martedì, Gennaio 20, 2026

Diogene – Agenzia 24/06/2024

L’Italia sotto di dieci punti nella media europea per le competenze digitali

Diogenenews 24/06/2024: Nel 2023, il divario nelle competenze digitali tra i Paesi dell’Ue27 è significativo, con una variazione di 55 punti percentuali. L’Italia si posiziona al 23° posto, circa 10 punti sotto la media. Secondo un rapporto dell’Istat, che da quasi vent’anni documenta lo sviluppo della società dell’informazione in Italia, le competenze digitali della popolazione rimangono modeste. Solo il 45,9% degli italiani adulti possiede competenze digitali di base, mentre un terzo (36,1%) ha competenze insufficienti e il 5,1% non ha alcuna competenza. Questo posiziona l’Italia tra i Paesi europei con il livello più basso di competenze digitali, con un divario di quasi 10 punti rispetto alla media UE27. Le competenze digitali sono influenzate dalle caratteristiche socioculturali della popolazione. In Italia, il 59,1% dei giovani tra 16 e 24 anni possiede competenze digitali di base, contro il 19,4% degli adulti tra 65 e 74 anni. Le competenze digitali sono generalmente più elevate tra gli uomini, con una disparità di genere a favore degli uomini di 3,1 punti percentuali, che diventa più marcata a partire dai 45 anni. Il livello di istruzione è un altro fattore determinante: il 74,1% delle persone con titolo universitario ha competenze digitali di base, mentre tra coloro con un titolo di studio basso, solo il 22,6% le possiede. Nel settore lavorativo, il 56,9% degli occupati italiani ha competenze digitali di base, ma questo è ancora inferiore alla media UE27 del 64,7%. I settori con la maggiore presenza di lavoratori con competenze digitali sono i Servizi di informazione e comunicazione e le Attività finanziarie e assicurative, con circa l’80%. I settori con maggior ritardo sono Agricoltura, silvicoltura e pesca (32,5%) e Costruzioni (43,8%). Le imprese italiane mostrano un progresso nella formazione ICT, con il 19,3% delle aziende che ha offerto formazione nel 2022, un aumento rispetto al 2017. Tuttavia, rimangono ancora al di sotto della media europea del 22,4%. Anche il settore ICT, pur essendo il più attivo nella formazione, mostra ritardi rispetto alla media UE27, con solo il 54,7% delle imprese che offre formazione contro il 65,3% della media europea. La formazione ICT è cruciale anche per la Pubblica Amministrazione, con un aumento della formazione tra le PA locali dal 16,9% nel 2018 al 23,9% nel 2022. Le principali tematiche di formazione riguardano applicazioni e software specifici, sicurezza ICT e servizi online. In sintesi, sebbene ci siano stati progressi nella digitalizzazione e formazione ICT in Italia, il Paese continua a mostrare significativi ritardi rispetto alla media europea, con ampie disparità tra settori economici, livelli di istruzione e fasce d’età. (Diogenenews 24/06/2024)


I pazienti oncologici in Italia costretti a spendere oltre 1800 euro l’anno di tasca propria

