Aumenta la povertà lavorativa in Italia, dal 1990 salari diminuiti del 2,9%
Diogenenews 07/03/2024: In un contesto in cui i compensi si riducono e il costo della vita aumenta, ampie categorie di lavoratori si trovano prive di adeguata protezione, e il modello di sviluppo economico prevalente risulta insostenibile. L’evidenza statistica disponibile attesta che, in Italia, sia l’inflazione sia la povertà, inclusa quella legata al lavoro, sono in crescita, aggravando le disparità sociali. La povertà in Italia, compresa quella lavorativa, sta aumentando. Nel 2022, circa 5,6 milioni di persone si trovavano al di sotto della soglia di povertà, un incremento rispetto all’anno precedente. Questa situazione è il risultato di una combinazione di fattori esterni, come conflitti internazionali e inflazione, e di dinamiche interne legate a un mercato del lavoro sempre meno sicuro. La cosiddetta “flessibilità” lavorativa, spesso invocata da datori di lavoro e politiche istituzionali, si traduce in realtà in una maggiore instabilità per i lavoratori. Di conseguenza, una quota significativa delle famiglie operaie e di quelle con lavoratori autonomi si trova in condizioni di povertà. L’Italia si distingue negativamente nell’area OCSE per essere l’unico paese dove i salari, invece di crescere, sono diminuiti del 2,9% rispetto al 1990. La diminuzione dei salari, unita all’aumento del costo della vita, significa che, in metà delle famiglie in povertà relativa, il reddito di almeno un lavoratore non basta a coprire le necessità quotidiane. Al contrario, le retribuzioni dei dirigenti sono aumentate, con un divario salariale che si è allargato notevolmente dal 1980 al 2020. I cosiddetti “working poor”, o lavoratori poveri, sono quelli maggiormente colpiti dall’aumento dell’inflazione, aggravato da crisi energetiche e da conflitti internazionali. La recessione seguita alla crisi finanziaria del 2008-2009, la crisi del debito sovrano nel 2011, e la pandemia del 2020 hanno accentuato le disuguaglianze sociali, con la speculazione e l’aumento dei profitti aziendali che hanno ulteriormente inasprito le condizioni. La globalizzazione ha promosso l’espansione del lavoro non standardizzato, minando il potere contrattuale dei sindacati e incrementando il lavoro nero. Le garanzie esistenti tendono a favorire i lavoratori più anziani e a tempo indeterminato. La povertà lavorativa riguarda non solo il salario orario ma anche la quantità di ore lavorate mensilmente e la stabilità occupazionale. I lavoratori poveri tendono ad essere giovani, donne, stranieri, lavoratori autonomi, impiegati con contratti atipici o in part-time non volontario, prevalentemente situati nel Sud del paese e nelle piccole imprese. Circa il 12% dei lavoratori in Italia, ovvero 3 milioni di persone, guadagna meno di 11.500 euro all’anno, e 400.000 di questi hanno visto peggiorare la propria condizione economica dopo la pandemia. Se si alza leggermente la soglia di povertà lavorativa, il numero di lavoratori poveri rappresenta un terzo del totale, con una percentuale che varia tra il 20 e il 30% nel settore privato. (Diogenenews 07/03/2024)
Un milione di famiglie italiane più povere con la perdita del Reddito di Cittadinanza
Diogenenews 07/03/2024: Nel corso dell’ultimo anno, un milione di nuclei familiari ha affrontato la cessazione o una diminuzione del Reddito di cittadinanza, con una media di 1.663 euro in meno per anno, come rivelato dall’Istat. Queste famiglie, che rappresentano il 20% del totale, appartengono al segmento più basso della scala di reddito. Tuttavia, il 2023 ha visto una riduzione sia nella disuguaglianza sia nel rischio di povertà, un risultato attribuito principalmente all’introduzione dell’assegno unico per i minori e alla riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali. L’Istat ha valutato l’effetto di tre iniziative principali presenti già nel 2022: l’assegno unico per i figli a carico, la transizione dal Reddito di cittadinanza al Supporto per la formazione e il lavoro per coloro ritenuti “occupabili” a settembre, e il taglio dei contributi previdenziali e assistenziali. Questi