Haiti: inizia la missione internazionale, sarà guidata dal Kenya
Diogenenews 17/05/2024: Dopo un lungo periodo di attesa, è imminente l’inizio dell’operazione di Polizia internazionale ad Haiti, autorizzata dall’ONU per ristabilire l’ordine nel Paese. La missione, che coinvolgerà 2.500 unità, sarà diretta dal Kenya, i cui mille agenti hanno completato un intenso addestramento durato mesi. Secondo vari media locali e regionali, gli agenti sono stati messi in stato di preallarme e potrebbero partire per Haiti entro la fine del mese. La violenza delle bande criminali ad Haiti ha portato a 245.000 sfollati nel 2023, il doppio rispetto all’anno precedente, come indicato nel rapporto annuale del Centro di monitoraggio degli sfollati interni e del Consiglio norvegese per i rifugiati. Questi dati collocano Haiti al primo posto mondiale per numero di sfollati causati dalle bande criminali in proporzione alla popolazione. Inoltre, nel 2023, 9.800 persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa di disastri naturali. Nel frattempo, il Consiglio presidenziale di transizione di Haiti sta tentando di riprendere il controllo del Paese, e in particolare della capitale Port-au-Prince, ora quasi interamente dominata dalle bande. Di recente, queste bande hanno intensificato le loro azioni, come dimostrato dall’attacco alla stazione di polizia di Gressier, a sud della capitale. “Il problema dell’insicurezza sarà risolto. In un futuro non troppo lontano, i banditi smetteranno di dominare i nostri corpi, le nostre case, i nostri quartieri, le nostre città e il Paese”, ha dichiarato il Consiglio presidenziale, aggiungendo che l’unica opzione per i banditi è deporre le armi e arrendersi alla polizia. (Diogenenews 17/05/2024)
Tribunale turco condanna leader Curdi a decenni di prigione per un tweet
Diogenenews 17/05/2024: Un tribunale turco ha condannato più di venti politici curdi, tra cui l’ex candidato presidenziale Selahattin Demirtas, con accuse di crimini contro lo Stato legate alle rivolte del 2014 contro lo Stato Islamico a Kobane. Secondo Human Rights Watch, le accuse sono basate principalmente su quattro post sui social media pubblicati il 6 ottobre 2014 dall’account Twitter del Partito Democratico Popolare (HDP) e sui discorsi politici degli imputati. La procura sostiene che questi tweet abbiano incitato le proteste avvenute in 32 città turche dal 6 all’8 ottobre 2014, che causarono almeno 37 morti, le cui circostanze non sono mai state del tutto chiarite. Il processo, noto come “processo Kobane”, ha visto Demirtas condannato a 42 anni di prigione, la co-presidente dell’HDP Figen Yuksekdag a 30 anni e l’ex sindaco di Diyarbakir Gultan Kisanak a 12 anni. Inoltre, Ahmet Turk, sindaco di Mardin, è stato condannato a 10 anni di carcere. Il tribunale ha anche ordinato la detenzione continua di 13 imputati, tra cui Demirtas e Yuksekdag, mentre altri 12 politici sono stati assolti. Human Rights Watch ha criticato queste sentenze, affermando che il governo turco ha strumentalizzato il sistema giudiziario per detenzioni arbitrarie e per escludere i politici curdi dalla vita politica. Hugh Williamson, direttore per l’Europa e l’Asia centrale di Human Rights Watch, ha dichiarato che la condanna di Demirtas, Yuksekdag e altri rappresenta un tentativo di sopprimere la rappresentanza politica curda e di criminalizzare il discorso politico legale. Williamson ha anche sottolineato che tali azioni non risolveranno il conflitto tra lo Stato turco e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Negli ultimi tre anni, molti ex parlamentari dell’HDP, sindaci e funzionari del partito sono stati processati con accuse varie, come tentativo di distruggere l’unità dello Stato e appartenenza a un’organizzazione terroristica. Le prove contro di loro, come confermato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, si basano principalmente su post sui social media e discorsi politici. Questi procedimenti seguono il fallimento, nel 2015, degli sforzi per porre fine al conflitto tra il PKK e lo Stato turco. Nel 2016, il governo ha revocato l’immunità parlamentare dei deputati e arrestato vari membri dell’HDP con accuse di terrorismo. Da allora, Demirtas e Yuksekdag sono rimasti in prigione, e l’HDP sta affrontando un caso di chiusura davanti alla Corte Costituzionale della Turchia. (Diogenenews 17/05/2024)