Diogenenews 24/06/2024: Solo il 40% degli studi clinici su terapie innovative contro il cancro dimostra un miglioramento della qualità di vita, oltre al vantaggio nella sopravvivenza libera da progressione. Questo aspetto, cruciale per la quotidianità dei pazienti oncologici, è spesso sottovalutato sia nelle sperimentazioni che nella pratica clinica. I PROs (patient-reported outcomes) permettono ai pazienti di valutare direttamente la loro salute e percezione della malattia e del trattamento. Strumenti digitali come app possono misurare in tempo reale i parametri relativi alla qualità di vita, migliorando l’aderenza ai trattamenti e riducendo gli accessi ai Pronto Soccorso, ma sono poco utilizzati. La Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) raccomanda l’adozione di questi strumenti e ha pubblicato linee guida sulla gestione della tossicità finanziaria, una condizione che influisce sulla qualità di vita dei pazienti. Il documento di Esmo, frutto del lavoro di 19 esperti di 11 Paesi, è stato presentato alla XXI Conferenza Nazionale Aiom. Francesco Perrone, presidente Aiom, sottolinea che l’Italia è all’avanguardia in Europa nella valutazione delle difficoltà economiche dei pazienti oncologici, grazie al questionario PROFFIT, che misura la tossicità finanziaria attraverso 16 affermazioni relative a cause e conseguenze delle difficoltà economiche. Questo strumento è stato validato in inglese e potrebbe essere adottato anche in altri Paesi con sistemi sanitari pubblici. Problemi economici riducono la sopravvivenza dei pazienti oncologici del 20%, anche in Italia, dove ogni paziente spende oltre 1.800 euro all’anno di tasca propria per varie spese legate alla malattia. La tossicità finanziaria dovrebbe essere inclusa tra gli indicatori monitorati nel Programma Nazionale Esiti, poiché riflette la qualità e l’efficienza del servizio sanitario. La tossicità dei trattamenti influisce sulla qualità di vita. Un monitoraggio proattivo dei sintomi e della tossicità dei farmaci, come quello tramite i PRO-CTCAE (Patient Reported Outcomes – Common Terminology Criteria for Adverse Event), permette ai pazienti di segnalare autonomamente e dettagliatamente gli effetti collaterali delle terapie anti-tumorali. Questo strumento sta entrando nell’uso clinico, ma è ancora poco utilizzato nella pratica. Esmo ha promosso linee guida per l’uso dei PROs nella pratica clinica, sottolineando la necessità di un’organizzazione adeguata per l’implementazione efficace, che richiede formazione di pazienti, caregiver e operatori, integrazione tra figure professionali e risorse dedicate. Il monitoraggio dei PROs migliora la gestione dei pazienti senza aumentare i carichi di lavoro. Negli ultimi dieci anni, la qualità di vita è passata da un interesse marginale a un parametro importante nella valutazione dei trattamenti anti-cancro. Strumenti validati permettono di produrre dati solidi a supporto dell’efficacia delle cure e terapie digitali, come app che segnalano sintomi specifici, migliorano la sopravvivenza anticipando la diagnosi di progressioni o recidive. Un recente studio presentato al Congresso ASCO ha analizzato 592 sperimentazioni di fase tre e ha evidenziato che solo il 40% degli studi mostra un miglioramento della qualità di vita con la terapia sperimentale. Questo dato è spesso non disponibile o non analizzato, evidenziando la necessità di promuovere formazione e consapevolezza sull’importanza di questi strumenti di monitoraggio negli studi clinici. (Diogenenews 24/06/2024)


In Sardegna 120 mila famiglie in povertà, la Cisl presenta un dossier alla Presidente della Regione Alessandra Todde

Diogenenews 24/06/2024: La Cisl regionale, tramite il segretario generale Pier Luigi Ledda, sollecita un piano concreto per affrontare la grave situazione di povertà in Sardegna, che interessa oltre 120.000 famiglie. Durante il primo incontro con la presidente della Regione, Alessandra Todde, Ledda ha presentato un dossier con criticità e proposte per l’Isola. Il recente Report statistico Povertà 2024 della Caritas evidenzia come il fenomeno abbia raggiunto livelli storici e strutturali in tutto il Paese, con la Sardegna in linea con il quadro nazionale. La Cisl sottolinea la necessità di avviare politiche strutturali per contrastare le diverse forme di povertà, sia vecchie che nuove, molte delle quali non sono nemmeno censite. La situazione è drammatica e richiede interventi urgenti per evitare un futuro ancora più difficile per l’isola. La Sardegna presenta un quadro allarmante per quanto riguarda la povertà materiale, con oltre 120.000 famiglie senza reddito da lavoro su un totale di circa 700.000. La povertà relativa e assoluta coinvolge un numero crescente di anziani. Il reddito medio delle pensioni di vecchiaia è di 1.090,34 euro mensili, una cifra che coincide con la soglia di povertà relativa per un nucleo di due persone (1.085 euro). Le pensioni assistenziali mostrano importi medi mensili molto bassi: 408,97 euro per gli assegni sociali e 426,44 euro per gli invalidi civili, evidenziando il peso della povertà materiale tra gli anziani. Questo rende urgente l’intervento con un sistema di welfare più diffuso e generativo, che rafforzi le politiche sociali e socioassistenziali. Ledda conclude che la politica deve dare priorità a questo tema, proponendo un piano pluriennale e un patto di legislatura che lavori nell’interesse dei sardi, al di là degli schieramenti politici. (Diogenenews 24/06/2024)


