I pub di tutto il Regno Unito stanno affrontando una carenza senza precedenti di Guinness in vista delle festività natalizie. La crescente popolarità della famosa stout irlandese, soprattutto tra giovani e donne, ha portato a una domanda eccezionale che sta mettendo in crisi le forniture, spingendo alcuni locali ad adottare misure drastiche come il razionamento.
Secondo quanto riportato dai quotidiani britannici, pub storici come l’Old Ivy House a Clerkenwell, Londra, hanno introdotto tessere annonarie che limitano l’acquisto di Guinness a una pinta solo dopo aver acquistato altre due bevande.
La proprietaria del locale, Katie Davidson, ha spiegato al Times che solitamente riceve sette barili a settimana, ma attualmente la fornitura è scesa a quattro. “Mercoledì abbiamo ricevuto l’ordine e avevamo solo mezza botte rimasta. Siamo arrivati al punto di esaurimento entro le 22 di venerdì sera”, ha raccontato Davidson, aggiungendo che, nonostante la comprensione dei clienti, alcuni si sono allontanati irritati.
Anche pub di Sheffield e Liverpool stanno segnalando difficoltà analoghe. Ann Flynn, proprietaria di uno dei principali pub di Sheffield, ha affermato al The Independent che “molti più giovani bevono Guinness ora” e che le scorte acquistate anticipatamente per Natale sono già in esaurimento.
Fiona Hornsby, responsabile di tre pub a Liverpool, ha sottolineato la mancanza di comunicazioni da parte della Guinness stessa e l’impossibilità di trovare ulteriori scorte presso i grossisti.
La situazione è stata aggravata dalla popolarità della tendenza virale “split the G”, una sfida che vede i bevitori cercare di bere abbastanza birra da far coincidere la schiuma con la “G” del logo Guinness al primo sorso.

Secondo i dati riportati, le vendite della stout tra le donne sono aumentate del 24% nel 2024, contribuendo al boom della domanda. Influencer come Sarah Love, intervistata dai media britannici, hanno evidenziato l’effetto dei social media sulla crescita della bevanda. “Quando ho creato la mia pagina su Guinness, c’erano solo poche altre; ora ce ne sono tantissime”, ha dichiarato.
Phil Inzani, del bar Polo a Londra, ha confermato le difficoltà di gestione delle scorte e ha aggiunto ironicamente che l’alternativa analcolica non sembra soddisfare i clienti: “Abbiamo Guinness senza alcol, ma non è proprio la stessa cosa”.
Un portavoce della Diageo, società madre di Guinness, ha ammesso che la domanda è stata eccezionale nelle ultime settimane e ha assicurato che l’azienda sta massimizzando l’offerta, lavorando con i distributori per garantire un’equa distribuzione ai pub. Tuttavia, la carenza non sembra destinata a risolversi nel breve termine, alimentando le preoccupazioni dei gestori dei locali, già in difficoltà per la situazione economica generale del settore.
In risposta alla carenza, alcuni clienti e gestori hanno suggerito alternative come la Murphy’s o altre stout locali alla spina, ma per molti amanti della Guinness, “quando hai voglia di una Guinness, hai voglia solo di quella”. La speranza è che il problema non comprometta ulteriormente il commercio dei pub britannici in uno dei periodi più redditizi dell’anno.



