Le autorità del Gambia affermano di aver fermato 782 persone che si stavano preparando a partire verso l’Europa lungo la rotta atlantica, quella che punta alle Isole Canarie.
L’operazione, riferisce il Ministero dell’Interno, è avvenuta in tre località diverse del Paese e ha portato anche all’arresto di quattro presunti organizzatori o facilitatori.
Nel comunicato ufficiale si parla di una risposta “decisa” a un aumento rapido dei tentativi di usare il Gambia come punto di partenza verso l’Europa.
Sulle nazionalità, la ricostruzione diffusa da Africanews indica un gruppo composto soprattutto da 233 persone dal Senegal, 197 dal Gambia, 176 dalla Guinea e 148 dal Mali.
Secondo quanto riportato da media gambiani che citano il comunicato governativo, tra i fermati ci sarebbero anche altre nazionalità dell’Africa occidentale in numeri più ridotti.
Non sono stati resi pubblici, al momento, dettagli su come fossero organizzate le partenze né se i gruppi fossero già pronti all’imbarco o in fase di trasferimento interno.

L’intercettazione di massa arriva pochi giorni dopo un naufragio che ha riportato l’attenzione sulla pericolosità della rotta. Reuters riferisce che un’imbarcazione con migranti diretti verso l’Europa si è capovolta la notte di Capodanno al largo della costa gambiana.
Il bilancio dei morti, inizialmente più basso, è stato aggiornato fino a 39 vittime sulla base di informazioni fornite da funzionari governativi. Reuters riporta anche testimonianze di sopravvissuti che descrivono l’imbarcazione come sovraffollata e in cattive condizioni.
Secondo Associated Press, il capovolgimento è avvenuto vicino al villaggio di Jinack (North Bank Region): nelle prime ore dopo l’incidente si parlava di oltre 200 persone a bordo e di decine di dispersi, mentre erano in corso le ricerche e il soccorso dei superstiti.
AP riferisce inoltre che il presidente Adama Barrow ha promesso un’inchiesta. Differenze e aggiornamenti nei conteggi, in questi casi, dipendono spesso dal recupero progressivo di corpi e dalle verifiche sui dispersi: per questo il bilancio tende a muoversi nei giorni successivi.
Sul contesto più ampio, le autorità gambiane collegano l’aumento dei tentativi di partenza all’irrigidimento dei controlli più a nord lungo la rotta atlantica. È una lettura che ricorre spesso: quando pattugliamenti e intercettazioni si intensificano in alcune aree, le partenze possono spostarsi verso tratti più lunghi e rischiosi.
Resta infine una domanda che i comunicati non chiariscono: che cosa accadrà ora alle centinaia di persone fermate. Le autorità parlano di operazioni speciali e di contrasto alle reti di facilitatori, ma non specificano quali procedure saranno avviate per i migranti intercettati, né se vi siano collegamenti accertati tra questi tentativi e il naufragio di Capodanno.