Francia, il Nuovo Fronte Popolare si mobilita contro l’antisemitismo dilagante

Diogenenews 24/06/2024: Con un comunicato stampa, i leader dei quattro principali partiti del Nuovo Fronte Popolare hanno condannato fermamente coloro che utilizzano gli ebrei come capri espiatori e hanno ribadito le loro proposte per combattere l’antisemitismo. I leader del Nuovo Fronte Popolare hanno esortato a combattere l’antisemitismo e ogni forma di razzismo, denunciando le campagne diffamatorie. Marine Tondelier (Les Ecologistes), Fabien Roussel (Partito Comunista Francese), Manuel Bompard (La France Insoumise) e Olivier Faure (Partito Socialista) hanno espresso il loro sdegno per l’aggressione antisemita a Courbevoie, in cui una bambina di 12 anni è stata vittima di un attacco verbale e fisico. Hanno manifestato pieno sostegno alla vittima e alla sua famiglia. I quattro leader hanno sottolineato la necessità di affrontare la recrudescenza di atti antisemiti e la cultura dello stupro, sollecitando un impegno collettivo per affrontare queste problematiche. Hanno ribadito l’importanza di lottare senza tregua contro l’antisemitismo, l’islamofobia e tutte le forme di razzismo, affermando la loro solidarietà con le vittime di questi crimini. In risposta alle recenti polemiche e accuse di antisemitismo, i leader del Nuovo Fronte Popolare hanno dichiarato di condannare fermamente chiunque utilizzi gli ebrei come capri espiatori. Hanno anche criticato il primo ministro Gabriel Attal per le sue accuse, sostenendo che preferisce diffamare l’opposizione piuttosto che confrontarsi su questioni politiche. Inoltre, i leader hanno denunciato la strategia elettorale della destra e dell’estrema destra, accusandole di minare la lotta contro l’antisemitismo e di banalizzare l’estremismo di destra. Hanno ricordato come l’estrema destra in Francia sia stata storicamente costruita sull’odio verso gli ebrei e gli stranieri e hanno evidenziato i recenti episodi di tweet razzisti e antisemiti da parte di candidati del Rassemblement National. Infine, hanno ribadito le proposte del Nuovo Fronte Popolare per combattere il razzismo e l’antisemitismo, tra cui il rafforzamento della giustizia per perseguire gli autori di crimini razzisti, l’istituzione di una Commissione per l’Uguaglianza con un Osservatorio sulle Discriminazioni e l’attuazione di piani per combattere la discriminazione in vari settori. Hanno anche sottolineato l’importanza di rafforzare la sicurezza intorno ai luoghi di culto e di cultura. Il giorno prima, Jean-Luc Mélenchon ha criticato duramente le accuse di antisemitismo mosse contro La France Insoumise, affermando che queste accuse sono un pretesto per diffamare il movimento e favorire il voto per il Rassemblement National. (Diogenenews 24/06/2024)


