L’assegno unico per i figli diventa un caso politico. Il governo nega i tagli
Diogenenews 30/08/2024: Tra le misure che possono cambiare con la prossima legge di bilancio c’è anche l’Assegno unico e universale per i figli a carico. Si tratta del beneficio, varato dal governo Draghi, che viene erogato a tutti coloro che hanno un figlio a carico e lo richiedono: poiché non ci sono limiti di Isee (o meglio, il livello di Isee determina quanto è alto l’assegno, ma nessuno è escluso dalla misura), è una delle iniziative di welfare più diffuse nel Paese. La stima è che ci siano circa 9,8 milioni di figli che ne beneficiano, su una platea massima possibile di 10,7 milioni. È anche una delle misure più costose: la stima è che quest’anno lo Stato spenderà circa 20 miliardi di euro per finanziare l’Auu. Così, il governo Meloni sta pensando a come limarlo. Stando alle parole della maggioranza, si dovrebbe trattare di un intervento contenuto, mirato ad aumentare gli aiuti per le famiglie più numerose (togliendoli, evidentemente, a qualcun altro visto che non c’è intenzione di investire più fondi). Ma resta da vedere come prenderanno forma queste idee di riforma nella legge di bilancio. L’ipotesi di cambiare l’Auu ha sollevato le proteste dell’opposizione, mentre la maggioranza ha smentito. L’Assegno unico ha dei problemi a livello normativo. L’anno scorso la Commissione europea aveva avvertito l’Italia con una lettera d’infrazione che il requisito di avere la residenza in Italia da almeno due anni è discriminatorio, così come quello di convivere con i figli a carico. Il mese scorso, la procedura d’infrazione è diventata un deferimento alla Corte di Giustizia, quindi il governo potrebbe comunque essere spinto a intervenire per modificare questo aspetto della norma. (Diogenenews 30/08/2024)
In Germania appello dei vescovi tedeschi a non votare i neonazisti dell’Afd
Diogenenews 30/08/2024: “I partiti estremisti di destra come l’Afd in Turingia non possono essere eletti dai cristiani. “il nazionalismo etnico è incompatibile con i valori fondamentali del cristianesimo“. È il monito del presidente della Conferenza episcopale tedesca, Georg Baetzing, intervistato dal quotidiano di sinistra di Berlino, Tagesspiegel, in vista delle elezioni regionali in Turingia e Sassonia, dove Afd può vincere le elezioni. “Questo partito – ha proseguito Baetzing – vuole rovesciare il nostro sistema democratico e libero. Chiunque guardi alle dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti dell’Afd e ai loro programmi giunge alla conclusione che essi contraddicono i principi cristiani fondamentali, la dignità umana e il comandamento della carità e della solidarietà cristiana“, parole dure, che fanno seguito alla lettera dello stesso Baetzing e di altri vescovi tedeschi che a febbraio, alla vigilia delle elezioni europee, chiesero agli elettori tedeschi di non votare Afd. Nel frattempo è esplosa la questione rifugiati a causa dei fatti di Solingen, dopo che Issa Al Hassan, richiedente asilo siriano di 26 anni, ospite di un centro di accoglienza, si è improvvisamente trasformato in un terrorista spietato durante le celebrazioni dei 650 di Solingen. “Guardiamo increduli nell’abisso del male – ha sottolineato il presidente die vescovi tedeschi- Una festa laica viene interpretata religiosamente dall’Isis. Giustificare l’odio e la violenza in nome di Dio è la perversione della religione per eccellenza“. Sui migranti Baetzing ha aggiunto: “Si tratta di persone che hanno cercato rifugio da noi e che hanno il diritto di rimanere in questo Paese, che sono state assunte come lavoratori qualificati o che sono con noi da decenni come lavoratori. Ora si stanno facendo progetti su come queste persone dovrebbero lasciare il nostro Paese in massa. Ciò contraddice i principi della nostra Costituzione“. (Diogenenews 30/08/2024)
In India stretta su internet, pene fino all’ergastolo per i “contenuti critici”