interventi hanno contribuito leggermente a migliorare l’equità nella distribuzione del reddito disponibile, con una riduzione dell’indice di Gini dal 31,9% al 31,7% e un calo del rischio di povertà da 20% a 18,8%. Specificatamente, il 92,3% delle famiglie beneficiarie dell’assegno unico per i figli a carico ha visto aumentare il proprio sostegno economico di circa 719 euro annui rispetto all’anno precedente, beneficiando in modo particolare le famiglie meno abbienti grazie all’aggiornamento automatico dei valori in base all’inflazione. Tuttavia, il 7,7% ha sperimentato una riduzione del beneficio. Circa un milione di famiglie ha riscontrato una diminuzione o interruzione del Reddito o della Pensione di cittadinanza, con una perdita media di 1.663 euro annuali, o 138 euro al mese. Tale diminuzione è stata attribuita sia al miglioramento dei livelli di reddito, che non ha trovato riscontro in un adeguato aggiornamento dei criteri Isee per l’accesso al beneficio, sia a una riduzione nella durata del beneficio e nella partecipazione alla misura, in seguito alle restrizioni imposte dal governo con un avviso dell’Inps durante l’estate. L’agevolazione sui contributi previdenziali del 2023 ha migliorato il reddito disponibile per circa 11 milioni di famiglie, il 43% dei nuclei in Italia, con un vantaggio medio, al netto delle tasse, di 537 euro in più rispetto al 2022, quando era già stato introdotto un taglio dei contributi. Le famiglie appartenenti ai quinti medi di reddito hanno tratto il maggiore beneficio assoluto. Tuttavia, quasi un milione di famiglie, il 3,8% del totale, ha sperimentato un peggioramento, principalmente a causa della perdita dell’accesso al trattamento integrativo dei redditi dopo aver superato la soglia di reddito di 28.000 euro. (Diogenenews 07/03/2024)
L’incremento della povertà in Germania mette a rischio la democrazia. Lo studio della Fondazione Böckler
Diogenenews 07/03/2024: L’incremento della povertà in Germania pone seri rischi per le fondamenta democratiche del paese, come evidenziato da uno studio recente della Fondazione Hans Böckler. Lo studio ha rilevato che individui con redditi inferiori mostrano una fiducia ridotta nelle istituzioni democratiche, inclusi politica, polizia e sistema giuridico, rispetto a coloro con redditi elevati. Questa ricerca, presentata a Berlino dall’Istituto di Economia e Scienze Sociali della Fondazione, legata al mondo sindacale, sottolinea una forte connessione tra reddito e fiducia nelle strutture statali. In Germania, oltre il 47% delle persone che vivono in povertà da oltre cinque anni e quasi il 40% di quelle in situazione di povertà temporanea mostrano scarsa fiducia nel Bundestag. Questo contrasta con il 30% delle persone di reddito medio e meno del 19% di quelle ad alto reddito. Il sentimento di distacco dalla politica è significativo tra i meno abbienti, con una larga percentuale che esprime scarsa fiducia nei politici e nei partiti. L’analisi suggerisce che la minima fiducia nelle istituzioni può rendere le persone più vulnerabili al populismo di destra. Il tasso di povertà in Germania è in crescita: nel 2022, il 17% della popolazione viveva in condizioni di povertà, con un aumento significativo rispetto ai dati del 2010. Le condizioni di vita per molte di queste persone sono estremamente difficili, con problemi nell’acquistare vestiti nuovi o nel riscaldare adeguatamente le proprie case. Il rapporto identifica particolari gruppi a rischio, tra cui disoccupati, lavoratori a tempo parziale, residenti dell’ex Germania Est, genitori single e individui con basso livello di istruzione. La povertà non solo implica difficoltà materiali, ma anche una sensazione di esclusione sociale, influenzando negativamente il rapporto con le istituzioni. La direttrice dell’istituto, Bettina Kohlrausch, ha sottolineato la gravità della situazione, indicando la crescente povertà come una minaccia all’integrità sociale del paese. Per affrontare il problema, gli autori dello studio propongono soluzioni che includono l’aumento del sostegno sociale a livelli che prevengono la povertà e l’incremento del salario minimo. Sottolineano inoltre la necessità di una maggiore contribuzione fiscale da parte dei più ricchi per sostenere il welfare comune, attraverso l’aumento delle aliquote fiscali massime e tassazioni più elevate su patrimonio ed eredità per i gruppi più abbienti. Lo studio si basa sui dati del 2022 del Pannello Socioeconomico (SOEP) e del microcensimento, includendo interviste annuali a circa 15.000 famiglie e censimenti di circa 800.000 persone, fornendo una panoramica dettagliata e attuale sulle condizioni socioeconomiche in Germania. (Diogenenews 07/03/2024)
