Il Rapporto sul debito internazionale 2024 della Banca Mondiale mette in evidenza una realtà preoccupante: i creditori privati non sono stati la soluzione sperata per finanziare lo sviluppo nei paesi più poveri. Dal 2022, i creditori privati hanno incassato 141 miliardi di dollari in più rispetto a quanto hanno investito in questi paesi.
Nel 2023, il servizio del debito ha raggiunto il livello record di 1.400 miliardi di dollari, aggravando una situazione già resa critica da tassi di interesse elevati e svalutazioni valutarie.
Un modello insostenibile
I paesi in via di sviluppo si trovano a dover pagare debiti sempre più onerosi, con tassi di interesse triplicati per i 26 paesi più poveri. Questo scenario sta prosciugando risorse vitali che potrebbero essere destinate a sanità, istruzione e infrastrutture.
Come sottolinea Indermit Gill, capo economista della Banca Mondiale, i creditori privati realizzano profitti mentre i rischi sono assunti dai creditori statali e dalle banche multilaterali di sviluppo, trasformate di fatto in donatori nei momenti di crisi.

Il ruolo dei creditori privati
La gestione del debito è ulteriormente complicata dalla mancanza di obblighi per i creditori privati di partecipare ai processi di ristrutturazione. In Germania e in altri paesi del Nord del mondo, sono state avanzate proposte per leggi che impongano la partecipazione dei creditori privati, ma finora senza successo.
Questo consente ai creditori di richiedere in tribunale il rimborso totale dei debiti, ignorando gli accordi internazionali di ristrutturazione.
Il Common Framework: un progresso lento e inefficace
Nel 2020, il G20 ha lanciato il Common Framework per ristrutturare i debiti dei paesi più poveri, ma i progressi sono stati minimi: solo quattro paesi hanno presentato domanda, e i processi sono stati lenti e inadeguati per coinvolgere i creditori privati.
Le associazioni mondiali che si battono per la riduzione del debito hanno definito questa dinamica “pericolosa” e ha chiesto un quadro negoziato multilateralmente per rendere il processo più trasparente ed equo.
Conferenza di Seul e promesse disattese
A Seul si terrà questa settimana la conferenza dei donatori dell’Associazione Internazionale per lo Sviluppo (IDA), che fornisce prestiti e sovvenzioni a basso interesse ai 75 paesi più poveri. Sebbene la Banca Mondiale abbia promesso di aumentare i finanziamenti, le promesse dei paesi ricchi sono state caute. La Germania, ad esempio, ha mantenuto il suo contributo a 1,6 miliardi di euro, ma a causa del deprezzamento dell’euro, il valore reale dei fondi è diminuito.
Un futuro incerto
Il debito crescente e la mancanza di investimenti significativi mettono in pericolo gli obiettivi di sviluppo nei paesi più poveri. La tensione tra il finanziamento per il clima e la riduzione della povertà continua a crescere, sollevando dubbi sulla capacità della comunità internazionale di affrontare le disuguaglianze globali in modo coordinato.
La ristrutturazione del debito è urgente, ma i meccanismi attuali non sono sufficienti. I paesi in via di sviluppo chiedono con forza un cambiamento, ma finora gli stati più ricchi hanno offerto solo risposte lente e parziali.