Italia e crisi demografica, minimo storico di nascite nel 2023
Diogenenews 17/05/2024: Il 2023 ha segnato un nuovo record negativo per le nascite. Anche se i decessi sono diminuiti dell’8% rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione rimane nettamente negativo. Negli ultimi anni, inoltre, l’effetto positivo della popolazione straniera sulle nascite, presente dai primi anni Duemila, si è ridotto. La diminuzione delle nascite è collegata a una riduzione della fertilità: il numero medio di figli per donna è sceso da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi al minimo storico di 1,19 figli per donna registrato nel 1995. La fertilità delle donne italiane è rimasta stabile a 1,18 figli per donna nel 2022, mentre quella delle donne straniere è leggermente calata a 1,86 figli per donna, rispetto a 1,87 nel 2021. L’Istituto rileva che i giovani di oggi ritardano sempre più la transizione verso l’età adulta. Nel 2022, il 67,4% dei giovani tra i 18 e i 34 anni viveva ancora in famiglia, rispetto al 59,7% nel 2002, con picchi del 75% in regioni come Campania e Puglia. Si osserva un rinvio anche nel matrimonio e nella procreazione. Nel 2022, l’età media al primo matrimonio era di 36,5 anni per gli uomini (31,7 nel 2002) e 33,6 anni per le donne (28,9 nel 2002); l’età media per avere il primo figlio è salita a 31,6 anni, rispetto ai 29,7 anni del 2002. In Italia, mancano 200.000 bambini perché 30 anni fa non sono nati i potenziali genitori. Il calo significativo delle nascite negli ultimi anni ha radici profonde ed è attribuibile alle scelte di genitorialità delle coppie italiane, che decidono di avere meno figli e in età più avanzata. Queste scelte fatte 30 anni fa hanno portato oggi a un numero ridotto di potenziali genitori. Inoltre, negli ultimi anni si è ridotto anche il contributo delle nascite da parte dei cittadini stranieri, che aveva stimolato un aumento della natalità dai primi anni Duemila. (Diogenenews 17/05/2024)
Dieselgate: dopo 9 anni arriva risarcimento per 60 mila italiani
Diogenenews 17/05/2024: Ci sono voluti quasi nove anni, e l’importo finale è molto più basso rispetto ai 3.300 euro inizialmente previsti dalla sentenza di primo grado. Tuttavia, era giunto il momento di chiudere anche in Italia il capitolo su una vicenda che ha avuto un impatto significativo sull’industria automobilistica. Altroconsumo e Volkswagen hanno raggiunto un accordo per risarcire oltre 60.000 consumatori che, tra il 2009 e il 2015, avevano acquistato veicoli coinvolti nel cosiddetto Dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate che ha riguardato veicoli Volkswagen, Audi, Škoda e SEAT con motori diesel EA 189. Questi consumatori avevano aderito alla class action promossa da Altroconsumo e ammessa dalla Corte d’Appello di Venezia. A livello mondiale, il Gruppo Volkswagen ha pagato circa 32 miliardi di euro in risarcimenti negli ultimi anni. Per quanto riguarda l’Italia, Volkswagen si è impegnata a risarcire chi ha acquistato un veicolo di quel tipo e in quegli anni. Nelle prossime settimane verranno stabilite le modalità tecniche e operative per permettere agli aventi diritto di aderire all’accordo e avviare le procedure di pagamento. Altroconsumo predisporrà una piattaforma online appositamente dedicata per la gestione sicura e corretta di queste operazioni, attiva a partire da dicembre 2024. Altroconsumo fornirà tutti i dettagli e le informazioni necessarie, comprese le date di avvio e la finestra temporale per completare le operazioni di pagamento. Grazie a questo accordo, che conclude la vicenda giudiziaria iniziata nel 2015, Altroconsumo e il Gruppo Volkswagen hanno deciso di non presentare ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Venezia. (Diogenenews 17/05/2024)
E’ diventato legge il provvedimento contro bullismo e cyberbullismo