Dieci anni dopo, la scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines rimane il più grande mistero dell’aviazione civile
Diogenenews 07/03/2024: Un decennio fa, l’8 marzo 2014, il volo MH370 della Malaysia Airlines sparì misteriosamente, lasciando il mondo nell’incertezza. Nonostante anni di indagini, il destino dell’aereo e dei 239 passeggeri a bordo rimane un enigma. Recenti sviluppi suggeriscono che la Malaysia potrebbe riaprire le indagini, incoraggiata da una proposta di Ocean Infinity, un’azienda americana specializzata in esplorazioni subacquee che aveva già tentato senza successo di rintracciare il velivolo nel 2018. La vasta operazione di ricerca internazionale condotta nell’Oceano Indiano meridionale non ha portato alla scoperta dell’aereo, ad eccezione di alcuni frammenti spiaggiati che confermano il tragico epilogo del volo nell’oceano. L’evento ha suscitato numerose teorie sulle cause della scomparsa, dall’atto di dirottamento alla perdita di ossigeno, senza però fornire risposte definitive. Tra i passeggeri, vi erano individui di diverse nazionalità e storie, inclusi due iraniani con passaporti rubati e un gruppo di artisti cinesi, evidenziando la portata globale della tragedia. Nonostante gli sforzi internazionali per localizzare il velivolo, tra cui una missione guidata da Australia, Malesia e Cina che ha perlustrato circa 120.000 chilometri quadrati di fondale oceanico, il volo MH370 rimane introvabile. L’incapacità di determinare la posizione esatta dell’aereo e le sfide legate alla profondità dell’Oceano Indiano hanno reso le ricerche particolarmente difficili. La scomparsa di aerei in mare è rara, ma quando accade, i resti possono essere quasi impossibili da trovare. La Malaysia valuta attualmente una nuova proposta di ricerca da parte di Ocean Infinity, che potrebbe impiegare tecnologie avanzate, sebbene non sia stato confermato se l’azienda disponga di nuove informazioni sulla posizione del velivolo. Le famiglie delle vittime continuano a chiedere chiarezza e giustizia, sperando che ulteriori indagini possano prevenire futuri disastri aerei. In risposta alla tragedia, sono state introdotte nuove norme di sicurezza aerea, che richiederanno ai jet di trasmettere automaticamente la loro posizione in caso di emergenza a partire dal 2025. Questo cambiamento mira a facilitare la localizzazione dei velivoli in caso di incidenti, anche se riguarderà solo i nuovi aerei, escludendo quelli più vecchi ancora in circolazione. (Diogenenews 07/03/2024)
La Cina in posizione dominante nella produzione di pannelli solari
Diogenenews 07/03/2024: Nell’ultimo anno, la Cina ha intensificato notevolmente i suoi sforzi nel settore dell’energia solare, superando gli Stati Uniti per quanto riguarda l’installazione di pannelli solari e riducendo drasticamente i costi all’ingrosso. Le esportazioni di pannelli solari finiti dalla Cina sono cresciute del 38%, con un aumento quasi doppio nelle esportazioni di componenti essenziali. Si preannuncia un ulteriore consolidamento del primato cinese nel campo dell’energia solare. Mentre l’Europa e gli Stati Uniti si adoperano per stimolare la produzione di energia verde e sostenere le aziende del settore, la Cina progredisce a grandi passi. Durante l’assemblea annuale del governo cinese, il premier Li Qiang ha annunciato l’intenzione di accelerare lo sviluppo di progetti solari, eolici e idroelettrici. Questo impulso verso le rinnovabili rappresenta un pilastro fondamentale per la ripresa economica della Cina, puntando su settori emergenti come l’energia solare, le auto elettriche e le batterie al litio. L’intento è di compensare il declino nel settore edilizio e di sfruttare le “nuove forze produttive” per rivitalizzare un’economia che fatica a crescere. L’adozione massiccia dell’energia solare è parte di un’iniziativa ventennale mirata a ridurre la dipendenza cinese dalle importazioni energetiche. La competitività dei prodotti solari cinesi ha scatenato reazioni a livello globale. