Conflitti e gelo: oltre 122 milioni di persone in fuga nel mondo
Diogenenews 27/11/2024: Il numero di rifugiati e sfollati a causa di conflitti, violenze e persecuzioni ha superato quota 122 milioni, un record drammatico evidenziato nel rapporto “Mid Year Trends” dell’UNHCR. Con l’iniziativa “Un altro inverno lontano da casa”, l’agenzia delle Nazioni Unite accende i riflettori sui rischi invernali per milioni di persone costrette a vivere senza protezione adeguata. Particolarmente critica la situazione in Paesi come Libano, Siria, Ucraina e Afghanistan, dove centinaia di migliaia di famiglie affrontano temperature rigide senza risorse per cibo, medicine o abiti caldi. La campagna di UNHCR, attiva in Afghanistan, Pakistan, Egitto, Siria, Giordania, Libano, Ucraina e Moldavia, punta a raccogliere fondi per fornire supporto immediato. Gli aiuti includono coperte, abiti invernali, beni essenziali e assistenza economica diretta. “Per milioni di persone, l’inverno rappresenta una sfida insostenibile. I conflitti continuano a spingere in fuga famiglie che affrontano gelo e insicurezza senza una casa,” ha dichiarato Laura Iucci, responsabile raccolta fondi UNHCR Italia, sottolineando l’insufficienza delle risorse disponibili per fronteggiare i bisogni in crescita. In Libano, l’inverno aggrava una crisi umanitaria già drammatica: circa 1,3 milioni di persone sono state sradicate dalle loro case dall’escalation del conflitto. Oltre 190.000 vivono in rifugi collettivi, ma molti non hanno riparo adeguato contro le temperature gelide. Dal Libano alla Siria, dove si registra un flusso di 557.000 nuovi arrivi, l’assistenza si scontra con risorse limitate: l’appello umanitario per la Siria è finanziato solo al 17%. A più di 1.000 giorni dall’inizio del conflitto su larga scala, l’Ucraina si prepara a un altro inverno durissimo. La distruzione delle infrastrutture energetiche ha ridotto del 65% la capacità produttiva del Paese, lasciando milioni senza riscaldamento, elettricità e acqua potabile. UNHCR stima di raggiungere 550.000 persone con kit termici, abiti caldi e generatori per affrontare l’emergenza. In Afghanistan, dove 23,7 milioni di persone necessitano di aiuti, le temperature invernali scendono fino a -25 gradi. Il Paese, segnato da decenni di conflitti e disastri naturali, resta tra i più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. UNHCR sta intensificando la distribuzione di beni di prima necessità, abiti caldi e supporto energetico. La campagna “Un altro inverno lontano da casa” mira a fornire assistenza immediata alle famiglie più colpite, garantendo ripari, beni essenziali e risorse per sopravvivere ai mesi più rigidi dell’anno. Con risorse ancora insufficienti, UNHCR chiede un contributo a tutti per salvare vite in un momento critico. (Diogenenews 27/11/2024)
ONDS: in aumento del 5,5% gli utenti degli Help Center nelle stazioni
Diogenenews 27/11/2024: Nel 2023, 20.879 persone in condizione di marginalità estrema sono state assistite dai 20 Help Center della rete ONDS nelle stazioni italiane, con un incremento del 5,5% rispetto all’anno precedente. Dal 2016, il totale degli utenti supportati ha raggiunto 166.538 persone. I dati del Rapporto Annuale ONDS sono stati presentati oggi a Roma Termini. Nel 2023, il 60,1% degli utenti era alla prima richiesta di aiuto, con una prevalenza maschile del 78,1%. Crescono del 7,1% gli italiani assistiti, che rappresentano il 22,5% del totale, mentre aumentano anche i cittadini extra UE al 69,48%. Le richieste principali riguardano beni essenziali come cibo (37,6%) e igiene (26,7%), mentre calano le domande per alloggi e lavoro. Tra le iniziative presentate, il progetto Empowomen ha supportato donne senza dimora con screening sanitari e percorsi di cura, mentre Treno Solidale e Biglietto SOSpeso offrono biglietti ferroviari gratuiti per persone fragili e donne vittime di violenza. Un progetto di reinserimento sociale attraverso la riqualificazione di aree verdi è stato inoltre avviato in collaborazione con Ridaje. (Diogenenews 27/11/2024)
Povertà sanitaria in crescita: oltre 463mila italiani senza accesso a cure
Diogenenews 27/11/2024: Sono 463.176 le persone in Italia che, nel 2023, hanno vissuto in condizioni di povertà sanitaria, un aumento dell’8,43% rispetto all’anno precedente. Lo rileva Banco Farmaceutico durante la presentazione del volume “Tra le crepe dell’universalismo” alla Camera dei Deputati. Oltre 2.000 enti convenzionati hanno fornito farmaci e cure gratuite a chi non poteva permettersele. La spesa farmaceutica familiare continua a salire: nel 2023 ha toccato i 10,65 miliardi di euro (+7,4%), mentre il peso del Servizio Sanitario Nazionale è sceso al 55%. In sette anni, la quota pagata direttamente dalle famiglie è aumentata del 31,9%, gravando anche sulle famiglie più vulnerabili.