In Marocco la povertà multidimensionale è notevolmente ridotta

Diogenenews 24/06/2024: Secondo l’Alto Commissariato per la Pianificazione, il tasso di povertà multidimensionale in Marocco ha registrato una riduzione significativa, passando dal 40% nel 2001 al 9,1% nel 2014, quindi al 5,7% nel 2022. Questa dinamica è principalmente guidata dalla forte riduzione della povertà multidimensionale nelle aree rurali negli ultimi due decenni, dal 73,4% nel 2001 al 19,4% nel 2014 e all’11,2% nel 2022, scrive l’HCP in una nota sull’evoluzione della popolazione tenore di vita alla luce dei risultati del National Household Living Standards Survey 2022”. Nelle aree urbane, tuttavia, dopo un forte calo dal 13,8% nel 2001 al 2,2% nel 2014, la povertà multidimensionale è leggermente aumentata per attestarsi al 2,6% nel 2022, aggiunge la stessa fonte.
A livello regionale, la povertà multidimensionale è diminuita considerevolmente in tutte le regioni negli ultimi due decenni, in particolare nelle regioni di Tangeri-Tétouan-Al Hoceima, L’Oriental, Rabat-Salé-Kénitra, Souss-Massa, Casablanca-Settat, Marrakech -Safi e Darâa-Tafilalet, dove il calo medio annuo ha superato il 10%. Nonostante questo calo, due regioni rimangono più povere nel 2022, mostrando tassi di povertà multidimensionale a due cifre, vale a dire Béni Mellal-Khénifra (11,6%) e Fès-Meknes (10,4%). L’indagine rivela che la povertà monetaria è la principale fonte di povertà multidimensionale e spiega più della metà della prevalenza di questa povertà (52%) nel 2022, rispetto al 37,8% nel 2014.
Per quanto riguarda le privazioni nell’accesso ai servizi sociali di base (acqua, elettricità e servizi igienico-sanitari) e i deficit sociali nell’istruzione, contribuiscono rispettivamente per il 25% e il 23% alla povertà multidimensionale nel 2022. La povertà monetaria rappresenta la principale fonte di povertà multidimensionale a Darâa-Tafilalet, con un contributo del 78,9% nel 2022, Fez-Meknes (64,3%), Souss-Massa (60,3%), le regioni del Sud (58,8%), Marrakech- Safi (51,2%) e Casablanca-Settat (50,9%). L’Indagine nazionale 2022 sugli standard di vita delle famiglie rientra nelle indagini strutturali condotte dall’High Planning Commission (HCP). La quarta edizione, successiva a quelle realizzate nel 1991, 1999 e 2007, è stata realizzata a livello nazionale con un campione di 18.000 famiglie, rappresentanti le diverse frange socioeconomiche e regioni del Regno. La raccolta dei dati è stata ripartita su un periodo di un anno, dal 15 marzo 2022 al 14 marzo 2023. (Diogenenews 24/06/2024)


L’80% dei Rom a rischio povertà contro la media del 16,8% della popolazione della UE

Diogenenews 24/06/2024: L’80% dei rom rimane a rischio di povertà, un tasso molto superiore al tasso del 16,8% della popolazione generale. Anche se i sondaggi mostrano una diminuzione del tasso di rom che vivono in grave deprivazione materiale, questo tasso tuttavia contrasta nettamente con quello dei non rom. Colmare questo divario di povertà è uno degli obiettivi principali del nuovo quadro strategico dell’UE per i rom, che prevede di dimezzarlo entro il 2030. E’ prevista nei prossimi giorni un’audizione al Parlamento europeo che esaminerà le recenti indagini sulla povertà tra i rom. Si discuterà in modo più dettagliato di come le politiche anti-povertà dell’UE possano essere attuate e come contribuire a migliorare la situazione della comunità rom. Si parlerà inoltre di misure e buone pratiche per ridurre il divario di povertà. (Diogenenews 24/06/2024)


Oltre 1000 morti alla Mecca: l’Egitto annuncia sanzioni a compagnie turistiche

Diogenenews 24/06/2024: Le autorità egiziane hanno ordinato la revoca delle licenze a sedici compagnie turistiche e il deferimento dei loro dirigenti alla procura per “frode” , dopo aver fatto viaggiare illegalmente pellegrini alla Mecca, in Arabia Saudita. Il primo ministro egiziano Moustafa Madbouli “ha ordinato di ritirare le licenze di queste società, di deferire i loro dirigenti al pubblico ministero e di imporre loro una multa a beneficio delle famiglie dei pellegrini morti a causa loro”, spiega il suo ufficio in una nota. Questa decisione arriva dopo la morte di più di mille pellegrini durante il grande pellegrinaggio musulmano svoltosi in Arabia Saudita sotto un caldo torrido, più della metà dei quali non avevano il permesso per questo raduno annuale. Un conteggio stabilito venerdì dall’AFP, sulla base di dichiarazioni ufficiali e informazioni fornite dai diplomatici, stima il bilancio delle vittime a oltre 1.100, più della metà dei quali provenienti dall’Egitto. Un alto funzionario saudita ha difeso la gestione da parte del regno del pellegrinaggio hajj che si è concluso ufficialmente mercoledì. All’inizio di giugno, l’Arabia Saudita ha annunciato che le sue forze armate avevano respinto più di 300.000 pellegrini non registrati dalla Mecca, tra cui 153.998 stranieri entrati nel regno con visti turistici, senza passare attraverso i canali ufficiali. Sembra però che un gran numero di pellegrini non autorizzati siano riusciti a partecipare ai riti che si sono svolti per diversi giorni, in condizioni particolarmente difficili. (Diogenenews 24/06/2024)


