I dinosauri del Campo Largo. Jurassic Park in salsa pugliese

Altro che campo largo: in Puglia va in scena Jurassic Park. Il candidato ufficiale, Antonio Decaro, dovrebbe essere la faccia nuova, il sindaco del fare. Ma dietro l’angolo sbucano due vecchi attori che non hanno nessuna intenzione di andare in pensione: Michele Emiliano e Nichi Vendola.

Il primo, con la solita aria da sceriffo di provincia, aveva giurato solennemente il passo indietro. Dopo poche ore, però, eccolo lì: “se corre Vendola, torno anch’io”. Un passo indietro lungo quanto un gradino: il tempo di prendere fiato e riprendere posto in prima fila.

E poi c’è lui, Nichi, il poeta della sinistra arcobaleno, quello delle “fabbriche” che producevano sogni e volontariato. Oggi torna a raccontare la favola del corpo come atto politico. Ma più che un ritorno del corpo sembra il ritorno della mummia. Nel frattempo la Puglia, quella vera, attende risposte su sanità e lavoro, ma il dibattito resta inchiodato alla nostalgia dei due ex presidenti.

Questa non è politica, è paleontologia applicata. Due dinosauri che sgomitano per dimostrare di esistere ancora, a scapito di chi dovrebbe guidare davvero la coalizione. Decaro, intrappolato tra il tirannosauro Emiliano e il triceratopo Vendola, sembra più un figurante che un candidato.

Il campo largo pugliese doveva essere laboratorio di rinnovamento. Si è trasformato in un museo a cielo aperto, dove i vecchi dominano la scena e il futuro resta fuori dalla porta. Non resta che chiedersi: in questa Puglia del 2025, chi avrà il coraggio di spegnere la luce del Jurassic Park?

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