Le persone in povertà sanitaria sono perlopiù uomini (54%) e adulti (58%). I minori rappresentano il 22% degli assistiti, più degli anziani (19%). Circa la metà degli utenti è italiana (49%), l’altra metà straniera (51%). I malati acuti sono il 65%, contro il 35% dei cronici. Oltre 4,4 milioni di famiglie in Italia hanno limitato visite e accertamenti sanitari per contenere le spese, tra cui 678mila in povertà assoluta. Ben 3,3 milioni di famiglie hanno rinunciato almeno una volta a cure necessarie, con il 24,5% delle famiglie povere particolarmente esposto al rischio di aggravamento della salute. Secondo Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico, contrastare la povertà sanitaria richiede azioni concrete e una rete collaborativa tra sanità pubblica, privati e Terzo settore per garantire sostegno a chi fatica ad accedere alle cure. (Diogenenews 27/11/2024)
Oggi a Roma 3.000 persone in piazza per i diritti dei sordi
Diogenenews 27/11/2024: Oltre 3.000 partecipanti da tutta Italia sono previsti stamane in Piazza Santi Apostoli, a Roma, per la manifestazione nazionale organizzata dall’Ente Nazionale Sordi (ENS). L’evento mira a sollecitare il Governo su interventi concreti per i diritti della comunità sorda, spesso dimenticata. “La nostra comunità affronta barriere quotidiane nell’accesso a istruzione, informazione e inclusione sociale,” ha dichiarato il presidente ENS, Raffaele Cagnazzo. “Non chiediamo favori, ma pari diritti per vivere come tutti i cittadini.” La mancanza di sottotitoli nei discorsi istituzionali e la scarsità di interpreti LIS durante eventi pubblici sono esempi emblematici delle difficoltà che amplificano l’isolamento delle persone sorde. Il problema si estende al mondo del lavoro, dove il collocamento mirato previsto dalla legge 68/1999 non ha portato risultati significativi per la comunità. Il tasso di disoccupazione tra le persone sorde resta elevato, aggravato da una formazione inaccessibile e pregiudizi diffusi. “Mancano condizioni adeguate per garantire un accesso equo al lavoro,” ha sottolineato Cagnazzo, chiedendo ambienti inclusivi e selezioni in LIS. “La sordità non può più essere ignorata,” ha concluso Cagnazzo. L’ENS chiede al Governo e al Parlamento interventi strutturali per abbattere le barriere e promuovere una vera inclusione. La manifestazione punta a far capire che l’inclusione deve trasformarsi da concetto astratto ad azioni concrete. (Diogenenews 27/11/2024)
Regno Unito e India: ripartono i negoziati sul libero scambio nel 2024
Diogenenews 27/11/2024: Downing Street ha annunciato che i colloqui sul libero scambio tra Regno Unito e India riprenderanno nel nuovo anno. La decisione segue l’incontro tra il premier indiano Narendra Modi e Sir Keir Starmer, avvenuto al vertice del G20 in Brasile.