Diogenenews 17/05/2024: La Camera ha approvato all’unanimità una proposta di legge bipartisan mirata a combattere il bullismo e il cyberbullismo. Dopo le modifiche apportate dal Senato, il testo è diventato legge. Questa nuova normativa non solo fornisce una definizione dettagliata del bullismo, descrivendolo come un’aggressione fisica o psicologica ripetuta da parte di un individuo o un gruppo verso uno o più minori, ma impone anche a ogni scuola di adottare un codice di prevenzione e di fornire servizi di supporto psicologico. La legge prevede percorsi rieducativi per i colpevoli e istituisce il 20 gennaio come “Giornata del rispetto”, in memoria di Willy Monteiro, il giovane di origini capoverdiane ucciso nel 2020 a Colleferro mentre cercava di difendere un amico. Durante questa giornata, le scuole promuoveranno attività educative per sensibilizzare gli studenti sul rispetto reciproco e sulla non violenza. Ogni istituto scolastico dovrà adottare un codice interno per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo, e le regioni dovranno fornire servizi di supporto psicologico. I dirigenti scolastici saranno obbligati a informare i genitori dei minori coinvolti in episodi di bullismo e a seguire le procedure ministeriali per gestire tali situazioni. Inoltre, il tribunale per i minorenni potrà adottare misure coercitive non penali, includendo anche condotte aggressive online o di gruppo. Il procedimento giudiziario prevede un intervento preliminare con un percorso di mediazione o un progetto educativo, sotto la supervisione dei servizi sociali minorili. Il tribunale può decidere di concludere il procedimento, proseguire il progetto educativo, o affidare il minore ai servizi sociali o a una comunità, per un periodo temporaneo. La legge delega anche il Governo a emanare decreti legislativi entro dodici mesi per rafforzare la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Tra le misure previste, l’implementazione del numero di emergenza 114, l’inclusione di responsabilità civili nei contratti con i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, e campagne di prevenzione e sensibilizzazione promosse dalla Presidenza del Consiglio. Infine, la normativa modifica lo Statuto delle studentesse e degli studenti, includendo l’impegno delle scuole a creare condizioni che favoriscano l’emersione di episodi di bullismo, uso o abuso di alcol e droghe, e altre forme di dipendenza. (Diogenenews 17/05/2024)
In Marocco cala la povertà e la classe media è in espansione
Diogenenews 17/05/2024: Un recente studio del Centro Politico per il Nuovo Sud (PCNS) sfida l’idea che la società marocchina stia diventando sempre più divisa. Al contrario, la classe media del paese sta crescendo significativamente e la povertà è in declino. Secondo il rapporto del PCNS, l’incidenza della povertà in Marocco è diminuita dal 14% nel 2012 al 9,6% nel 2019. Inoltre, la gravità della povertà, che misura la profondità e l’intensità delle condizioni di vita dei più poveri, è calata di quasi il 60% nello stesso periodo. Questi dati indicano un miglioramento tangibile nelle condizioni di vita dei più indigenti e una riduzione delle disuguaglianze sociali. Il rapporto evidenzia che “la crescita ha beneficiato i più poveri”, mostrando miglioramenti sia per le fasce più basse che per una parte consistente della classe media. Questo contraddice la percezione comune di un peggioramento del tenore di vita, poiché non esistono studi concreti che confermino tale sensazione. La classe media marocchina, invece di ridursi, si è ampliata notevolmente. Se nel 2012 rappresentava il 53% della popolazione, nel 2019 è salita al 61%, con un incremento del 16%. Sorprendentemente, nelle zone rurali, la classe media ha superato il 70% della popolazione nel 2019, con un aumento di oltre 6 punti percentuali. Anche nelle aree urbane si è registrata una crescita, raggiungendo i due terzi della popolazione con un aumento di quasi il 15% rispetto al 2012. Questa espansione della classe media e la riduzione della povertà hanno contribuito a diminuire le disuguaglianze e a mitigare la polarizzazione sociale in Marocco. L’indice Theil, che misura la disuguaglianza economica, è diminuito del 40% nelle aree rurali, segnalando la maggiore riduzione delle disparità. Anche le aree urbane hanno visto un miglioramento, sebbene meno marcato. Lo studio si basa su dati raccolti dall’Alto Commissariato per la Pianificazione (HCP) attraverso indagini panel condotte nel 2012 e nel 2019. Il campione del 2012 comprendeva circa 8.000 famiglie, mentre quello del 2019 è stato ampliato a 16.879 famiglie, riflettendo una distribuzione della popolazione più recente, con il 63% nelle aree urbane e il 37% nelle zone rurali. (Diogenenews 17/05/2024)
Le famiglie belghe hanno un patrimonio medio di quasi 250.000 euro, il doppio della media UE