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Biden ha introdotto misure di sostegno che coprono gran parte dei costi di produzione e installazione dei pannelli solari. In Europa, c’è preoccupazione per come il sostegno cinese al proprio settore solare abbia danneggiato l’industria europea, portando a un’ondata di fallimenti e rendendo il continente dipendente dalle importazioni cinesi. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso il suo disappunto per le pratiche commerciali della Cina che hanno danneggiato il settore solare europeo. La produzione solare cinese beneficia di costi notevolmente inferiori rispetto agli omologhi europei e americani, grazie a salari più bassi, terreni concessi a prezzi vantaggiosi, prestiti statali a basso interesse e una produzione energetica economica, largamente basata sul carbone. Questo vantaggio di costo rende difficile per le aziende europee e americane competere. La dipendenza dal carbone ha reso la Cina il maggiore emittente di gas serra al mondo, ma il suo impegno nel settore solare ha contribuito a rallentare l’aumento delle emissioni globali. Mentre la Cina cerca di produrre polisilicio in maniera sempre più economica, anche sfruttando l’energia solare nei suoi parchi desertici, l’Europa affronta il costo elevato dell’elettricità, soprattutto in seguito alla crisi energetica legata al conflitto in Ucraina. La produzione di pannelli solari richiede una notevole quantità di energia, e la Cina sta riducendo ulteriormente i costi attraverso l’installazione di parchi solari in aree dove il terreno è pressoché gratuito. In contrasto, negli Stati Uniti e in Europa, le preoccupazioni ambientali e le normative zonali ostacolano lo sviluppo di nuovi parchi solari. La leadership cinese nel settore solare è talmente radicata che qualsiasi tentativo di produrre pannelli solari al di fuori della Cina si scontra con sfide significative, inclusi potenziali ritardi nell’installazione e nella manutenzione delle apparecchiature. Con la Cina che domina la fornitura di componenti e attrezzature per la produzione di pannelli solari, i produttori al di fuori della Cina devono affrontare notevoli ostacoli. Mentre l’Europa valuta se adottare misure simili a quelle degli Stati Uniti per sostenere il proprio settore solare, rimane chiaro che competere con la Cina nel campo dell’energia solare rappresenterà una sfida imponente. (Diogenenews 07/03/2024)
Dal Fondo monetario internazionale 8 miliardi di dollari all’Egitto in piena crisi economica
Diogenenews 07/03/2024: Nell’ultimo anno, l’Egitto ha ricevuto un sostanziale incremento nel supporto finanziario dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), a seguito della grave crisi economica che sta affrontando, aggravata dai conflitti nella Striscia di Gaza e in Ucraina. Il FMI ha proposto di estendere il pacchetto di aiuti destinato all’Egitto fino a 8 miliardi di dollari, rispetto ai 3 miliardi precedentemente previsti nel 2022. Ivanna Vladkova Hollar, a capo della delegazione del FMI in Egitto, ha evidenziato in una conferenza stampa come la situazione economica già precaria dell’Egitto sia stata ulteriormente compromessa dal conflitto tra Israele e Hamas, incidendo negativamente sul settore turistico vitale per il paese. In aggiunta, gli attacchi dei militanti Houthi alle navi mercantili nel Mar Rosso hanno ridotto i ricavi provenienti dal Canale di Suez. Il Primo Ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha indicato che questo accordo potrebbe attrarre ulteriori 1,2 miliardi di dollari dal Fondo per l’Idoneità Ambientale del FMI e stimolare organismi internazionali come la