In Brasile la Corte Suprema indaga su Elon Musk per diffusione di Fake News tramite X
Diogenenews 09/04/2024: In Brasile, un magistrato della Corte Suprema ha avviato un’inchiesta su Elon Musk, magnate della tecnologia e proprietario della piattaforma di social media X, precedentemente conosciuta come Twitter. La mossa giuridica arriva in seguito alle dichiarazioni di Musk, il quale ha annunciato la sua intenzione di revocare il blocco di alcuni account imposto per ordine del giudice Alexandre de Moraes, affermando che tali restrizioni erano incostituzionali e chiedendo le dimissioni del magistrato. L’indagine guidata da de Moraes si concentra sul ruolo dei cosiddetti “milizie digitali” nel diffondere disinformazione e messaggi d’odio durante la presidenza di Jair Bolsonaro, oltre a esaminare un supposto tentativo di colpo di stato orchestrato dallo stesso Bolsonaro. Musk, criticando apertamente de Moraes su X, ha accusato il giudice di violare “sfacciatamente e ripetutamente” la costituzione brasiliana, minacciando di arresto i dipendenti di X e di bloccare l’accesso alla piattaforma in Brasile. In risposta, Musk ha sottolineato che i principi sono più importanti dei profitti, nonostante ciò possa significare la perdita di tutte le entrate in Brasile e la chiusura degli uffici locali. De Moraes ha reagito includendo Musk nell’indagine sui social media e le notizie false, avviando contemporaneamente un procedimento per ostruzione alla giustizia. Ha inoltre avvertito che X sarà soggetta a multe giornaliere di 100.000 reais (circa 19.740 dollari) se non adempierà all’ordine di mantenere il blocco degli account specificati. Il governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, di orientamento progressista, ha espresso sostegno a de Moraes. Jorge Messias, procuratore generale, ha condannato l’atteggiamento di Musk e ha invocato una maggiore regolamentazione delle piattaforme di social media per prevenire violazioni delle leggi brasiliane da parte di entità straniere, sottolineando l’inaccettabilità di una società controllata da miliardari non residenti che sfidano lo stato di diritto. Quest’inchiesta si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra le autorità brasiliane e le piattaforme di social media, evidenziato anche da precedenti indagini su dirigenti di Telegram e Google per campagne contro proposte di legge relative alla regolamentazione di Internet nel paese. (Diogenenews 09/04/2024)
In Germania viaggiare senza biglietto sui mezzi pubblici comporta un anno di carcere
Diogenenews 09/04/2024: Ogni anno, circa 90 mila persone in tutta la Germania vengono denunciate per viaggiare senza un biglietto valido. Coloro che finiscono in carcere sono soprattutto quelli che non possono permettersi un biglietto, i piùpoveri. Vengono arrestate per questomotivo circa 2.000 persone all’anno, 800 delle quali scontano una pena detentiva e circa 1.100 una pena sostitutiva, per non aver pagato il sovrapprezzo dovuto per il viaggio senza biglietto. Questo costa allo Stato tra i 100 e i 200 euro al giorno per persona, per un totale di oltre un quarto di milione di euro. Il codice penale tedesco prevede una pena fino a un anno per questo reato, l’articolo 265a del codice penale, introdotto nel 1935 dai nazisti e mai abrogato, anche se di recente il Ministero della Giustizia ha ridotto la durata della pena. In Germania sono chiamati Schwarzfahrer (tradotto i passeggeri neri), ovvero tutti coloro che viaggiano senza biglietto sui mezzi pubblici. In una città come Berlino dove non ci sono tornelli per salire sulla metro il loro numero è limitato grazie alla presenza di centinaia di controllori in borghese. Talvolta sui mezzi pubblici può capitare che si alzi una signora con delle buste della spesa in mano, in apparenza una pensionata che ha fatto la spesa, per effettuare il controllo dei biglietti a sorpresa. La pena detentiva riguarda chi non vuole, pochi, e chi non può, i molti poveri, pagare la multa. La regola si applica non solo a coloro che non hanno il biglietto, ma anche a chi utilizza un biglietto non valido, viaggiando ad esempio per troppe fermate con un titolo valido solo per una corsa breve o in due direzioni opposte con un biglietto standard. Da molti anni si discute in Germania di abolire questa norma, ma di fatto, nonostante l’impegno del governo ad abrogarla depenalizzando l’illecito, sproporzionato rispetto all’entità della violazione, la norma continua a restare in vigore. (Diogenenews 09/04/2024)