Diogenenews 17/05/2024: Un rapporto pubblicato da Keytrade Bank e dall’Università di Gand rivela che il patrimonio di una famiglia media in Belgio ammonta a 249.301 euro, quasi il doppio della media europea di 123.500 euro. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che questa ricchezza non ha tenuto il passo con l’inflazione. Dal 2021, il patrimonio medio delle famiglie belghe è cresciuto solo del 2,8%, mentre l’inflazione ha raggiunto il 9,6% nel 2022 e il 4,1% nel 2023. Il professor Koen Inghelbrecht dell’Università di Gand ha spiegato che la mediana è stata utilizzata come riferimento per evitare che i patrimoni più elevati distorcano i dati. La ricchezza media risulta essere di 437.273 euro, ma la mediana di 249.301 euro rappresenta meglio la distribuzione della ricchezza tra le famiglie. Questo significa che metà delle famiglie ha un patrimonio inferiore o uguale a 249.301 euro, mentre l’altra metà possiede più di questa somma. Il rapporto evidenzia che, sebbene il patrimonio medio sia aumentato del 2,8% dal 2021, la crescita non è sufficiente a compensare l’inflazione degli ultimi anni, che ha portato a una diminuzione reale del valore del capitale delle famiglie belghe. Lo studio mostra anche che il patrimonio delle famiglie varia significativamente con l’età. Le persone accumulano ricchezza durante la loro vita lavorativa, raggiungendo il picco durante la pensione, per poi diminuire dopo i 75 anni. Ad esempio, i giovani tra i 18 e i 34 anni possiedono in media 121.426 euro, mentre coloro tra i 65 e i 74 anni raggiungono una media di 340.050 euro. Il settore immobiliare è l’investimento principale per le famiglie belghe, che destinano il 58,8% del loro patrimonio totale alla proprietà della casa. Inoltre, circa il 30% delle famiglie investe in ulteriori proprietà immobiliari. I conti di risparmio rappresentano il 9,4% della ricchezza totale, con una media di oltre 25.000 euro in risparmi per famiglia. Circa il 40% delle famiglie ha più di 12 volte il proprio reddito mensile netto depositato in conti di risparmio. Lo studio ha anche analizzato il patrimonio dell’1% più ricco della popolazione. Per appartenere a questa categoria, una famiglia deve possedere almeno 4,7 milioni di euro, con una media di 5,9 milioni di euro. Queste persone, prevalentemente sulla cinquantina, spesso possiedono o co-gestiscono aziende e investono in proprietà immobiliari, beni di lusso, azioni e opere d’arte. Il campione dello studio comprendeva 2.182 intervistati, con 1.903 risposte valide utilizzate per il rapporto finale. Per garantire la rappresentatività dei grandi patrimoni, è stato effettuato un sovracampionamento di lavoratori autonomi, persone di 65 anni e più, residenti in comunità benestanti e cinquantenni con diploma di master. (Diogenenews 17/05/2024)
Paesi Bassi: l’estrema destra di Wilders impone al governo una stretta migratoria
Diogenenews 17/05/2024: Per la prima volta nei Paesi Bassi l’estrema destra va al potere e il partito di Geert Wilders, il partito della Nuova Coalizione, che a sei mesi dalle elezioni ha trovato un accordo di maggioranza con la destra più altri due partiti minori, fa sentire subito la sua voce xenofoba. “Saranno adottate misure concrete per mettere in atto le più severe norme sull’ingresso in materia di asilo mai viste e il pacchetto più completo mai concepito per controllare l’immigrazione”, ha dichiarato al londinese Time un esponente della Nuova Coalizione. “Una clausola di non partecipazione alle politiche europee in materia di asilo e migrazione sarà presentata al più presto alla Commissione europea”, ha reso noto sempre il Time, che sul capitolo immigrazione riporta le intenzioni dei neofascisti al governo: “I richiedenti asilo respinti o privi di documenti saranno ‘espulsi il più presto possibile, anche con la forza’ ”. Limitare l’arrivo degli stranieri sembra l’obiettivo principale di questo nuovo governo, molto ancorato alla destra, ma non è l’unico. Probabilmente sotto l’impulso del Citizen Peasant Movement (BBB), sottolinea Dutch News, i Paesi Bassi intendono “rallentare i propri sforzi in termini di cambiamento climatico”. Ciò, precisa il sito d’informazione anglofono, comporterà in particolare “la riduzione degli incentivi fiscali per l’acquisto di auto elettriche”, o anche limitando la costruzione di “nuovi parchi eolici, che saranno costruiti solo offshore – e solo se”. non interrompono il settore della pesca”. Un ambito in cui l’esecutivo intende esercitare pressioni su Bruxelles affinché inverta alcune limitazioni.(Diogenenews 17/05/2024)