Banca Mondiale e l’Unione Europea a erogare prestiti supplementari all’Egitto. Recentemente, l’Egitto ha anche firmato un accordo da 35 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo della sua costa mediterranea, considerato l’investimento estero diretto più grande nella storia del paese. Poco prima dell’annuncio dell’accordo con il FMI, la Banca Centrale egiziana ha deprezzato la moneta del 35% e innalzato i tassi di interesse, come parte di un piano concordato con il FMI per stimolare la crescita economica e l’investimento estero, proteggendo al contempo i gruppi vulnerabili da possibili impatti negativi. L’Egitto, affrontando una grave carenza di valuta estera e un’escalation dei prezzi, ha visto alcuni beni di prima necessità quadruplicare di costo. Il governo sta cercando di ridurre l’inflazione, che ha toccato picchi record, e di alleggerire il debito nazionale attraverso riforme strutturali concordate con il FMI. La relazione tra l’Egitto e il FMI, tuttavia, è stata oggetto di critica. Alcuni sostengono che il FMI non abbia esaminato a fondo le politiche economiche del governo egiziano, ponendo l’accento eccessivamente sugli aspetti macroeconomici senza considerare le basi instabili su cui queste politiche si fondavano. La necessità di una gestione più oculata e di riforme profonde è quindi sentita sia a livello nazionale sia internazionale, al fine di garantire stabilità e crescita sostenibile per l’economia egiziana. (Diogenenews 07/03/2024)
L’inverno dal clima mite porta l’impronta del riscaldamento globale da inquinamento
Diogenenews 07/03/2024: Un’indagine su dati relativi alle temperature da centinaia di località globali rivela che metà della popolazione mondiale ha affrontato un inverno insolitamente mite, con l’impiego di combustibili fossili come uno dei principali motori di questa tendenza. Tale osservazione concorda con quanto pubblicato dall’ente europeo per il monitoraggio climatico, Copernicus, che ha evidenziato come il mese di febbraio abbia registrato le temperature più elevate mai misurate, segnando il nono mese di fila caratterizzato da record termici. Sorprendentemente, le temperature delle acque oceaniche globali in febbraio hanno toccato il picco massimo rispetto a qualsiasi altro periodo dell’anno. Questi dati, analizzati insieme, dipingono il quadro di un pianeta che si sta riscaldando in maniera incontrovertibile. Questo processo, amplificato dal fenomeno naturale El Niño di quest’anno, ha reso l’inverno particolarmente mite in diverse regioni. Una ricerca svolta da Climate Central, un ente di studio indipendente con sede nel New Jersey, ha messo in evidenza come molte città in Nord America, Europa e Asia non abbiano solo sperimentato un inverno eccezionalmente caldo, ma anche come il cambiamento climatico abbia avuto un impatto diretto e riconoscibile. Attraverso l’analisi delle anomalie termiche di dicembre e gennaio in 678 città globali, Climate Central ha cercato di distinguere la variabilità meteorologica stagionale dagli effetti del cambiamento climatico, cercando di identificare il “segnale climatico” nei dati. Le città nel Midwest degli USA sono state particolarmente colpite da questo inverno inusitatamente caldo, un fenomeno attribuito soprattutto alle emissioni di gas serra derivanti dalla combustione di carbone, petrolio e altri combustibili fossili. “È qualcosa di eccezionale”, ha commentato il Dr. Pershing di Climate Central, sottolineando come la maggior parte dei grandi laghi non abbia ghiaccio. “È impressionante”. A Minneapolis, per esempio, le temperature sono state mediamente 5,6 gradi Celsius superiori alla norma tra dicembre e febbraio, con effetti del cambiamento climatico rilevabili per 33 giorni, ovvero un terzo dell’inverno. Anche Teheran ha registrato una temperatura media superiore di 4,2 gradi Celsius nello stesso trimestre, con impatti del cambiamento climatico individuabili per 68 giorni invernali. Milano ha visto una media invernale di circa 2 gradi Celsius più elevata, con un forte segnale di cambiamento climatico per 55 giorni. In altre zone, nonostante alcuni giorni particolarmente caldi, le medie invernali non hanno mostrato grandi variazioni e l’effetto climatico è risultato meno evidente. Il report di Climate Central conclude che circa 4,8 miliardi di persone in tutto il mondo “hanno vissuto almeno un giorno con temperature che sarebbero state praticamente impossibili senza l’effetto dell’inquinamento da carbonio”. (Diogenenews 07/03/2024)
