Lo Stato islamico punta all’Africa

Lo Stato islamico, racconta Marco Cochi su Nigrizia, ha deciso di ritenere l’Africa terreno strategico per la sua azione. L’incoraggiamento ai suoi combattenti a spostarsi nel continente africano è testimoniata in particolare da un editoriale apparso sul settimanale di propaganda al-Naba e da un video rivolto dall’Iraq agli esponenti dell’islamismo radicale in Mozambico, Mali, Nigeria e nel Sahel.

A partire dalla sconfitta in Medio Oriente, il terrorismo dei movimenti islamisti sta puntando a espandersi in quell’area. Nel Sahel innanzitutto, ma anche in Mali, Nigeria, Burkina Faso, Niger, Ciad e Somalia, con grosse presenze nell’Africa centrale ed equatoriale, quindi in Congo e in Mozambico. Lo scorso anno un rapporto di Human Rights Watch denunciava la presenza prepotente di Al Shabaab nel nord del Mozambico, con l’uso di bambini combattenti. La fazione più letale dello Stato islamico resta quella legata in Nigeria a Boko Haram, molto attiva nel nordest del Paese e nell’area del Lago Ciad.

Ed è sempre di un anno fa il rapporto con cui l’Onu avvisava del consolidamento dei terroristi nel continente, dove trovava meno ostacoli alla sua diffusione militare per la scarsa consistenza delle difese dei paesi interessati. Il rapporto faceva riferimento anche ai rapimenti nelle scuole in Nigeria, calcolando che nel nord del Paese 1,3 milioni di bambini nigeriani siano stati vittime di attacchi e rapimenti, secondo coordinatore dell’ufficio Onu per gli Affari umanitari in Nigeria.

Nei primi sei mesi di quest’anno, fa notare Nigrizia, lo Stato islamico ha compiuto un numero di attacchi superiore a quelli compiuti in Iraq. Sembrano le basi per il gruppo jihadista di rifondare il Califfato in Africa, approfittando della minor presenza militare straniera.

Un punto chiave è la Repubblica democratica del Congo, dove gli attacchi contro i civili hanno causato negli ultimi due anni oltre duemila morti e 2 milioni di profughi. In questo caso le autorità, oltre a proclamare lo stato d’assedio, hanno chiesto l’intervento dei militari Usa.

La Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico, Iswap, è un gruppo militante jihadista salafita attivo principalmente nel bacino del Ciad e combatte contro Nigeria, Camerun, Ciad e Niger. E’ una propaggine di Boko Haram ma spesso impegnato in una profonda e violenta rivalità propagandistica e militare con questo. E’ l’organizzazione a cui fanno riferimento tutte le fazioni dello Stato islamico nell’Africa occidentale, compreso lo Stato Islamico nel Grande Sahara.

L’appello pubblicato su al-Naba sembra quindi in questo momento una vera e propria chiamata alle armi per i combattenti jihadisti, per andare a riproporre in Africa lo schema del Califfato durato qualche anno in Medio Oriente, i segnali ci sono davvero esserci tutti e è lecito temere un’ondata di violenza ancora più pesante di quella già in corso nel continente.