucciso quasi 4 mila persone proprio nella provincia di Cabo Delgado, che è a maggioranza musulmana. 820 mila persone hanno dovuto abbandonare le proprie case e gli attacchi, intensificati lo scorso anno, hanno costretto la francese TotalEnergies e la statunitense ExxonMobil a sospendere i loro progetti per sfruttare il gas della regione.