In Italia il 25% delle morti da cancro sono legate a bassa istruzione e tossicità finanziaria
Diogenenews 09/04/2024: In Italia, il 25% delle morti per cancro è legato a bassi livelli di istruzione, con circa 30.000 decessi (22.271 uomini e 7.456 donne) tra i 30 e gli 84 anni nel 2019 correlati a questa causa. Lo studio, pubblicato sul ‘Journal of Public Health’, evidenzia come l’istruzione influenzi la mortalità cancerogena e il reddito. La cosiddetta tossicità finanziaria, che colpisce il 26% dei pazienti oncologici, è aggravata dai costi di trasporto verso i centri di cura, con quasi 28.000 pazienti nel 2022 che hanno viaggiato in altre Regioni italiane per cure, specialmente chirurgiche. Il primo questionario al mondo che misura e identifica le cause della tossicità finanziaria in contesti di servizi sanitari pubblici, denominato PROFFIT (Patient Reported Outcome for Fighting Financial Toxicity), è stato presentato in Italia. Questo strumento, composto da 16 affermazioni, esplora le difficoltà economiche e le loro conseguenze sui pazienti, diversamente dal questionario COST degli Stati Uniti, che si concentra sugli aspetti psicologici senza indagare le cause. Il presidente dell’AIOM, Francesco Perrone, ha sottolineato come anche i sistemi sanitari universali come quello italiano siano colpiti dalla tossicità finanziaria, rivelando che il 26% dei pazienti incontra problemi economici alla diagnosi, condizione che peggiora nel 22,5% dei casi durante il trattamento, aumentando il rischio di morte del 20%. Il questionario PROFFIT, validato anche per il Regno Unito, mira a sensibilizzare decisori politici e amministratori sull’importanza di politiche che affrontino la tossicità finanziaria, chiedendo più investimenti e personale per sostenere l’oncologia come pilastro del Servizio Sanitario Nazionale. La ricerca sottolinea la necessità di superare le disparità nell’accesso alle cure oncologiche e ai programmi di screening in Italia, con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro. Inoltre, emerge la correlazione tra stili di vita, educazione alla prevenzione, e l’impatto dell’inquinamento atmosferico sul cancro, evidenziando la necessità di allinearsi alle direttive europee per la qualità dell’aria per combattere il cambiamento climatico e l’inquinamento. Infine, si fa appello all’importanza di garantire l’equità nell’accesso alle cure migliori, sottolineando il ruolo fondamentale delle reti oncologiche e dei centri di eccellenza nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti, come dimostrato dal carcinoma mammario. (Diogenenews 09/04/2024)
Migrazioni sanitarie: la grande fuga dal Sud per curarsi in strutture di Centro e Nord Italia
Diogenenews 09/04/2024: Il fenomeno della migrazione sanitaria dal Sud verso il Centro e il Nord Italia persiste, specialmente per il trattamento di malattie gravi. Questo trend è stato evidenziato dal rapporto “Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute” di Svimez, presentato a Roma in collaborazione con Save The Children. Nel 2022, quasi la metà (44%) dei 629.000 migranti sanitari proveniva dalle regioni meridionali. In particolare, per le patologie oncologiche, oltre il 22% dei pazienti meridionali ha cercato cure in altre regioni, mentre solo lo 0,1% dei pazienti del Centro-Nord ha fatto il viaggio inverso, con la Calabria che registra il tasso più alto di migrazione sanitaria. Anche per la pediatria si osserva un significativo movimento di pazienti dal Sud verso il Centro-Nord, con particolare riferimento a cure per disturbi mentali, neurologici, della nutrizione o del metabolismo, con destinazioni privilegiate come Roma, Genova e Firenze. Luca Bianchi, direttore generale della Svimez, sottolinea l’importanza di aumentare le risorse per la sanità e di rafforzare l’equità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per ridurre i divari territoriali e garantire il diritto alla salute. Il report mette in luce come la migrazione sanitaria, oltre a gravare sui pazienti, evidenzi le disparità nei sistemi regionali di spesa sanitaria e suggerisce che l’autonomia differenziata potrebbe aggravare ulteriormente questi squilibri. (Diogenenews 09/04/2024)