Diogenenews 30/08/2024: Il governo dell’Uttar Pradesh, sotto la guida di Yogi Adityanath, ha recentemente approvato una nuova politica sui social media che segna un’importante stretta sul controllo dei contenuti digitali nello stato. Questa politica, denominata “Politica sui Media Digitali dell’Uttar Pradesh del 2024”, non solo mira a regolare il flusso di informazioni su piattaforme popolari come Facebook, Instagram, YouTube e X (precedentemente Twitter), ma introduce anche incentivi economici per coloro che utilizzano la loro influenza online per promuovere i programmi governativi. La politica è stata redatta dal dipartimento dell’informazione dello stato ed è ora stata ratificata dal gabinetto statale, segnando un ulteriore passo avanti verso una maggiore centralizzazione e controllo delle comunicazioni digitali in India. L’approvazione di questa nuova politica deve essere vista in un contesto più ampio di crescente controllo del governo centrale e dei governi statali indiani sui media e sulle comunicazioni digitali. Sotto la leadership del Primo Ministro Narendra Modi, l’India ha assistito a una progressiva riduzione dello spazio per la libertà di espressione, in particolare su Internet. (Diogenenews 30/08/2024)
Suicidio assistito: donna di Trieste denuncia l’Asl per tortura
Diogenenews 30/08/2024: Continua il calvario di Martina Oppelli, la 49enne affetta da sclerosi multipla progressiva che, dopo l’ennesimo rifiuto di suicidio assistito, ha presentato un esposto alla Procura di Trieste per rifiuto di atti d’ufficio e tortura nei confronti dei medici dell’azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina. L’annuncio è stato dato durante un incontro convocato con l’associazione Luca Coscioni. Oppelli, dipendente da macchinari, farmaci e assistenza continua per le sue funzioni vitali, nei giorni scorsi aveva visto nuovamente respinta la sua richiesta di assistenza per il suicidio assistito da parte di Asugi, l’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina. “Il nuovo esposto arriva a seguito di ingiustificati rifiuti dell’azienda sanitaria, prima di procedere alle dovute verifiche e poi di riconoscere la sussistenza dei trattamenti di sostegno vitale che tengono Martina Oppelli in vita. Tali condotte ledono la dignità di Martina Oppelli costretta a un trattamento inumano e degradante, condannata a una vera e propria tortura di Stato”, afferma l’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Coscioni e coordinatrice del collegio legale di studio e difesa di Oppelli. “I medici di Asugi – aggiunge Gallo – arrivano a mettere in dubbio che Martina Oppelli necessiti realmente della macchina della tosse che essi stessi, tramite il Ssn le avevano prescritto; in questo modo danno una falsa rappresentazione della sua condizione di malattia e soprattutto dei supporti medici e farmacologici che la tengono in vita”. (Diogenenews 30/08/2024)
Le spese obbligate pesano per il 42% sui consumi italiani
Diogenenews 30/08/2024: L’incidenza delle spese obbligate sui bilanci delle famiglie cala leggermente rispetto allo scorso anno ma per Confcommercio resta comunque troppo alta perché “mangia” il 41,8% dei consumi delle famiglie. Secondo i dati dell’ufficio studi della confederazione, “su un totale di circa 21.800 euro pro capite di consumi all’anno, oltre 9.000 euro se ne vanno per il complesso delle spese obbligate (348 euro in più rispetto al 2019)”. Tra queste spese, la principale è la voce abitazione (4.830 euro), al cui interno un peso rilevante – anche se costantemente in calo dal 1995 ad oggi – viene dall’aggregato energia, gas e carburanti con 1.721 euro. “Le spese obbligate, soprattutto quelle legate all’abitazione, penalizzano sempre di più i bilanci delle famiglie e di conseguenza riducono i consumi. Consumi che sono la principale componente della domanda interna. Per sostenerli occorre confermare l’accorpamento delle aliquote Irpef e ridurre progressivamente, e in modo strutturale, il carico fiscale”, ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli commentando l’analisi dell’ufficio studi. Le spese obbligate comunque non sono salite quest’anno, anzi, hanno avuto una “moderata riduzione” secondo Confcommercio, dal 42,2% del 2023 al 41,8%. Nel 2019 erano 40,6%, nel 1995 36,6%.