Alabama, il governatore repubblicano firma la legge per far riprendere la fecondazione in vitro
Diogenenews 07/04/2024: l parlamento dell’Alabama ha approvato una legge per esentare i professionisti della fecondazione in vitro da responsabilità civili e penali, reagendo così a una decisione della Corte Suprema dello stato che equiparava gli embrioni congelati a bambini. La mossa è stata rapidamente ratificata dal Governatore repubblicano Kay Ivey. Questa decisione giunge come sollievo per diverse cliniche di fertilità che ora prevedono di riprendere le attività, sebbene alcune restino in attesa di ulteriori chiarimenti legali data l’ambiguità delle protezioni offerte. Nonostante il vasto consenso tra i legislatori, la nuova legge non risolve i dubbi fondamentali sollevati dalla sentenza della Corte riguardo alla definizione legale di persona, lasciando presagire potenziali contenziosi futuri. Il decisivo sostegno legislativo a favore di questa misura si inserisce in un contesto di necessità di proteggere i trattamenti di fecondazione in vitro senza intaccare la posizione conservatrice sulla protezione della vita prenatale. Per alcuni, come Stormie Miller, madre che ha beneficiato della fecondazione in vitro, questa legge rappresenta un significativo sollievo che permette alle famiglie di prendere decisioni autonome riguardo al futuro dei loro embrioni congelati. La questione ha sollevato preoccupazioni per le implicazioni civili e penali per i medici e le cliniche a seguito di una causa per omicidio colposo legata alla distruzione accidentale di embrioni in una clinica di Mobile nel 2020. L’interpretazione della legge dell’Alabama e le opinioni teologiche esposte nella sentenza hanno incerto il settore della medicina riproduttiva, portando alla sospensione dei trattamenti di fecondazione in vitro da parte di alcune cliniche e alla pausa nelle operazioni di una compagnia di spedizioni di embrioni. La nuova legge ha evitato di affrontare direttamente la questione controversa se un embrione concepito in vitro debba essere considerato una persona, optando piuttosto per una soluzione che limita la responsabilità di cliniche e fornitori di servizi di fecondazione in vitro. Questa decisione ha suscitato il dibattito tra i conservatori e ha portato a una mobilitazione dei repubblicani, alcuni dei quali hanno condiviso esperienze personali relative alla fertilità, a sostegno dei trattamenti di fecondazione in vitro. Il dibattito sulla responsabilità delle cliniche di fertilità e sulla definizione legale di persona sottolinea la complessità e la sensibilità delle questioni legate alla riproduzione assistita e al diritto alla vita, lasciando aperta la strada a ulteriori discussioni e potenziali modifiche legislative. (Diogenenews 07/04/2024)
Usa: disegno di legge bipartisan per costringere la società cinese ByteDance a cedere TikTok
Diogenenews 07/04/2024: Un gruppo di legislatori americani, appartenenti sia al partito Repubblicano che a quello Democratico, ha introdotto una legge che imporrebbe alla compagnia cinese ByteDance di vendere l’app di condivisione video TikTok entro sei mesi o di essere bandita negli Stati Uniti. Questa proposta legislativa, la prima significativa azione del genere in quasi un anno, mira a risolvere le preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale che circondano la proprietà cinese dell’app. Se approvato, il disegno di legge darebbe a ByteDance 165 giorni per disinvestire da TikTok, usata da oltre 170 milioni di cittadini americani, e impedirebbe agli app store come quelli di Apple e Google di distribuire TikTok o di fornire servizi di hosting web per applicazioni controllate da ByteDance. Nonostante ciò, la legge non prevede sanzioni dirette