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna la Svizzera per “inazione” sul clima
Diogenenews 09/04/2024: Per la prima volta, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha condannato uno stato membro, la Svizzera, per non aver combattuto efficacemente contro il cambiamento climatico, ritenendo che ciò violi la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La decisione segue una denuncia presentata da 2.500 donne svizzere, le quali sostenevano che l’inazione del loro governo nei confronti del cambiamento climatico avesse effetti negativi sulla loro vita e salute. La CEDU ha giudicato che vi era stata una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del diritto a un giusto processo, sottolineando l’obbligo degli stati di proteggere i cittadini dagli effetti dannosi dei cambiamenti climatici. Altre due denunce, una presentata dall’ex sindaco di Grande-Synthe, Damien Carême, contro lo Stato francese per rischio di sommersione della sua città, e l’altra da un gruppo di giovani portoghesi dopo devastanti incendi nel 2017, sono state respinte dalla CEDU. In entrambi i casi, i ricorrenti non sono stati riconosciuti come vittime dirette o non avevano esaurito tutti i ricorsi legali disponibili nei loro paesi. Queste decisioni segnano un precedente importante sul ruolo della CEDU nella valutazione della responsabilità degli stati membri riguardo al cambiamento climatico. (Diogenenews 09/04/2024)
L’epatite uccide i più poveri per il costo elevato dei vaccini. La denuncia dell’Oms
Diogenenews 09/04/2024: Il 2022 ha visto l’epatite virale, meno letale del Covid-19 ma altrettanto mortale quanto la tubercolosi, mietere 1,3 milioni di vite a livello globale, come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in un recente rapporto. Questa cifra segna un incremento rispetto ai 1,1 milioni di decessi del 2019, evidenziando una preoccupante crescita della mortalità legata a questa malattia. La maggior parte delle vittime, l’87%, è stata colpita dall’epatite B, mentre il rimanente 13% dall’epatite C. Nonostante ciò, il numero di nuove infezioni è diminuito, passando da 2,5 milioni a 2,2 milioni. L’infiammazione epatica nota come epatite può essere scatenata da cinque diversi virus, con le varianti B e C che possono evolvere in forme croniche portando a cirrosi o cancro al fegato. La trasmissione avviene per via verticale (da madre a figlio) al momento del parto o per via ematica, spesso dovuta all’uso di strumenti medici non sterilizzati o all’uso di droghe iniettabili. L’epatite B si può trasmettere anche attraverso la saliva e i rapporti sessuali. Secondo l’Oms, circa 254 milioni di persone erano affette da epatite B nel 2022, ma solo il 13% di esse è stato diagnosticato e soltanto il 3% ha avuto accesso a terapie antivirali, con l’Africa che conta il 63% dei nuovi casi. Per l’epatite C, che ha colpito 50 milioni di individui, il 36% ha ricevuto una diagnosi e il 20% ha avuto accesso a trattamenti. Negli Stati Uniti, in particolare, si è registrato un aumento di casi di epatite C legati all’uso di droghe. Nonostante esista un vaccino per l’epatite B, non c’è ancora una profilassi per l’epatite C. I pazienti con epatite B possono essere trattati con farmaci come il tenofovir o l’entecavir, mentre per l’epatite C sono disponibili il sofosbuvir e il daclatasvir. L’Oms segnala che soltanto pochi paesi acquistano questi trattamenti, anche quelli non brevettati, a prezzi di riferimento concordati con grandi enti di accesso alla salute, rivelando un gap significativo nei prezzi delle cure, un ostacolo all’accesso ai trattamenti per molti. (Diogenenews 09/04/2024)
Iniziato il processo per i “Panama Papers”, l’evasione fiscale dei ricchi tramite conti offshore