Il calo quest’anno c’è stato anche per i beni commercializzabili (dal cibo ai libri, dalle auto agli elettrodomestici): sono scesi a 38,3% dal 38,7% dell’anno scorso. In compenso aumentano i servizi commercializzabili (dai trasporti al telefono, dall’istruzione alle vacanze): dal 19,2% del 2023 al 19,9% del 2024. Secondo Confcommercio, “ad amplificare la dimensione e, quindi, il peso delle spese obbligate è anche la dinamica dei prezzi che mostra una notevole difformità rispetto a quella degli altri beni e servizi: tra il 1995 e il 2024, infatti, l’indice di prezzo degli obbligati (+122,7%) è cresciuto più del doppio rispetto a quello dei beni commercializzabili (+55,6%), dinamica influenzata anche da un deficit di concorrenza tra le imprese fornitrici di beni e servizi obbligati”. Stesso problema rilevato dall’Unione nazionale dei consumatori che chiede “una legge sulla concorrenza completamente rinnovata rispetto a quella presentata dal governo”, che abbia come scopo “ridurre le spese obbligate degli italiani, aumentando la concorrenza in quei settori”. E per rilanciare i consumi delle famiglie, “che rappresentano il 60% del Pil, urge ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti”, perché per l’Unc “se si riducono le tasse anche a chi non ha comunque problemi a spendere, gli effetti sul Pil saranno minimi”. (Diogenenews 30/08/2024)
Transizione digitale nelle aziende UE: bene le grandi imprese, in ritardo le Pm, Italia indietro
Diogenenews 30/08/2024: La transizione digitale nelle aziende e nelle imprese avanza, ma un bel tratto di strada resta da fare: i dati del 2023 rilevati dall’istituto europeo di statistica Eurostat, dicono che il 59% delle imprese nell’Ue ha raggiunto i livelli minimi di digitalizzazione. Significa cioè, secondo i parametri del Digital Intensity Index, che usano almeno 4 delle 12 tecnologie digitali selezionate (intelligenza artificiale, social media, cloud computing, e-commerce…). Il dato interessante è che le grandi imprese hanno raggiunto nel 91% dei casi il traguardo minimo, mentre per le piccole e medie imprese la percentuale si ferma al 58%. A raggiungere il livello elevato di digitalizzazione è il 19,6% di Pmi mentre solo il 4,4% è arrivato al livello molto elevato di intensità digitale. Per contro, si attestano su livelli di intensità digitale bassi il 33,8% delle piccole e medie imprese; nel 42,3% dei casi il livello è fermo al gradino del “molto bassi”. In realtà, l’obiettivo posto dal decennio digitale è che a raggiungere il livello base siano il 91% delle Pmi entro il 2030. Si può migliorare. Soprattutto in alcuni Paesi, dove c’è un gran numero di imprese caratterizzate da un’intensità digitale molto bassa, come la Romania (72,1%), la Bulgaria (70,6%) e la Grecia (56,2%). I primi della classe, con la percentuale maggiore di imprese a “livello molto elevato”, sono la Finlandia (13%), Malta (11,4%) e Paesi Bassi (11%). In Italia il 38,7% di Pmi è a livelli molto bassi di digitalizzazione, il 39% bassi, il 19% ai livelli elevati e solo il 3,2% a livello top. Anche in Italia, aziende più grandi (sopra i 250 dipendenti) registrano livelli più alti di digitalizzazione. (Diogenenews 30/08/2024)
L’Unicef a Gaza distribuisce 450.000 braccialetti identificativi ai bambini che rischiano di separarsi dai loro genitori
Diogenenews 30/08/2024: Dall’ottobre 2023, i bambini della Striscia di Gaza sono in “pericolo” e la loro vita è in “costante subbuglio”. Almeno 19.000 bambini sono stati “costretti a cavarsela da soli in condizioni orribili dopo essere stati separati dai loro genitori o dalle persone che se ne prendono cura”. Lo denuncia oggi l’Unicef spiegando che con il 90% dei 2,3 milioni di palestinesi di Gaza sfollati in un territorio danneggiato e quasi “irriconoscibile”, le famiglie vivono in un territorio estraneo. “I lavori quotidiani di raccolta dell’acqua e del cibo da luoghi talvolta distanti sono divisi tra i membri della famiglia, compresi i bambini. E in qualsiasi momento, i bombardamenti o gli ordini di evacuazione possono improvvisamente separare le famiglie”. Ecco perché l’Unicef – si legge in una nota diffusa oggi – sta collaborando con il governo giapponese per distribuire 450.000 braccialetti di identificazione ai bambini in diverse aree della Striscia di Gaza. Le famiglie scrivono sul braccialetto il nome del bambino, la sua data di nascita e il numero di telefono di un familiare per aiutarli a riunirsi in caso di separazione. I braccialetti sono destinati principalmente ai bambini di età inferiore ai sei anni, che potrebbero avere difficoltà a dire o ricordare un nome o un numero, ma i genitori possono usarli per i bambini più grandi, se necessario. Le persone che si prendono cura dei bambini sono incoraggiate ad aiutare quelli più grandi a memorizzare le informazioni