mercoledì, Febbraio 11, 2026

Gualtieri 2027: la distanza tra chi governa e chi vota

“Noi siamo quelli che le cose le fanno, non le dicono e basta”. Il Sindaco Gualtieri, da un teatro Brancaccio affollato, ha lanciato, con queste parole, la sua campagna elettorale per la seconda consiliatura, che potrebbe partire con le elezioni amministrative nella primavera del 2027.

Sono parole impegnative che segnalano quanto il Sindaco Gualtieri intenda partire dalle cose fatte. Non a caso ha citato la realizzazione della fermata metro C al Colosseo; ha parlato dello Stadio della Roma, ma ha annunciato, per par condicio, la proposta giunta dalla Lazio per realizzare il suo stadio.

Non si può dire che il Sindaco, sul tema delle infrastrutture, non abbia fatto, e sono fatti visibili, tenuto conto degli investimenti, in particolare sul trasporto su metropolitana o l’acquisto di bus del trasporto pubblico. Anche se permane un’insufficienza del trasporto pubblico nelle periferie.

Così, mentre il Sindaco lancia un’app, dice il Sindaco, per un confronto con la città e averne il polso, questa modalità di confronto con la città, in particolare nei percorsi partecipativi, non si è palesata su progetti che stanno attraversando la città in materia di rigenerazione urbana.

Come non segnalare l’insufficienza, se non l’assenza, nei programmi di rigenerazione da parte di privati, relativo, solo a titolo di esempio, a: quello sull’area degli ex Mercati Generali; quello che interviene sull’ex Fiera di Roma, per non parlare della spinosa questione dell’inceneritore a Santa Palomba o del Porto di Fiumicino.

Non a caso i comitati di cittadini manifesteranno a Roma il 28 febbraio, criticando proprio le cose fatte in materia di rigenerazione urbana, un punto cardine, non certo secondario, di quanto attuato dal Sindaco Gualtieri.

Eppure lo stesso Patrick Frank, guru della comunicazione che gestirà la campagna comunicativa elettorale di Gualtieri, nel corso dell’assemblea al Brancaccio, in merito a Roma, ha dichiarato che questa è contendibile se si sa ridurre la distanza tra chi governa e chi vota. Già, perché secondo lo spin doctor di Gualtieri a Roma esistono solo chi governa e quelli che votano. Non proprio un bel messaggio che, di fatto, esclude un buon 50% degli abitanti di Roma, che non votano.

Tra le attività positive che il Sindaco non ha citato figurano la rigenerazione di Tor Bella Monaca, dove tra gli interventi si stanno realizzando 32 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica; la realizzazione di 71 alloggi Erp dove era la scuola sgomberata a Primavalle; l’intervento di Porto fluviale con le risorse Pinqua.

“Roberto Gualtieri 2017” by Arno Mikkor (E‗EE) is licensed under CC BY 2.0.

Positivi, anche se insufficienti, gli acquisti da parte di Roma Capitale di alloggi da enti previdenziali, per aumentare la dotazione di case popolari del comune di Roma che, a fine 2026, dovrebbero essere complessivamente pari a circa 1200 abitazioni, anche se una parte, circa 260, sono già occupate.

Detto questo, se stiamo parlando di prospettiva di una nuova consiliatura, non possiamo tacere sul fatto che con il 2026 restano i ritardi nell’attuazione del famoso piano straordinario per l’abitare 2023-2026. Da parte di Gualtieri, per ora, non si parla di una sua riedizione, negli anni successivi.

Questo a fronte del fatto che, a metà 2025, il Consiglio comunale ha approvato il Piano per l’abitare 2022-2032 che ha ben altro spessore e che ha dato il compito, anche al prossimo Sindaco e consiglio comunale, di realizzare, o meglio di far realizzare a privati, ben 35.000 alloggi destinati non alle famiglie in graduatoria ma alla cosiddetta fascia grigia del disagio abitativo.

Non convince il rapporto tra i 1200 alloggi di case popolari previsti entro il 2026 e i 35.000 alloggi destinati al disagio abitativo, ovvero non alle famiglie nelle graduatorie. Eppure, ad oggi, nella graduatoria figurano oltre 17.000 famiglie, ed aumentano di circa 1000 l’anno e almeno 5000 hanno i famosi 30 punti, ovvero quelle che lo stesso comune dichiara fragili, alle quali fornire un alloggio popolare a canone sociale.

In tale contesto, nel segnalare come il Sindaco Gualtieri, di ritorno da Parigi, ha inteso fare riferimento, nel corso del suo intervento, al fatto che a Parigi è rimasto colpito da quanto ha visto davanti all’Hotel de Ville, ovvero la sede del consiglio comunale dove la capitale francese è riuscita ad ottenere la realizzazione di vasi giganti per la piantumazione degli alberi.

Sinceramente ci saremmo aspettati dal Sindaco, se proprio voleva parlare di Parigi, che si riferisse alla volontà di dotare Roma di un sistema di trasporto pubblico della qualità e ramificazione di Parigi, oppure che fosse rimasto colpito dal fatto che a Parigi hanno già raggiunto l’obiettivo di dotarsi del 25% di alloggi sociali, in anticipo rispetto alla tempistica indicata dal Governo francese.

Ci saremmo aspettati che il Sindaco dichiarasse nel suo intervento che intendeva avviare un confronto reale con i cittadini sui programmi di rigenerazione urbana e non che avvenisse tramite app, e che la città di Roma non è contendibile se si riduce la distanza tra chi governa e chi vota, ma che la città di Roma è contendibile se si riduce la distanza tra chi governa e le periferie, le famiglie povere, dando un senso al ritorno al voto di quel 50% che a votare non va.

Per ora abbiamo un’app intesa come modello di partecipazione e una raccolta fondi smart; per il resto attendiamo che il Sindaco e i partiti che lo sosterranno delineino compiutamente una proposta programmatica. Un argomento che seguiremo con attenzione e con l’occhio della città esclusa che magari neanche vota.”

“File:Campidoglio – pal senatorio sala Giulio Cesare PC080061.JPG” by Lalupa is licensed under CC BY-SA 3.0.
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini

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