Argentina: la povertà è salita al 48,9% della popolazione tra lo scorso novembre e aprile
Diogenenews 17/05/2024: Tra novembre e aprile scorsi, la povertà in Argentina ha raggiunto il 48,9% della popolazione, coinvolgendo 29,4 milioni di persone, come evidenziato in un rapporto dell’Università Torcuato Di Tella di Buenos Aires. Il documento riporta che il costo medio del paniere di beni di prima necessità nella regione di Buenos Aires e dintorni è stato di 203.642 pesos (circa 229 dollari) per adulto durante questo periodo, segnando un aumento annuo del 265,3%. Nel frattempo, il reddito familiare complessivo è cresciuto del 196,1%. Il rapporto descrive un tasso di povertà del 45,2% per i mesi di novembre e dicembre 2023, che è salito al 51,8% nel primo trimestre del 2024, per poi stabilizzarsi al 48% ad aprile 2024. Questi dati emergono in un contesto di erosione del potere d’acquisto, con gli stipendi che sono aumentati del 45,5% nel primo trimestre dell’anno, a fronte di un’inflazione del 51,6% nello stesso periodo, secondo i dati ufficiali. Secondo l’Istituto nazionale di statistica e censimento (Indec), nella seconda metà del 2023, il 41,7% della popolazione non era in grado di coprire le spese di base, mentre l’indigenza colpiva l’11,9% della popolazione. Ad aprile 2024, l’inflazione ha toccato il 289,4% su base annua, secondo l’Indec. In aprile, i prezzi al consumo sono aumentati dell’8,8% rispetto a marzo, mostrando un rallentamento rispetto ai mesi precedenti, dove i prezzi erano saliti del 25,5% a dicembre e dell’11% a marzo. Il rapporto indica che i prezzi delle merci sono aumentati del 6,3% rispetto a marzo, mentre i servizi hanno visto un incremento del 16,5%. Su base annua, queste cifre si traducono rispettivamente in aumenti del 291,9% per le merci e del 283,3% per i servizi. (Diogenenews 17/05/2024)
Usa: Biden annuncia nuove modifiche alla politica di asilo
Diogenenews 17/05/2024: Il governo degli Stati Uniti ha presentato ieri una serie di nuove modifiche alla politica sull’asilo. Secondo la nuova normativa, gli adulti detenuti nei porti di frontiera e successivamente rilasciati perché ritenuti idonei a chiedere asilo saranno trasferiti in cinque città interne del paese, dove un giudice valuterà la loro richiesta di asilo e il loro futuro negli Stati Uniti. I Dipartimenti di Giustizia e Homeland Security hanno annunciato che questa nuova politica sull’asilo mira a velocizzare il processo di trattamento dei casi di immigrazione attraverso i tribunali. Durante una conferenza stampa a Washington DC, il procuratore generale Merrick Garland e il segretario per la Sicurezza Interna Alejandro Mayorkas hanno illustrato questo nuovo approccio, che rientra negli sforzi dell’amministrazione Biden per gestire e ridurre l’immigrazione irregolare lungo il confine con il Messico. Fin dall’inizio del 2021, ci sono stati circa 10 milioni di arresti lungo il confine. Questo nuovo processo, noto come ‘Recent Arrivals Docket Process’, sarà utilizzato per affrontare rapidamente i casi di adulti non accompagnati che cercano di entrare negli Stati Uniti attraverso i porti di frontiera sud-occidentali. L’obiettivo è di fornire rapidamente protezione o sollievo a coloro che hanno una base legale per richiedere asilo, mentre coloro che non hanno diritto saranno espulsi rapidamente. La nuova normativa è stata sottoposta al Federal Register per la pubblicazione e i commenti del pubblico. Una volta ricevuti i feedback, il governo terrà conto di tali opinioni per elaborare una normativa finale, come richiesto dalla legge. Il governo riconosce che il sistema di asilo è stato travolto da un grande numero di casi negli ultimi anni, con milioni di richieste in sospeso. La carenza di risorse, inclusi giudici e avvocati specializzati in immigrazione, ha causato ritardi nei processi giudiziari sull’immigrazione. Nel tentativo di affrontare questa crisi, il presidente Biden aveva richiesto al Congresso un finanziamento di 14 miliardi di dollari per assumere più giudici, creare nuovi tribunali per l’immigrazione e incrementare il personale per l’asilo e la sicurezza delle frontiere. Tuttavia, il Congresso ha respinto questa richiesta, lasciando l’amministrazione con risorse limitate per risolvere la situazione. (Diogenenews 17/05/2024)