necessarie, spiega l’organizzazione umanitaria: “Poiché questi bambini ne hanno già passate tante e quasi tutti – si stima un milione – hanno bisogno di servizi per la salute mentale e psicosociali che li aiutino a superare il trauma, il personale dell’Unicef e dei partner si preoccupa di non suscitare in queste famiglie la paura della separazione durante la distribuzione dei braccialetti. Al contrario, ai bambini viene insegnato che si tratta di un mezzo di protezione e di autonomia”. I bambini “non accompagnati e separati hanno maggiori probabilità di essere vittime di sfruttamento e abusi”. Inoltre si sottolinea che cibo e acqua potabile scarseggiano nella maggior parte della Striscia di Gaza e un bambino separato dalle persone che si prendono cura di lui è a maggiore rischio di fame e malnutrizione. A giugno 2024, a più di 9.500 bambini è stata diagnosticata una malnutrizione acuta e gli operatori umanitari hanno avvertito che la carestia si sta diffondendo nella Striscia di Gaza. Per aiutare i bambini a far fronte a questa situazione di pericolo di vita, è necessario che “rimangano con le loro famiglie, che sono in grado di offrire loro conforto e sostegno”. Da qui la sensibilizzazione alle madri e alle persone che si prendono cura dei bambini su come aiutarli a “superare il trauma attraverso il gioco e altre attività di supporto”. L’Unicef con il sostegno del governo giapponese, continua a fornire ai bambini e alle loro famiglie nella Striscia di Gaza assistenza psicosociale e per la salute mentale, programmi di rafforzamento familiare e interventi di prevenzione della violenza, oltre a servizi per l’igiene e per l’acqua e per la nutrizione. (Diogenenews 30/08/2024)
Giornata persone scomparse nelle Americhe: Amnesty International chiede che le “donne in cerca” siano protette
Diogenenews 30/08/2024: “In occasione della Giornata internazionale delle vittime di sparizione forzata, Amnesty International ha sollecitato gli stati delle Americhe a riconoscere e proteggere l’azione delle ‘donne in cerca’ delle persone scomparse”. Lo conferma un comunicato diffuso stamattina. “Nelle Americhe, esprimere dissenso verso le politiche governative, reclamare diritti, vivere in una zona di conflitto armato o dove è presente il crimine organizzato, migrare senza documenti possono essere motivi per arrestare persone e occultarne il destino. La ricerca delle persone scomparse è guidata soprattutto dalle donne. Esempi iconici, durante le giunte militari o nei periodi di conflitto armato, sono stati le Abuelas de Plaza de Mayo in Argentina e le donne di Calama in Cile o le donne native in Guatemala e Perú, così come le donne centroamericane che hanno attraversato frontiere e creato meccanismi transnazionali di ricerca delle persone migranti scomparse”. Amnesty elenca casi in Colombia e Messico, con migliaia e migliaia di episodi. Le “donne alla cerca”, spiega l’organizzazione, “affrontano vari rischi, minacce e attacchi, collegati alla loro storia, alla loro identità, ai loro progetti e ai contesti socioeconomici e culturali. È una palese dimostrazione di un deficit di protezione dei diritti”. Amnesty International ricorda agli Stati delle Americhe “i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani. Gli Stati devono riconoscere il diritto delle donne in cerca a partecipare alle ricerche statali così come a effettuare ricerche autonome. Inoltre, gli Stati devono proteggere il diritto delle donne in cerca a difendere i diritti umani senza discriminazione, secondo una prospettiva di genere e con approcci differenti”. Infine, gli Stati devono proteggere le “donne in cerca” “dai vari pericoli, come le minacce e gli attacchi, cui sono esposte”. (Diogenenews 30/08/2024)
Morire in solitudine sul luogo di lavoro in Arizona. Donna trovata cadavere alla sua scrivania dopo 4 giorni
Diogenenews 30/08/2024: È in corso un’indagine a Tempe, Arizona, dopo che una dipendente della Wells Fargo è morta sul lavoro. Una nuova cronologia pubblicata dalla polizia suggerisce che il suo corpo sia rimasto lì per quattro giorni prima di essere scoperto. “È davvero straziante e penso, ‘E se fossi semplicemente seduto lì?'” ha detto un lavoratore. “Nessuno verrebbe a controllare come sto?”