contro gli utenti individuali dell’app. TikTok ha criticato la misura, definendola una completa proibizione dell’app, e ha sottolineato che tale legislazione violerebbe i diritti del Primo Emendamento di milioni di americani e danneggerebbe le piccole imprese che dipendono dalla piattaforma per la crescita e la creazione di lavoro. Nel 2022, il Congresso aveva già limitato l’uso di TikTok su dispositivi governativi, e proposte precedenti per vietare l’app per motivi di sicurezza nazionale non hanno raggiunto l’approvazione. Nel marzo 2023, il Comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti ha esortato i proprietari cinesi di TikTok a vendere le loro quote o rischiare il divieto, ma finora non sono state prese azioni definitive. Questo nuovo disegno di legge è inteso a consolidare l’autorità legale per affrontare le questioni sollevate da TikTok, dopo che i tentativi dell’amministrazione Trump di proibire l’app sono stati ostacolati dai tribunali. Un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca ha accolto favorevolmente la proposta, indicando che l’amministrazione Biden collaborerà con il Congresso per migliorare e consolidare ulteriormente la base giuridica della legislazione. (Diogenenews 07/04/2024)
In Belucistan 33 casi di sparizione forzata e 5 omicidi per mano dell’esercito pakistano. La denuncia degli attivisti per i diritti umani
Diogenenews 07/04/2024: In un rapporto completo pubblicato dal Dipartimento per i diritti umani del Movimento nazionale del Belucistan (BNM), Paank, la situazione dei diritti umani in Belucistan nel febbraio 2024 viene messa a nudo, rivelando un’ondata preoccupante di sparizioni forzate e azioni militari nella regione. Il rapporto rivela che nel mese di febbraio si sono verificati 33 casi documentati di sparizioni forzate in varie aree del Belucistan. Incredibilmente, 28 persone, scomparse con la forza, sono state successivamente rilasciate dalle celle di tortura. Inoltre, all’indomani del conflitto tra l’esercito pakistano e i Baloch Sarmachars [combattenti per la libertà] a Mach, cinque persone, precedentemente scomparse con la forza mentre erano in custodia, sono state etichettate come aggressori e successivamente uccise. Affrontando le proteste dei parenti delle persone scomparse a Kech e Gwadar, il rapporto sottolinea l’urgente necessità di una ricerca approfondita sul profondo danno inflitto alla società beluci. Mette in evidenza la coercizione dei giovani beluci all’esilio forzato o alla collaborazione con l’esercito pakistano, trasformandoli in cadaveri viventi o membri indifferenti della loro società. Il rapporto Paank sottolinea che le proteste spesso si concludono con le assicurazioni della polizia secondo cui i giovani scomparsi sarebbero stati falsamente implicati in casi volti a giustificare il loro arresto e detenzione. Definendo ciò una violazione dei diritti umani, il rapporto chiede maggiore attenzione da parte delle organizzazioni per i diritti umani e assistenza legale per coloro che sono imprigionati nelle carceri del Belucistan e che erano stati precedentemente fatti sparire con la forza dall’esercito pakistano. Descrivendo nel dettaglio la morte di cinque detenuti per mano dell’esercito pakistano a Mach, il rapporto fornisce prove delle loro sparizioni forzate e chiede un intervento internazionale per fermare il ciclo di violenza. Il rapporto denuncia con forza le aggressioni militari pakistane a Bolan, sottolineando la necessità di un’urgente indagine internazionale sulle azioni dell’esercito pakistano e sollecitando la comunità internazionale a fare pressione sul governo pakistano per l’accesso alle organizzazioni internazionali e ai media. Il rapporto evidenzia che i Baloch Sarmachar sono impegnati nella guerriglia, con nascondigli situati lontano dalle città e dalle popolazioni. Nonostante ciò, l’esercito pakistano accerchia costantemente la popolazione civile durante le azioni militari, provocando ripetute denunce di violazioni dei diritti umani. Il silenzio su questi temi è dannoso per la dignità dell’umanità, si legge nel rapporto. (Diogenenews 07/04/2024)