Un’intesa commerciale con l’India potrebbe aprire mercati strategici per le automobili britanniche, il whisky scozzese e i servizi finanziari, con prospettive economiche di miliardi di sterline. L’India, destinata a diventare la terza economia mondiale entro il 2050, rappresenta un partner cruciale per il Regno Unito. Nel 2024, il valore complessivo del rapporto commerciale tra i due Paesi ha raggiunto i 42 miliardi di sterline, con esportazioni britanniche pari a 16,6 miliardi. Nonostante oltre una dozzina di round negoziali dal 2022, persistono nodi critici, in particolare sull’allentamento delle norme sui visti e la riduzione delle tariffe per studenti e professionisti indiani. Sir Keir Starmer ha dichiarato che i prossimi colloqui si concentreranno su sicurezza, istruzione, tecnologia e cambiamenti climatici. “Un nuovo accordo commerciale con l’India sosterrà l’occupazione e la prosperità nel Regno Unito,” ha affermato, sottolineando l’importanza di rilanciare la crescita economica per migliorare gli standard di vita. Jonathan Reynolds, ministro per il Commercio e le Imprese, ha definito l’India un “partner essenziale” e ha evidenziato il potenziale di un accordo per abbattere i dazi e incrementare gli investimenti, che già sostengono oltre 600.000 posti di lavoro tra i due Paesi. Oltre ai colloqui con l’India, il governo laburista ha avviato negoziati con Svizzera, Corea del Sud e Consiglio di cooperazione del Golfo. A dicembre, il Regno Unito parteciperà anche ai colloqui per l’Accordo globale e progressivo per il partenariato transpacifico (CPTPP). (Diogenenews 27/11/2024)
Rapporto Isfort sulla mobilità in Italia: i più poveri costretti al trasporto privato
Diogenenews 27/11/2024: Il 21° rapporto “Audimob” di Isfort, presentato ieri a Roma presso il CNEL, evidenzia come la mobilità italiana rifletta profonde disuguaglianze economiche e territoriali. Le famiglie con redditi più bassi, prive di alternative efficienti nei trasporti pubblici, sono costrette a un uso massiccio dell’auto privata, nonostante i costi elevati. Il 72% delle famiglie con redditi inferiori a 15mila euro utilizza l’auto per spostarsi, contro il 56,4% di chi guadagna oltre 25mila euro. La situazione è particolarmente critica nelle aree periferiche, dove il trasporto pubblico è carente o assente, penalizzando chi non può permettersi di vivere in zone centrali e ben collegate. Nel primo semestre 2024, il 63,1% degli italiani si è spostato in auto, in leggero calo rispetto al 65% del 2023, mentre l’uso dei mezzi pubblici è fermo all’8,6%, molto al di sotto degli standard europei. La mancanza di investimenti strutturali e l’impatto dello smartworking continuano a limitare l’offerta. L’uso dei treni ad alta velocità e Intercity è in aumento, con incrementi rispettivamente del 2% e 10% tra il 2019 e il 2023. Anche la micromobilità (bici e monopattini) guadagna terreno, raggiungendo quasi il 4% degli spostamenti. I treni regionali, però, segnano una flessione del 13% negli ultimi quattro anni, nonostante una ripresa del 18% nel 2024. L’Italia resta tra i Paesi con il più alto tasso di motorizzazione in Europa: 69,4 auto ogni 100 abitanti, contro i 58,6 della Germania. Le auto elettriche e ibride mostrano una crescita nelle vendite, ma rappresentano ancora una quota marginale del parco veicoli. (Diogenenews 27/11/2024)
Francia e Polonia unite contro il trattato UE-Mercosur