Diogenenews 09/04/2024: La controversia legata ai cosiddetti “Panama Papers” raggiunge un punto cruciale con l’avvio di un processo a Panama City, dove 27 individui sono chiamati a rispondere di accuse legate all’evasione fiscale e al riciclaggio di capitali tramite lo studio legale Mossack Fonseca. Questo caso vede tra gli imputati anche i fondatori dello studio, Jürgen Mossack e Ramon Fonseca Mora, accusati specificatamente di riciclaggio di denaro. Le udienze, che si estenderanno fino al 26 aprile, si svolgono in seguito all’indagine denominata “Panama Papers”, emersa nel 2016 e condotta dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti d’Investigazione (ICIJ). Questa indagine ha esposto come personalità di rilievo a livello globale – tra cui l’ex primo ministro britannico David Cameron, il calciatore Lionel Messi e il regista Pedro Almodovar – abbiano occultato al fisco internazionale beni, imprese e redditi attraverso 11,5 milioni di documenti fuggiti dallo studio legale. Uno degli aspetti più controversi del processo deriva dal contesto normativo panamense relativo al riciclaggio di denaro, che al momento dello scoppio dello scandalo non prevedeva ancora le disposizioni ora in vigore, potenzialmente complicando l’emissione di condanne. Da sottolineare è il fatto che, fino al 2019, Panama non considerava l’evasione fiscale un reato perseguibile se non per somme superiori ai 300 mila dollari annui, posizionando il Paese nell’elenco dei paradisi fiscali. Oltre a questo processo, i fondatori di Mossack Fonseca sono soggetti a un altro procedimento giudiziario legato all’operazione “Lava Jato”, che riguarda il riciclaggio di capitali associato a società di costruzioni operanti nel settore pubblico, inclusa la nota Odebrecht. A giugno 2023, è stata avanzata una richiesta di condanna a 12 anni per Mossack e Fonseca Mora, ma la sentenza non è ancora stata divulgata. All’inizio del processo, tutti gli imputati hanno proclamato la propria innocenza. (Diogenenews 09/04/2024)
Attivisti bloccano centrale a carbone in Germania contro il “Carbone insanguinato” Colombiano
Diogenenews 09/04/2024: Circa 100 attivisti del movimento per la protezione del clima “Ende Gelände” hanno bloccato l’approvvigionamento di combustibile per la centrale a carbone di Scholven a Gelsenkirchen. Più di 50 manifestanti, indossando tute bianche protettive, si sono seduti sui binari che conducono ai blocchi di carbone B e C. Altri dimostranti hanno paralizzato l’ingresso principale della centrale in Glückaufstraße 56. La scalatrice attivista Cécile Lecomte si è calata da una struttura di legno a treppiede posizionata proprio nell’accesso. “Questo impianto emette ogni giorno 20.000 tonnellate di CO2 dannoso per il clima”, ha dichiarato Jule Fink, portavoce di Ende Gelände, criticando la centrale gestita da Uniper per il suo contributo significativo al riscaldamento globale e ai disastri ambientali come inondazioni, siccità o incendi che rendono intere regioni devastate e inabitabili. Nonostante Uniper abbia affrontato una crisi esistenziale dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, essendo uno dei principali importatori di gas russo, è stata nazionalizzata nel dicembre 2022 e, già l’anno successivo, ha registrato profitti elevati, oltre 4,4 miliardi di euro. Ende Gelände critica l’importazione di “carbone insanguinato” dalla Colombia, dove i sindacalisti che contestano la miniera a cielo aperto di carbone El Cerrejón sono regolarmente vittime di violenza da parte di gruppi paramilitari. Con i suoi 690 chilometri quadrati, El Cerrejón è più di otto volte più grande della contesa miniera di Hambach nel Reno. Si segnala che i sindacalisti siano stati assassinati per conto delle multinazionali del carbone. In aggiunta, l’attività mineraria causa enorme distruzione ambientale: inquinamento e deviazione dei corsi d’acqua, che spesso si prosciugano. Decine di migliaia di persone, soprattutto indigene, sono state spostate dalle loro terre per fare spazio all’estrazione di carbone. (Diogenenews 09/04/2024)
La preoccupazione delle Ong per il Patto su Migrazione e Asilo dell’Unione Europea