La povertà condanna le Isole Canarie ad essere la comunità spagnola con il maggior tasso di obesità infantile

Diogenenews 24/06/2024: Uno studio con i dati dell’ultima Indagine Sanitaria Nazionale, colloca le Isole Canarie al primo posto per quanto riguarda l’obesità infantile in Spagna. Il lavoro ha coinvolto 4.882 bambini di età compresa tra uno e 14 anni e ha studiato i fattori associati alla prevalenza di bambini con obesità e sovrappeso. I risultati non sorprendono: maggiore è la povertà, maggiore è il rischio di soffrire di entrambe. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Medicina Clínica , è emerso che l’obesità infantile colpisce il 18,6% dei minori e il sovrappeso il 13,5%. Queste cifre suggeriscono che in Spagna ci sono più di un milione di bambini obesi e quasi 750.000 in sovrappeso. Le Isole Canarie sono la comunità autonoma con il rischio più elevato (3,81), davanti all’Andalusia (3,54) e Murcia (3,49). Castilla y León (1,71), Galizia (1,4) e Cantabria sono quelle con i minori risultati. La carta nazionale mostra un gradiente geografico nord-sud molto netto in cui il tasso aumenta nelle regioni più meridionali. Il lavoro evidenzia che la prevalenza dell’obesità infantile in Spagna mostra segni di “iniziare a stabilizzarsi”, anche se non in modo omogeneo su tutto il territorio. Questa tendenza è già stata rilevata in altre parti del mondo. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet su un campione di 128 milioni di bambini, adolescenti e adulti conclude che, mentre l’obesità si stabilizza nei paesi ad alto reddito, accelera in quelli più svantaggiati. La ricerca ritiene che oggi più di prima si conceda il sovrappeso come un “rischio per la vita” e attribuisce la stabilizzazione della malattia all’aumento delle campagne di sensibilizzazione. (Diogenenews 24/06/2024)


In Cile previsto uno “shock” sulle bollette elettriche, con aumenti fino al 40%

Diogenenews 24/06/2024: Il ministro cileno dell’Energia Diego Pardow ha sottolineato che a luglio le bollette elettriche aumenteranno in media del 15% a livello nazionale. A livello locale, Javier Piedra, professore presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Concepción, ha sviluppato una ricerca sui valori regionali della produzione di calore nelle abitazioni. Più nel dettaglio e con dati aggiornati, ha spiegato che nel caso di Biobío, in una prima proiezione, gli incrementi stimati qualche mese fa erano: 12% per la prima metà del 2024; 30% per la seconda metà del 2024 e 40% per la prima metà del 2025. Ma questo valore è stato modificato ed è passato al 28% per la prima metà del 2024; 44% per la seconda metà dello stesso anno e 63% per la prima metà del 2025. Quanto sopra si basa sul fatto che “gli aumenti precedentemente previsti erano finalizzati all’attuazione della legge sulla stabilizzazione delle tariffe, che all’epoca faceva notizia, e questa legge ha generato aumenti considerevoli delle bollette elettriche che hanno riguardato le componenti di generazione”. «Quando si paga la bolletta elettrica, lo si fa per tre componenti, che sono: la generazione dove si produce energia come le dighe o il termoelettrico o le rinnovabili, che corrisponde a circa il 70% della bolletta. Poi c’è la trasmissione che corrisponde ai tralicci dell’alta tensione che si vedono sulle strade e che rappresentano circa il 10% e infine c’è la distribuzione che nella zona è CGE, che è quella che porta l’elettricità a le case e rappresenta circa il 20% della bolletta”, spiega la ricercatrice dell’UdeC. Tra gli aspetti principali dei nuovi aumenti previsti delle bollette elettriche, secondo Javier Piedra, va considerato l’aggiornamento dei prezzi di trasmissione e distribuzione. “La somma di tutto ciò fa sì che l’aumento medio nazionale delle bollette elettriche raggiunga circa il 28% nel primo semestre, il 44% nel secondo, e arrivi fino al 63% a gennaio 2025”. (Diogenenews 24/06/2024)