Diogenenews 27/11/2024: L’Assemblea nazionale francese ha espresso martedì il proprio sostegno al governo nell’opposizione all’accordo di libero scambio tra l’UE e il Mercosur. Con 484 voti contrari e 70 favorevoli, i deputati hanno approvato un voto non vincolante che conferisce all’esecutivo un “mandato democratico” per respingere l’accordo, come sottolineato dal ministro del Commercio estero, Sophie Primas. Il Senato si pronuncerà sull’argomento mercoledì. Anche la Polonia si è schierata contro il trattato, dichiarando di non accettarne l’attuale formulazione per tutelare i propri agricoltori e la sicurezza alimentare, ha affermato il vicepremier Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Varsavia sta lavorando per costruire una minoranza che blocchi l’entrata in vigore dell’accordo. Il ministro francese dell’Agricoltura, Annie Genevard, ha sottolineato che l’accordo non garantisce condizioni di concorrenza eque per gli agricoltori europei. Il dibattito in Assemblea ha visto tutti i gruppi politici contrari al trattato, anche se con posizioni diverse: alcuni, come gli ecologisti e gli eletti della sinistra radicale, si oppongono a qualsiasi accordo con il Mercosur, mentre altri ritengono che ci siano margini per una revisione. Parallelamente al dibattito politico, gli agricoltori francesi hanno intensificato le proteste contro il trattato. Martedì, manifestazioni si sono svolte a Strasburgo, Perpignan e nel Gers, dove un centinaio di agricoltori ha sfilato simbolicamente con una bara. La FNSEA e i Giovani Agricoltori hanno annunciato nuove mobilitazioni fino a giovedì, con blocchi stradali, azioni contro le amministrazioni e presidi presso piattaforme logistiche di supermercati. Nonostante le mobilitazioni passate, molti agricoltori lamentano la mancanza di risultati concreti, in particolare su temi come l’uso dei pesticidi autorizzati in Europa ma vietati in Francia. A pochi mesi dalle elezioni professionali, le proteste riflettono un crescente malcontento nel settore agricolo. (Diogenenews 27/11/2024)
Francia: fino a 200.000 posti di lavoro a rischio, allarme sulla crisi industriale
Diogenenews 27/11/2024: La segretaria generale della CGT, Sophie Binet, ha lanciato un nuovo allarme sui piani di ristrutturazione in Francia, indicando che quasi 250 piani di licenziamento potrebbero mettere a rischio tra 170.000 e 200.000 posti di lavoro. L’industria è la più colpita, ma anche settori come l’aerospaziale, l’automotive e la grande distribuzione sono in difficoltà. In un’intervista a Les Echos, Binet ha evidenziato una “forte accelerazione” rispetto ai dati di maggio, quando erano stati segnalati 130 piani sociali per 33.000 posti diretti a rischio (e circa 60.000 con l’indotto). La situazione si è aggravata a novembre con quasi 200 piani sociali, salendo ora a cifre ancora più preoccupanti. La CGT teme effetti a cascata, con gravi conseguenze sui subappaltatori più piccoli, particolarmente vulnerabili alle ristrutturazioni delle grandi aziende. Binet attribuisce la crisi a quella che definisce “una politica dal lato dell’offerta fallimentare” adottata durante i mandati di Emmanuel Macron e critica le grandi imprese per aver aumentato i margini e i dividendi durante l’inflazione, penalizzando salari e investimenti. Questo, secondo la leader sindacale, ha portato a una contrazione dei consumi e a una crisi più ampia. A lungo termine, Binet auspica la convocazione di “assemblee generali del settore” per rilanciare l’industria e riequilibrare il sistema produttivo. L’obiettivo è mettere in campo una strategia condivisa che affronti le debolezze strutturali e limiti ulteriori emorragie occupazionali. (Diogenenews 27/11/2024)
Caffè sempre più caro: prezzi record per Arabica e Robusta
Diogenenews 27/11/2024: Il caffè rischia di diventare un lusso. Lunedì 25 novembre, il prezzo dell’Arabica, la varietà di caffè più consumata, ha raggiunto i 6,84 dollari al chilogrammo (6,54 euro) alla Borsa di New York, quasi il doppio rispetto ai 3,58 euro dello scorso anno. È un record dal 1997. Anche il Robusta, utilizzato soprattutto per i caffè solubili, ha toccato livelli storici: 5,1 dollari al chilo (4,86 euro) alla Borsa di Londra, contro i 2,86 euro di gennaio. I prezzi di entrambe le varietà hanno superato i picchi registrati nel 2021 e 2022, anni già segnati da forti aumenti per i consumatori. L’Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO) aveva rilevato a maggio che il Robusta aveva