Diogenenews 09/04/2024: Mentre Bruxelles si accinge a introdurre il nuovo Patto su Migrazione e Asilo, l’Europa affronta una crescente ondata migratoria attraverso il Mediterraneo centrale, il percorso orientale verso la Spagna e le Canarie. Questa situazione mette in gioco il destino di oltre mezzo milione di individui in cerca di una nuova vita lontano da conflitti, violenze e povertà. In questo contesto, organizzazioni umanitarie esprimono preoccupazioni e critiche, temendo per le implicazioni sui diritti umani. Amnesty International ha evidenziato come il Patto potrebbe rappresentare un passo indietro per la legislazione sull’asilo nell’UE, mettendo a rischio di gravi sofferenze i migranti lungo il loro percorso. In particolare, si teme per le vulnerabilità di donne e bambini, che potrebbero ritrovarsi in una situazione di detenzione non ufficiale alle frontiere europee. Save the Children sottolinea l’importanza cruciale del Patto per la protezione dei minori migranti, vedendo nel voto finale un’opportunità decisiva per garantire un futuro sicuro ai bambini in Europa. L’organizzazione sollecita l’UE a fare scelte responsabili per non compromettere il benessere di questi giovani. Inoltre, la crisi demografica e la carenza di manodopera che colpiscono l’Italia e altri paesi europei portano a riconoscere l’immigrazione come una risorsa preziosa. Daniela Pompei, della Comunità di Sant’Egidio, invita a valorizzare le vie legali di migrazione e a prendere esempio dai corridoi umanitari per le migrazioni economiche, oltre a implementare salvataggi in mare per evitare ulteriori tragedie nel Mediterraneo. Mediterranea Saving Humans, una ONG attiva nei soccorsi marittimi, richiama l’attenzione sulla necessità di una politica migratoria centrata sulle persone e sui valori di dignità, solidarietà e libertà. Laura Marmorale, presidente dell’organizzazione, critica alcune disposizioni del Patto, temendo che perpetuino strategie fallimentari e aggravino le sofferenze dei rifugiati, delineando un sistema giuridico inefficace e inumano. Queste voci sottolineano l’urgenza di un approccio più umano e giusto nella gestione della migrazione e dell’asilo in Europa, invocando riforme che rispettino i diritti e la dignità di chi cerca protezione. (Diogenenews 09/04/2024)
L’India Supera la Cina: crescita economica e investimenti segnano una nuova era di dominio globale
Diogenenews 09/04/2024: Angelos Delivorias, analista presso il think tank del Parlamento europeo, ha evidenziato l’impressionante crescita economica dell’India negli ultimi dieci anni, segnalando che il paese ha superato la Cina in termini di tasso di crescita del PIL. Secondo Delivorias, l’India, che ha registrato una crescita media superiore al 7,5% nel 2023 contro il 5,2% della Cina, è destinata a mantenere questo slancio nel prossimo futuro, con previsioni che vedono il PIL indiano crescere del 7% entro il 2026. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) proietta una decelerazione della crescita cinese al 4,6% nel 2024, scendendo ulteriormente al 3,5% entro il 2028. Delivorias, che si occupa di politiche esterne inclusa l’India, sottolinea come il paese non solo si sia distinto per il suo PIL in rapida espansione ma anche per i significativi investimenti in progetti infrastrutturali e nello spazio, sottolineando una strategia economica complessiva mirata alla crescita sostenuta. La crescente importanza dell’India, sia in termini di diplomazia che di sviluppo economico, risalta particolarmente nella regione dell’Indo-Pacifico, in risposta ai cambiamenti geopolitici globali e all’iniziativa cinese della Belt and Road. L’ascesa dell’India rappresenta una variabile cruciale per l’Unione Europea e per la comunità internazionale nel suo complesso, offrendo nuove dinamiche nella geopolitica regionale e globale. Un aspetto rilevante sottolineato da Delivorias è la demografia dell’India, caratterizzata da una popolazione più giovane rispetto a quella della Cina. Questo fattore demografico non solo promette di sostenere la crescita economica dell’India negli anni a venire ma implica anche minori oneri per il paese in termini di spese sanitarie e pensionistiche, favorendo così una maggiore dinamicità del suo mercato del lavoro. (Diogenenews 09/04/2024)