. Il corpo è stato trovato all’interno dell’ufficio aziendale della Wells Fargo a Tempe. Un associato che ha parlato in forma anonima con il quotidiano 12News ha detto che la situazione è preoccupante. “Mi farebbe sentire male sapere che è stata seduta alla scrivania in quel modo”, ha detto l’impiegato. “E nessuno ha fatto niente. È così che ha trascorso i suoi ultimi momenti”. La polizia di Tempe ha confermato che il 16 agosto, Denise Prudhomme, 60 anni, è passata al lavoro nell’edificio alle 7 del mattino. Il 20 agosto, la sicurezza dell’edificio ha chiamato le autorità dopo aver trovato un lavoratore privo di sensi. Gli ufficiali sono arrivati e hanno confermato che Prudhomme era morta. Un altro dipendente ha dichiarato che un collega ha trovato Prudhomme morta alla sua scrivania, in un cubicolo, mentre camminava per l’edificio. Secondo quanto riferito, il cubicolo di Prudhomme si trovava al terzo piano, lontano dalla corsia principale. L’impiegato ha affermato che diverse persone hanno sentito un cattivo odore, ma lo hanno scambiato per un problema idraulico. Hanno affermato che, sebbene la maggior parte dei dipendenti della sede di Wells Fargo lavori da remoto, l’edificio è sorvegliato 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e che qualcuno avrebbe dovuto trovare Prudhomme prima. “Quella è la parte spaventosa. Quella è la parte inquietante”, ha detto l’impiegato. “È negligenza in una certa misura”. La polizia afferma che non c’è nulla di sospetto sulla morte, ma non ha ancora confermato molti dettagli sull’ora o su come è morta. L’impiegato ha affermato che la mancanza di informazioni dalla banca è stata particolarmente frustrante. “Mi chiedo solo perché non ne abbiano parlato formalmente ai dipendenti”, ha detto il lavoratore. Un portavoce di Wells Fargo ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito all’incidente: “Siamo profondamente addolorati per la tragica perdita del nostro collega presso il nostro ufficio di Tempe. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la sua famiglia e i suoi cari in questo momento difficile. I consulenti, tramite il nostro servizio di consulenza per l’assistenza ai dipendenti, sono disponibili per supportare i nostri dipendenti. Stiamo collaborando pienamente con il Dipartimento di Polizia di Tempe nelle loro indagini e indirizzeremo a loro tutte le ulteriori domande”. L’operaio ha però affermato che Wells Fargo deve fare di più. “Sento solo che non sono trasparenti con noi e qualcuno deve riconoscerlo”, ha detto l’assistente sociale. “Alla famiglia, mi dispiace per la loro perdita. Lo sento perché penso a mia madre e a mia suocera e a cosa sarebbe successo se fosse successo a loro”. L’altro dipendente ha affermato che il suo diretto superiore ha affrontato l’incidente, ha offerto servizi di consulenza e ha detto ai lavoratori che l’edificio era stato pulito a fondo. La polizia ha affermato che le indagini iniziali non hanno evidenziato alcun segno di comportamento scorretto. Il Tempe Police Criminal Investigations Bureau sta collaborando con il medico legale della contea di Maricopa per determinare la causa della morte. (Diogenenews 30/08/2024)
Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti diminuiscono
Diogenenews 30/08/2024: La scorsa settimana il numero di americani che hanno presentato nuove domande per i sussidi di disoccupazione è diminuito, ma le opportunità di reimpiego per i lavoratori licenziati stanno diventando più scarse, segno che il tasso di disoccupazione è probabilmente rimasto elevato ad agosto. Sebbene il mercato del lavoro stia rallentando, lo sta facendo in modo ordinato, il che mantiene l’espansione economica in carreggiata. L’economia è cresciuta più velocemente di quanto inizialmente pensato nel secondo trimestre, alimentata dalla spesa dei consumatori, come hanno mostrato altri dati giovedì. Anche gli utili aziendali sono rimbalzati lo scorso trimestre, contribuendo a dissipare ulteriormente i timori di una recessione. Il rallentamento del mercato del lavoro e la diminuzione dell’inflazione hanno spinto la Federal Reserve a iniziare a tagliare i tassi di interesse il mese prossimo. “I profitti sono centrali per il nostro modello di economia e non c’è alcun segnale di recessione qui”, ha affermato Conrad DeQuadros, consulente economico senior presso Brean Capital. “Le richieste di disoccupazione sono rimaste praticamente invariate e continuano a non mostrare alcuna prova di un aumento dei licenziamenti”. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione statali sono scese di 2.000 unità, a un numero destagionalizzato di 231.000 per la settimana conclusasi il 24 agosto. Gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto 232.000 richieste per l’ultima settimana. Le richieste sono scese rispetto al massimo di 11 mesi di fine luglio, poiché le distorsioni dovute alle chiusure temporanee degli stabilimenti di veicoli a motore per la riorganizzazione dei nuovi modelli e l’impatto dell’uragano Beryl si sono attenuate. La stima di riferimento si basa sui dati del Quarterly Census of Employment and Wages, derivati dai report dei datori di lavoro ai programmi statali di assicurazione contro la disoccupazione. I dati non includono gli immigrati clandestini, un gruppo che gli economisti ritengono abbia contribuito alla forte crescita occupazionale dell’anno scorso. (Diogenenews 30/08/2024)