raggiunto il massimo dal 1979, con un prezzo di 4 dollari al chilo, un dollaro in meno rispetto ai livelli attuali. Il cambiamento climatico ha pesanti ripercussioni sui principali Paesi produttori. Il Vietnam, secondo produttore mondiale, ha visto le sue esportazioni dimezzarsi durante l’estate a causa di una prolungata siccità. In Brasile, primo produttore globale, si temono raccolti inferiori per il 2025-2026 a causa di condizioni meteorologiche avverse. Oltre alle sfide climatiche, si aggiungono fattori geopolitici: interruzioni nel trasporto marittimo nel Mar Rosso, potenziali aumenti dei dazi americani e le nuove regolamentazioni UE contro la deforestazione. Questi elementi hanno spinto i produttori a limitare le vendite, riducendo l’offerta. Di fronte alla crisi, il settore si riorganizza. Il gruppo americano Mondelez ha abbandonato il business del caffè, vendendo le sue quote nella società olandese JDE Peet’s. Nel frattempo, i Paesi del G7, su iniziativa dell’Italia, hanno istituito un fondo globale per sostenere i produttori. Il progetto sarà inizialmente testato in Africa e, se efficace, esteso ad America Centrale e Asia. Questa crisi, combinata a dinamiche globali e locali, potrebbe cambiare per sempre il mercato del caffè, aumentando ulteriormente i costi per i consumatori. (Diogenenews 27/11/2024)
Germania: la povertà in età avanzata cresce, milioni di pensionati a rischio
Diogenenews 27/11/2024: La povertà tra gli anziani in Germania è in rapido aumento, con 3,245 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni considerate a rischio nel 2023. I dati, forniti dall’ufficio statistico dell’UE Eurostat, mostrano un incremento significativo rispetto ai 2,4 milioni del 2013, segnalando una tendenza preoccupante. Gli anziani a rischio povertà sono coloro il cui reddito netto, escluse le prestazioni sociali, è inferiore al 60% del reddito medio nazionale. Nel 2023, questa soglia era fissata a 1.310 euro mensili per i single. Il numero di persone anziane in questa situazione è aumentato di oltre 11% tra il 2014 e il 2022, con le donne particolarmente colpite: oltre il 40% dei pensionati vive con meno di 1.250 euro al mese, cifra che interessa 7,5 milioni di persone, di cui 5,2 milioni sono donne. Sempre più pensionati dipendono dalla previdenza di base per far fronte alle spese quotidiane. A dicembre 2023, 690.000 persone ricevevano questa forma di assistenza, ma molti evitano di richiederla per paura di stigmatizzazione. Nonostante i redditi aggiuntivi come pensioni aziendali e altre forme di sostegno, molte persone anziane, anche oltre i 70 anni, sono costrette a lavorare per integrare le entrate. L’aumento della povertà in età avanzata è attribuibile a diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione. Nel 1991, le persone con più di 65 anni erano 12 milioni, mentre nel 2022 sono salite a 18,7 milioni. Tuttavia, la crescita del tasso di rischio non può essere ignorata: oltre al numero, aumenta anche la percentuale di anziani colpiti, con i genitori soli, i disoccupati di lunga durata e le persone meno istruite maggiormente a rischio. Sahra Wagenknecht, leader dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), ha definito l’aumento della povertà in età avanzata un fallimento della politica pensionistica del governo. Ha accusato il cancelliere Olaf Scholz (SPD) e Friedrich Merz (CDU) di non aver proposto soluzioni efficaci. Secondo Wagenknecht, la povertà colpisce ormai anche la classe media, e ha richiesto una revisione completa del sistema pensionistico come priorità per le elezioni del 2025. Il precedente governo aveva promesso di mantenere il livello delle pensioni al 48% fino al 2039 per garantire stabilità, ma la riforma è rimasta incompiuta con la fine della coalizione di governo. La necessità di un intervento strutturale rimane urgente per affrontare una crisi che colpisce milioni di pensionati tedeschi. (Diogenews 27/11/2024)