Negli Usa i prodotti freschi e la frutta assenti nella dieta delle persone emarginate

Diogenenews 24/06/2024: Gli Stati Uniti sono la più grande economia del mondo (26,4 trilioni di dollari / 25% del PIL globale), e di gran lunga il centro e l’asse della rivoluzione tecnologica dell’epoca che è l’Intelligenza Artificiale (AI); e la sua popolazione di 330 milioni di abitanti ha un PIL pro capite di 69.000 dollari all’anno, con un livello di disoccupazione (3,5%) praticamente inesistente. Sono però circa 18 milioni gli americani che vivono al di sotto della soglia di povertà , e più di 2/3 di essi corrispondono alla comunità afroamericana, e vivono nei centri urbani, assolutamente devastati e marginali delle grandi città americane; e – questo è il punto da sottolineare – la sottoclasse marginale che vi sopravvive è profondamente denutrita , con una straordinaria manifestazione di obesità di vario grado, anche morbosa, e molteplici malattie derivate da una cattiva alimentazione, come diabete, tubercolosi e disturbi cardiaci. Quasi il 23% degli afroamericani soffriva di insicurezza alimentare nel 2022/2023, più di 2,5 volte i livelli della comunità bianca. Ciò significa che oggi 1 afroamericano su 5 è malnutrito , ovvero oltre 9 milioni di persone che non hanno accesso a una dieta sufficientemente nutriente per condurre una vita sana e attiva. Ciò che aggrava questa situazione, e la rende una vera tragedia sociale nel Paese più ricco e potente del mondo, è l’esistenza di ciò che il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) chiama “food gaps” nei centri urbani delle grandi città americane. , dove le piccole attività di vendita di prodotti freschi e di frutta sono praticamente scomparse , e il loro posto è stato preso dai “Grandi Magazzini di prodotti da un dollaro”, che ricevono in pagamento i “Bonos” caratteristici dei disoccupati; Utilizzando questo strumento, la dieta del sottoproletariato marginale nordamericano è altamente distruttiva , povera di prodotti freschi e ricca di grassi. L’USDA è incaricata dal governo di Washington della gestione di tutto ciò che riguarda la distribuzione di quote o buoni per nutrire la popolazione che è disoccupata o che, pur avendo uno status di lavoratore dipendente, il suo reddito non è sufficiente per un’alimentazione adeguata. Secondo i calcoli dell’USDA, un bambino nato in una famiglia che vive in “deserti alimentari” e quindi si nutre di letali “prodotti in dollari” tende a vivere 12 anni in meno rispetto a chi ha accesso a una varietà di prodotti e cibi freschi. Il destino di gran parte dei bambini poveri negli Stati Uniti è determinato in modo irreversibile dalla loro dieta negativa nei primi anni di vita. Ciò che governa le operazioni dei “Grandi Magazzini di prodotti per un dollaro” sono le vendite massicce di scarsa redditività marginale, essenzialmente senza preoccuparsi del contenuto nutrizionale degli alimenti che vende, che tra l’altro sono molto economici. È un sistema in cui i prodotti freschi (“verdi”) e quelli ortofrutticoli non trovano praticamente posto; ed è comprensibile come la scarsa capacità d’acquisto effettiva della sottoclasse marginale opti per i cibi economici e altamente distruttivi dei “… negozi per un dollaro”. La povertà negli Stati Uniti, e la conseguente insicurezza alimentare, non è solo un fenomeno urbano, ma un’espressione diretta di questo male americano ovunque. (Diogenenews 24/06/2024)

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